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mercoledì 7 settembre 2022

Second hand. Una storia d'amore / Michael Zadoorian

Second hand. Una storia d'amore / Michael Zadoorian; trad. di Michele Foschini. Milano: Marcos y Marcos, 2008.

A suo tempo avevo letto, commuovendomi ed entusiasmandomi, In viaggio contromano: The leisure seeker, il romanzo di Michael Zadoorian da cui era stato tratto il film di Virzì Ella e John.

Dopo quella lettura mi ero ripromessa di leggere qualcos'altro, ma la mia era rimasta solo un'idea teorica fino a quando la mia amica M. - che lavora nel mondo della moda e in particolare dell'usato - non mi ha parlato di Second hand.

Questo, che è il primo romanzo pubblicato da Zadoorian, parla di Richard, un ragazzo che ha un negozio di oggetti usati e che dedica gran parte della sua vita alla ricerca di questi oggetti, e di Theresa, che invece lavora in un ricovero per animali dove vengono portati cani, gatti - e non solo - che vengono trovati abbandonati per strada o che la gente non vuole più. Siamo sempre a Detroit, nella città dove l'autore è nato, vive e lavora, e dove ambienta quasi tutte le sue storie.

L'incontro tra Richard e Theresa avviene nel momento in cui la vita del primo va sottosopra, a causa della morte della madre e delle successive operazioni di svuotamento della casa familiare che lo mettono in contrasto con la sorella e soprattutto gli fanno scoprire parti della storia dei suoi genitori che non conosceva, mentre la seconda deve fare i conti con un lavoro che ama ma che le procura grande dolore, a causa della necessità di abbattere molti degli animali abbandonati.

Richard e Theresa si riconoscono nelle reciproche fragilità e idiosincrasie, ma ciascuno di loro deve affrontare i propri demoni interiori prima di essere realmente pronto ad affrontare una vita a due.

Durante la lettura del romanzo riconosco alcune di quelle caratteristiche della scrittura e della narrazione che tanto avevo apprezzato in Zadoorian. Mi piace molto il personaggio di Richard con questa sua passione per il recupero degli oggetti che sono stati già vissuti o che sono testimonianza di vite ed epoche passate, e con le sue bislacche teorie in proposito. Qua e là nella narrazione si aprono squarci di tenerezza e anche di grande verità, che - come nel romanzo In viaggio contromano - aprono il cuore.

Nel complesso però il romanzo mi pare meno riuscito e più immaturo di quello successivo, cosicché alla fine della lettura già sappiamo che la storia di Richard e Theresa non riuscirà a imprimersi nella nostra mente in maniera così significativa, sebbene probabilmente ci avrà lasciato la voglia di guardare sui banchetti dei mercatini delle pulci e nei negozi dell'usato con uno spirito completamente diverso e nuovo rispetto al passato.

Voto: 3/5

lunedì 1 febbraio 2016

Lo scultore / Scott McCloud

Lo scultore / Scott McCloud; trad. di Michele Foschini. Milano: Bao Publishing, 2015.

Scott McCloud è universalmente riconosciuto come uno dei massimi teorici del fumetto, grazie ad opere quasli Capire il fumetto e Fare il fumetto, e alle numerose conferenze sul tema da lui tenute in giro per il mondo.

Con Lo scultore McCloud sembra volerci dare una prova della potenza della narrazione per immagini e lo fa attraverso una storia piuttosto complessa e articolata. La storia è quella di David, un giovane scultore determinato a lasciare il segno con la propria arte e che, proprio per questo, accetta un patto con la morte: otterrà la capacità di plasmare la materia con le mani, ma potrà vivere ancora solo 200 giorni.

In questi 200 giorni David farà i conti con il significato profondo della propria arte e in generale con il senso della propria esistenza.

Personaggio un po' rigido e sociopatico (è tendenzialmente un solitario con un rapporto quasi patologico con il rispetto delle promesse che ha fatto), David capirà il valore profondo dell'amicizia e dell'amore attraverso l'incontro e il rapporto con Meg; e comprenderà che l'unica vera regola a cui nessuno può sottrarsi è l'inevitabilità della morte e l'imprevedibilità del suo arrivo.

Da qui l'insopprimibile bisogno umano di cercare senso e felicità nel quotidiano, ma anche di una prospettiva di immortalità attraverso l'arte e attraverso la vita dell'umanità che continua.

Nel complesso non un contenuto particolarmente originale e un protagonista con cui - a mio modo di vedere - non è facile empatizzare fino in fondo. Ma certamente una storia ricca di sfumature (interessante per esempio la visione sul mondo dell'arte e sulle sue dinamiche) che tiene incollati alla lettura fino all'ultima pagina.

Da un punto di vista grafico, i disegni sono molto puliti ed esteticamente molto belli e la costruzione delle tavole dimostra una grande maestria, che a volte ricorda alcune tecniche di ripresa cinematografica.

Personalmente non sono d'accordo né con chi l'ha stroncato (avercene di graphic novels così!), ma nemmeno con chi ha gridato al capolavoro.

E non parlo della dinamica emotiva che il fumetto può innescare o meno (e che può dipendere dal modo di essere di chi legge o anche solo dal particolare momento della propria vita in cui si affronta la lettura), bensì di una certa convenzionalità estetica e narrativa che fa di questo graphic novel un prodotto di alto livello, ma per quanto mi riguarda non dirompente né davvero memorabile.

Voto: 3/5