Avevo già avuto modo di assistere, qualche anno fa, a una messa in scena di questo testo di Yasmina Reza a cura del collettivo teatrale Generazione disagio e, come si capisce dalla mia recensione di allora, lo spettacolo mi era piaciuto molto.
Mi viene dunque la curiosità di andare a rivederlo a teatro con la regia di Michele Riondino che ne è anche interprete insieme a Daniele Parisi (da me amatissimo in Orecchie e anche ne L’ospite) e a Michele Sinisi (attore pugliese che non conoscevo).
La storia la ricordavo piuttosto bene: l’acquisto di un quadro di arte contemporanea completamente bianco da parte di Serge (qui interpretato da Michele Sinisi) per una cifra molto importante scatena la reazione di Marc (Michele Riondino), aprendo una conflittualità tra i due amici di vecchia data, rispetto alla quale Yvan (Daniele Parisi), l’amico mite e conciliante, viene chiamato a fare da paciere o da ago della bilancia.
L’arte contemporanea diventa dunque un pretesto per parlare dell’amicizia e delle sue dinamiche di potere, dei ruoli che si rivestono nelle relazioni, di come cambiano i rapporti di forza se la relazione è tra due o tre persone.
L’allestimento scenico – come nella messa in scena che avevo visto in precedenza – è molto giocata sul colore bianco: tutto si svolge in una stanza asettica e quasi completamente bianca, mentre i tre protagonisti vestono abiti che richiamano i colori primari, rosso, giallo e blu.
Nel complesso non mi è dispiaciuto: bravi gli attori – direi la parte migliore del lavoro -, però, non so se per lo svanire dell’effetto sorpresa oppure per un adattamento del testo meno riuscito, ho avuto la sensazione che la commedia della Reza prendesse in questo caso un carattere più farsesco invece che cinico/crudele.
E a me piace la Reza quando fa emergere i tratti cinici e crudeli dell’umanità più che quelli comici, anche nel caso in cui il cinismo si trasformi infine in commedia.
Voto: 3/5
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