Visualizzazione post con etichetta Kurt Wallander. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Kurt Wallander. Mostra tutti i post

venerdì 21 febbraio 2025

I cani di Riga / Henning Mankell

I cani di Riga / Henning Mankell; trad. di Giorgio Puleo. Milano: Feltrinelli; Venezia: Marsilio, 2021.

Della serie dell'ispettore Wallander avevo letto solo il primo giallo in occasione di una vacanza - nel 2014 - in Danimarca, che prevedeva una piccola puntatina nella Svezia meridionale, e - da quanto leggo nel post scritto a suo tempo - l'avevo trovato gradevole ma senza entusiasmi, tanto che dopo non avevo letto più nulla.

Quest'anno, con l'organizzazione all'ultimo minuto del viaggio in Scania, decido di ridare un'altra chance a Henning Mankell e compro il secondo libro della serie, I cani di Riga.

Questo secondo romanzo è ambientato nei primissimi anni Novanta, all'indomani della caduta del muro di Berlino e durante il processo di sgretolamento dell'impero sovietico, e proprio intorno a questi temi si sviluppa la narrazione.

Tutto comincia con un canotto che va alla deriva verso le coste svedesi con due uomini morti a bordo. Il caso viene affidato al commissario Wallander della stazione di polizia di Ystad, e ben presto si scopre che i due uomini sono lettoni e probabilmente erano coinvolti in un traffico di droga. Per questo motivo viene inviato in Svezia dalla Lettonia il comandante Liepa al fine di acquisire informazioni sull'indagine in corso e trasferirla poi a Riga. Tra Wallander e Liepa si crea una buona sintonia, cosicché quando tornato in patria il maggiore Liepa viene assassinato, Wallander viene chiamato in terra lettone per partecipare alle indagini.

Sarà per lui l'occasione di conoscere un mondo che gli è in buona parte sconosciuto, soprattutto per le dinamiche in corso dopo la dissoluzione dell'impero sovietico, i tentativi di indipendenza effettiva dei paesi baltici e le interferenze russe.

Wallander dovrà presto lasciare la Lettonia, ma ci tornerà successivamente sotto falso nome per giungere al cuore della verità sulla morte del comandante Liepa e per dare manforte alla moglie Baiba.

Come ci spiega lo stesso Mankell nella postfazione al romanzo, la scrittura di questa storia è stata particolarmente complicata, come sempre accade quando si parla di luoghi che si conoscono meno e di cui bisogna verificare i riferimenti; e tanto più in questo caso, visto che la scrittura dello stesso è coincisa con un periodo storicamente molto complesso per il mondo ex-sovietico e dunque lo scrittore ha dovuto necessariamente ricorrere a persone più interne al contesto e con maggiori conoscenze specifiche.

Devo dire che - rispetto al primo romanzo che ricordo poco e che probabilmente risultava meno appassionante - di questo ho apprezzato sia il ritmo incalzante che soprattutto da un certo momento in poi mi ha tenuta incollata alle pagine, sia il substrato storico-politico che, pur nel contesto di un'opera di finzione, è descritto in modo attento e interessante.

Poca Svezia dunque in questo libro - se non in termini comparativi - e molta Lettonia (e paesi baltici in generale), quindi una lettura che non mi ha fornito particolari suggestioni rispetto al mio viaggio in Scania, ma certamente ha rafforzato il mio desiderio di vedere i paesi baltici a distanza di ormai oltre trent'anni dal momento raccontato in questo giallo.

Voto: 3,5/5

martedì 8 luglio 2014

Assassino senza volto / Henning Mankell

Assassino senza volto / Henning Mankell; trad. di Giorgio Puleo. Venezia: Marsilio, 2012

Avevo comprato il libro appositamente per il mio viaggio in Danimarca e Svezia, perché contavo - nei pochi giorni previsti in terra svedese - di riuscire anche a fare una puntatina a Ystad, la città del commissario Wallander.

Purtroppo non sono riuscita a spingermi così a Sud, però un assaggio della Scania l'ho avuto e per questo è stato interessante attraversare le sue strade anche letterariamente nelle pagine del libro di Mankell.

Assassino senza volto è il primo libro della serie di Wallander e si percepisce la distanza temporale che c'è dal momento della sua pubblicazione ad oggi, sebbene alcune tematiche che emergono da questo romanzo siano ancora di stretta attualità.

Interessante il quadro della società svedese che viene fuori da questo poliziesco, in particolare la schiettezza con cui si mette in evidenza la distanza tra l'immagine un po' edulcorata che ne abbiamo, ossia di una società aperta, tollerante e pacifica, con una qualità di vita molto elevata, e una realtà caratterizzata da forti contraddizioni e molti nodi irrisolti.

Dal punto di vista letterario si tratta di un poliziesco classico e abbastanza ben costruito, in cui l'aspetto più importante non è tanto il giallo, quanto l'andamento dell'indagine e il personaggio di Kurt Wallander.

Certo, Wallander non è Adamsberg, e Mankell non è Vargas, ma la lettura è godibile, e come libretto da portarsi in vacanza ci sta tutto.

Voto: 2,5/5

venerdì 27 febbraio 2009

La trilogia Millennium di Stieg Larsson

Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, trad. di Carmen Giorgetti Cima. Venezia, Marsilio, 2007.

Id., La ragazza che giocava col fuoco, trad. di Carmen Giorgetti Cima. Venezia, Marsilio, 2008.

Id., La regina dei castelli di carta, trad. di Carmen Giorgetti Cima. Venezia, Marsilio, 2009.

I volumi che compongono questa trilogia sono praticamente già leggenda, in particolare dopo che il loro autore Stieg Larsson è morto di infarto non appena terminata la stesura dell'ultimo volume.
La trilogia, proprio in quanto tale, non è come i volumi di Mankell sull'ispettore Wallander o quelli di Fred Vargas sull'ispettore Adamsberg (sto per leggere Sotto i venti di Nettuno), che pur avendo un filo conduttore si possono tranquillamente leggere non nell'ordine in cui sono stati scritti.
Questi volumi, invece, richiedono una lettura sequenziale e costituiscono le tre parti di un'unica storia di oltre 2.000 pagine. Si può rimanere terrorizzati di fronte alla prospettiva di affrontare tre tomi di tale portata, ma vi assicuro che le dimensioni non rappresenteranno certamente un ostacolo (forse invece i nomi dei personaggi e dei luoghi in svedese invece sì).

La storia tocca un certo numero di generi; semplificando potremmo dire che il primo volume è primariamente un giallo, il terzo un poliziesco incentrato sui servizi segreti, il secondo una via di mezzo tra i due. In tutti e tre i volumi al centro della storia ci sono principalmente due personaggi, Lisbeth Salander, probabilmente il principale motivo del successo di questi romanzi, e Mikael Blomqvist, attorno ai quali ruotano numerosi comprimari, alcuni dei quali ben delineati e che in certi casi producono veri e propri spin-off interni alla storia che poi si riagganciano al tema centrale.
Non si può certo passare sotto silenzio che i romanzi soffrono, in certi momenti, di una fastidiosa ridondanza e prolissità e che praticamente tutti e tre fanno fatica a decollare nella lettura prima di 100 pagine. Non si tratta di capolavori letterari, sicuramente si può parlare di letteratura popolare e forse è anche per questo che piace molto di più a chi legge tendenzialmente poco piuttosto che a chi è un accanito divoratore di libri.
Eppure, Millennium ha dei tratti di originalità che lo rendono particolarmente interessante, e probabilmente questi tratti hanno a che fare con i personaggi, realistici e irreali, capaci di suscitare antipatia e amore allo stesso tempo.

Lisbeth è un personaggio che molti vorrebbero incontrare e che tanti sono convinti che esista veramente da qualche parte. Donne e uomini non possono fare a meno di innamorarsi di lei leggendo questo libro e di sentirne la mancanza dopo averne terminato la lettura.
Mikael è un amico e un amante cui molti si legherebbero, nonché un giornalista come vorremmo ce ne fossero.
Io personalmente ho amato in modo particolare il secondo volume della serie, quello incentrato su Lisbeth e che più degli altri mi ha tenuto incollata alla lettura. Il primo l'ho trovato avvincente, il terzo un po' più debole, ma pur sempre interessante.
In attesa di vedere materializzarsi sullo schermo cinematografico Lisbeth Salander (è in uscita in Svezia il film tratto dal primo volume e qui e qui potete vedere il trailer) e sperando di non restarne delusi, vi invito a farvi prendere dalla febbre di Millennium, abbandonando per un po' gli snobismi intellettuali e riscoprendo un po' di infantile piacere per le storie e gli intrighi. Buona lettura!!!

Voto: I volume 4/5; II volume 4,5/5; III volume 3/5