Un dettaglio minore / Adania Shibli; trad. di Monica Ruocco. Milano: La nave di Teseo, 2021.
Letto in un fine settimana, Un dettaglio minore di Adania Shibli è un doppio racconto palestinese, il primo ambientato nel Negev, al confine del neonato stato d’Israele con l’Egitto nel 1949, il secondo che si svolge venticinque anni dopo e vede protagonista una giovane donna che si improvvisa investigatrice.
Nel primo episodio un plotone di stanza nella zona del deserto ha il compito di individuare eventuali infiltrati arabi; durante una delle tante ricognizioni sotto la guida di un capitano che non è perfettamente lucido anche a causa della puntura di un ragno, un gruppo di beduini viene scoperto e trucidato. Si salva solo una giovanissima, che viene portata al campo dei militari e che verrà prima stuprata, poi ammazzata e sepolta in mezzo alle dune.
Il secondo episodio trae le mosse direttamente dal primo perché la sua protagonista per caso viene a conoscenza di questa storia e scopre che la ragazza è stata uccisa lo stesso giorno in cui è nata lei, nell’agosto del 1949, e spinta da questa coincidenza decide di andare nella zona dove è avvenuta la sua morte per scoprire qualcosa di più, e per farlo prende in prestito la carta di identità di una collega e a noleggio un’auto con la targa gialla per poter viaggiare dove normalmente non sarebbe consentito ai palestinesi.
Tra le due vicende la scrittura puntuale e tagliente di Adania Shibli introduce dei rimandi sottili, creando una ragnatela di elementi che collegano il passato e il presente fino al dirompente finale.
C’è molto di descrittivo e di visivo nel romanzo della Shibli, un viaggio tra i colori e le sensazioni di luoghi in cui la presenza militare ha avvelenato la vita, senza prospettive di soluzione.
Sono dettagli minori quelli che la scrittrice palestinese porta alla luce e su cui si concentra, e però in quei dettagli c’è tutta la banale brutalità di un sistema di sopraffazione e di una condizione di minorità che prosegue immutato, anzi peggiorato, da troppo tempo, e di cui non si vede alcuna via d'uscita.
Voto: 3,5/5
domenica 8 marzo 2026
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