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giovedì 31 luglio 2025

King Hannah (+ Panta). Monk, 15 luglio 2025

La mia scoperta dei King Hannah, il nome d’arte della band formata primariamente da Craig Whittle e Hannah Merrick, con l’aggiunta di un tastierista/bassista e un batterista, è piuttosto recente e risale all’autunno dello scorso anno, quando in vista del concerto, tenutosi sempre al Monk, avevo iniziato ad ascoltare la loro musica, e soprattutto l’album Big Swimmer.

Dopo essere stata conquistata dall’esibizione di dicembre scorso, non mi lascio sfuggire la possibilità di riascoltarli dal vivo nel loro tour estivo, che di nuovo tocca il Monk di Roma.

Arrivo al concerto un po’ all’ultimo minuto direttamente dal lavoro, e per non perdere il mio posto in prima fila, non mi fermo al banchetto del merchandising dove c’è una bellissima maglietta che avrei comprato volentieri, e che invece a fine concerto è esaurita!

Comunque, almeno la prima fila (un po’ laterale) la conquisto e sono pronta con la mia macchina fotografica anche per questo concerto.

Alle 21 in punto salgono sul palco i Panta, una band indie rock di ragazzi romani che – ho ricostruito solo dopo – avevo già ascoltato dal vivo, sebbene in una formazione leggermente diversa, nel 2019 a Villa Ada nell’opening del concerto di Calexico + Iron&Wine. Rileggendo quanto avevo scritto allora, confermo la sensazione che già avevo avuto, ossia di una musica che inevitabilmente alle mie orecchie risulta troppo giovanilistica e che non mi conquista, per quanto sia gradevole da ascoltare e loro bravi ad eseguirla.

Dopo circa una mezz’ora di cambio palco, poco dopo le 22 salgono sul palco i King Hannah, e mi trovo in pieno effetto deja-vu visto che la formazione e la disposizione sul palco è la stessa di dicembre, Hannah è vestita esattamente nello stesso modo (vestito rosso a balze e scarpe adidas verdi) e anche la scaletta del concerto non è molto dissimile.

Ovviamente, rispetto all’effetto sorpresa di dicembre che mi aveva conquistata, a questo giro so già cosa mi aspetta, il che non vuol dire che il concerto mi sia piaciuto di meno.

In questo caso, poiché conoscevo già il tipo di presenza scenica di Hannah, il suo modo di cantare e di stare sul palco, mi sono concentrata di più sul pubblico, la cui età media era decisamente più alta di quella dei musicisti, e all’interno del quale c’erano molte persone in adorazione di Hannah, in particolare una donna in prima fila che ha ballato entusiasta e ascoltato rapita tutto il concerto, ricevendo vari messaggi muti dalla cantante e la consegna finale della scaletta.

Del resto, un po’ come a dicembre, dopo l’esecuzione dei primi brani, la cantante si è sciolta un po’ con il pubblico e ha raccontato che lei e Craig la sera prima erano stati ad Ostia a sentire Bill Callahan (che bella questa cosa di musicisti che vanno a sentire altri musicisti!) e durante il giorno hanno fatto i turisti per Roma per visitare i suoi monumenti e mangiare pizza e gelato.

I King Hannah si confermano musicisti di razza e lo spettacolo dal vivo è di alta qualità musicale e performativa, sebbene io confermi di essere particolarmente conquistata più che dalla loro componente rock da quella notturna e malinconica, che poi è in generale il tipo di musica che ascolto maggiormente.

Però bravi, e decisamente da tenere d’occhio anche per il futuro.

Voto: 3,5/5

mercoledì 18 dicembre 2024

King Hannah. Monk, 5 dicembre 2024

Quando passa troppo tempo dall’ultima volta che sono andata ad ascoltare musica dal vivo ne sento così tanto la mancanza che comincio a farmi qualche giro sui siti in cui ci sono le programmazioni dei concerti a Roma e spero che ci sia qualcosa di interessante. E quasi sempre le migliori proposte arrivano dal Monk.

E dunque eccomi qua nel mio live club preferito di Roma per una serata in cui, oltre a un opening di Joe Gideon, cantautore che non conosco ma che ascolto gradevolmente, sono previsti ben due concerti, il primo dei King Hannah e il secondo dei The KVB. Io conosco poco o niente entrambi, ma da un qualche assaggio musicale, decido che andrò a sentire i King Hannah.

Alle 21.15 in punto salgono sul palco Craig Whittle e Hannah Merrick, i due componenti del gruppo, chitarra e voce entrambi (anche se è la Merrick la voce principale), accompagnati da un batterista e da un tastierista/bassista.

La Merrick è vestita con un bellissimo abito lungo rosso a balze, sopra delle Adidas, e quando comincia a cantare mi fa un effetto un po’ strano, per la sua aria tra il superiore e il distaccato. Sento qualcuno dietro di me che dice che Hannah è imperscrutabile e difficile da interpretare, e devo dire che lì per lì concordo.

Poi nel corso del live, man mano che Hannah si scioglie e comincia anche a interagire con il pubblico, capisco che probabilmente il suo è un modo di stare sul palco (che ci dice poco su di lei come persona), e che alla fine questo suo modo risulta estremamente efficace, fascinoso e quasi conturbante. A me – fatte le dovute e inevitabili differenze – ricorda un pochino, anche nel modo di cantare, la Patty Pravo dei tempi d’oro, soprattutto per certo modo di cantare parlato (cosiddetto spoken word). Un po’ mi ricorda anche Anna Calvi, che pure ama molto vestirsi di rosso sul palco, ma la Merrick mi sembra molto più minimalista sia nella performance che nel modo di cantare e suonare.

Durante il concerto i due ci suonano l’ultimo album, Big swimmer, praticamente per intero, ma non manca anche la cover di una canzone di Bruce Springsteen, State Trooper, e nel bis che segue alla loro uscita dal palco, una canzone “natalizia” da poco pubblicata, Blue Christmas.

La scaletta completa ce la mette a disposizione Claudio Lancia nel suo live report per Ondarock.  

Devo dire che – non conoscendoli quasi per niente – sono stata molto colpita dalla musica di questi due ragazzi di Liverpool che passa molto rapidamente da atmosfere più intimistiche e soft (come nella bellissima per me Suddenly, your hand) ad altre molto più post-punk e rock. Personalmente preferisco – per mia naturale propensione – le prime, e dunque apprezzo particolarmente le canzoni più notturne, ma è comunque un piacere ascoltare musica dal vivo interessante e ben fatta come in questo caso.

I King Hannah si sono conquistati un posto nel mio orizzonte musicale. E grazie, come sempre, al Monk.

Voto: 4/5