giovedì 9 aprile 2026

Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro / Hisham Matar

Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro / Hisham Matar; trad. di Anna Nadotti. Torino: Einaudi, 2017.

Ne Il ritorno Hisham Matar racconta, a volte in maniera distesa, altre volte come un flusso di coscienza, andando avanti e indietro nel tempo, la storia della sua famiglia e in particolare di suo padre, Jaballa, oppositore del regime libico di Gheddafi e per questo incarcerato, insieme ad altri componenti della sua famiglia, nella prigione di Abu Salim, tristemente nota per il massacro del 1996.

Hisham nasce nel 1970 a New York, in quanto in quegli anni suo padre faceva parte della delegazione libica presso le Nazioni Unite. Dopo pochi anni, la famiglia Matar si trasferì a vivere a Tripoli dove Hisham trascorse la sua infanzia fino ai nove anni. L'ascesa di Gheddafi e la condizione di oppositore di Jaballa costrinsero però la famiglia a trasferirsi in Egitto, al Cairo, dove Hisham visse fino al trasferimento in Inghilterra per studio. Lì Hisham rimase dopo l'incontro con Diana, che sarebbe diventata sua moglie, e l'inizio della sua attività di scrittore.

Ma ne Il ritorno, romanzo autobiografico che ha vinto il Premio Pulitzer nel 2017 nella sua categoria, Hisham si concentra in particolare sul momento di speranza che si riaccese nella popolazione libica dopo il rovesciamento di Gheddafi. In quella fase diversi membri della sua famiglia, lo zio e i cugini, furono liberati dalle prigioni libiche e tornarono a casa, e diversi libici che avevano abbandonato il loro paese ritornarono nella speranza di poter ricostruire una vita in patria. Nel caso di Hisham c'era soprattutto la speranza di avere notizie del padre, forse ucciso nel massacro di Abu Salim, o in altre circostanze, ma il cui corpo non è stato mai ritrovato e la cui morte non è stata mai confermata.

Il libro è dunque il racconto del disperato tentativo di conoscere la verità, ma anche una riflessione e un racconto su un paese e un popolo martoriati dalla dittatura e illusi dalla sua caduta, che - come oggi sappiamo - ha aperto la strada a una guerra civile e a una spaccatura mantenuta in equilibrio con armi e violenza.

Però, pur non potendo prescindere dalla storia del suo paese, il libro di Hisham è soprattutto la rappresentazione lucida e al contempo empatica dei sentimenti forti e contraddittori che legano un esule al suo paese di origine e a un padre che nella storia di quel paese ha avuto un ruolo centrale, ma che Hisham non vede da oltre 20 anni senza conoscerne il destino.

C'è tanto, tantissimo, in questo libro, di personale, ma anche tanto per comprendere realtà che sono fuori dalla nostra esperienza, e che solo attraverso la grande letteratura abbiamo la possibilità di provare a capire nelle loro specificità ma anche nelle forme di universalità che sono legate al nostro far parte di un'umanità che, nonostante le differenze storiche, sociali e religiose, condivide sentimenti, relazioni, desideri e piccolezze.

Una lettura davvero entusiasmante.

Voto: 4/5

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui un tuo commento... Se non hai un account Google o non sei iscritto al blog, lascialo come Anonimo (e se vuoi metti il tuo nome)!