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lunedì 5 luglio 2021

Le parole possono tutto / Silvia Vecchini; Sualzo

Le parole possono tutto / Silvia Vecchini; Sualzo. Milano: Il Castoro, 2021.

Qualche settimana fa mi è arrivato in regalo questo bel graphic novel de Il Castoro con un disegno autografo degli autori a me dedicato, e entro pochi giorni dalla ricezione mi sono fiondata a leggere questo nuovo lavoro di Silvia Vecchini e Sualzo.

I due sono per me ormai vecchie conoscenze: li ho scoperti con quell'albo emozionante che era Fiato sospeso, e poi ho continuato a seguirli con altri lavori come La zona rossa, Forse l'amore e 21 giorni alla fine del mondo.

La delicatezza delle loro storie e il modo attento e mai banale ch'essi hanno di parlare di bambini e adolescenti, e di quei momenti importanti che segnano l'abbandono dell'infanzia e l'ingresso nella vita adulta, me li rendono cari e mi predispongono positivamente alla lettura.

In questo caso la protagonista è Sara, un'adolescente che deve fare i conti con una brutta cicatrice che ha sul volto, dovuta a un incidente in macchina verificatosi alcuni anni prima, e con la separazione dei genitori, ch'ella più o meno ingenuamente attribuisce proprio a quell'evento. A tutto questo si è aggiunto anche il litigio con la sua migliore amica a causa di un fraintendimento legato all'interesse per un ragazzo.

Sara si sente inadeguata e triste, e si sfoga andando in giro in skateboard e disegnando graffiti sui muri. Proprio per uno di questi sarà costretta a fare un certo numero di ore di lavori socialmente utili, e sceglierà di andare in un centro per anziani dove incontrerà il signor T., uno strambo vecchietto che la conquisterà con le sue storie quasi magiche e le farà scoprire l'interesse per l'alfabeto ebraico.

Il racconto è infatti scandito proprio dalle lettere di questo alfabeto, ciascuna delle quali viene riprodotta all'inizio di ciascun capitolo e riecheggiata da un disegno che ne ricorda la forma e ne richiama il significato, brevemente spiegato sotto la lettera stessa.

Questo incontro con il signor T. sarà determinante per far scoprire a Sara il potere delle parole e la loro capacità di dare forma alla realtà, un potere straordinario di cui la giovane comprende presto il potenziale: le parole possono infatti togliere ambiguità ai silenzi e sciogliere nodi altrimenti destinati a ingigantirsi, ma sono anche macigni da cui difficilmente si torna indietro.

In questo ultimo lavoro di Vecchini e Sualzo c'è sicuramente un po' di misticismo e di magia, ma questi riferimenti sono alla fine tutti orientati a una riflessione molto concreta su temi universali come la famiglia, l'amicizia, l'amore, la relazione tra le generazioni. Com'è tipico dei loro albi, la sceneggiatura della Vecchini è mirabilmente sostenuta e armonizzata con i disegni di Sualzo, la loro espressività e la scelta dell'impaginato e dei colori.

Voto: 3/5

lunedì 23 marzo 2020

21 giorni alla fine del mondo / Silvia Vecchini e Sualzo

21 giorni alla fine del mondo / Silvia Vecchini e Sualzo. Milano: Il Castoro, 2019.

Mancano 21 giorni a Ferragosto. Lisa, che vive in un piccolo paese sul lago, la trascorre aiutando la mamma al chiosco, passeggiando in bicicletta e facendo chiacchiere con Rima, una ragazza indiana più piccola di lei. Mentre il "matto" del paese va in giro in bicicletta ricordando a tutti, come oggi anno, che a ferragosto ci sarà la fine del mondo, la vita continua come sempre, fino a quando alla porta di Lisa non bussa Ale, un carissimo amico di infanzia, una specie di fratello, che dopo la morte della madre, annegata nel lago, si è trasferito altrove senza dare più notizie di sé.

Lisa dovrà superare la resistenza e il risentimento che naturalmente prova nei confronti di Ale, ma l'affetto che la lega a lui le farà accettare di aiutarlo a finire la costruzione di una zattera che avevano iniziato da piccoli.

Quali siano i motivi che hanno determinato a suo tempo la scomparsa di Ale e di suo padre e cosa spinga oggi Ale a finire di costruire la zattera sono cose che Lisa dovrà scoprire nei 21 giorni che la separano da ferragosto, il giorno in cui Ale probabilmente ripartirà e nel paese ci sarà la grande festa con i fuochi di artificio e l'esibizione di karate della scuola locale che Lisa frequenta (e che a suo tempo frequentava anche il suo amico). E forse quella sarà anche la fine del mondo.

I momenti di questo piccolo giallo psicologico di ambito adolescenziale sono scanditi in capitoli che hanno come titoli alcuni dei venti precetti che il Maestro Funakoshi elaborò come obiettivi da realizzare nella vita quotidiana attraverso la pratica del karate.

Come spesso nei libri disegnati da Sualzo sulle storie di Silvia Vecchini (penso ad esempio a Fiato sospeso, che mi era piaciuto moltissimo, e a La zona rossa), protagonisti sono dei bambini/adolescenti impegnati nella difficile arte di diventare adulti, che sempre comporta la necessità da un lato di affrontare le proprie paure e dall'altro di mettersi in relazione per comprendere il punto di vista degli altri.

La delicatezza - del disegno e della narrazione - con cui Sualzo e Vecchini affrontano temi anche piuttosto importanti e delicati - rispetto ai quali di solito i bambini vengono tenuti distanti e protetti - è sicuramente l'aspetto più apprezzabile dei loro fumetti, che sono capaci proprio per questo di parlare anche al pubblico degli adulti.

Voto: 3/5

lunedì 18 giugno 2018

Fantasmi / Raina Telgemeier

Fantasmi / Raina Telgemeier. Milano: Il Castoro, 2017.

Cat è una ragazzina preadolescente e Maya è sua sorella minore, affetta da fibrosi cistica, una malattia che le causa grossi problemi respiratori. Per consentire a Maya di vivere in un clima più favorevole per la sua malattia, tutta la famiglia si trasferisce a Bahia de la Luna, un paese dove per molta parte dell’anno c’è la nebbia e che pare essere frequentato dai fantasmi.

Cat non è molto contenta di questo trasferimento che l’ha sradicata e le ha fatto perdere gli amici, ma cerca di non far pesare la sua scontentezza sulla sorella. Il fatto è che a Bahia de la Luna tutti sembrano considerare normale il rapporto con i fantasmi, in particolare il suo vicino e coetaneo Carlos, mentre Cat è molto impaurita dalla prospettiva di incontrarli. Al contrario Maya è curiosa e per niente intimorita, e dunque convince Carlos ad accompagnare lei e sua sorella al santuario dove i fantasmi si riuniscono.

Dopo un incidente che mette in pericolo la vita di Maya, Cat dovrà affrontare le sue paure, in particolare quella di perdere sua sorella. Capirà che non serve fuggire dai propri fantasmi, bensì è necessario affrontarli perché poi forse parlandoci ci si rende conto che fanno molta meno paura di quanto si immaginasse.

Il dia de los muertos, il giorno nel quale - secondo la tradizione di origine messicana - i vivi festeggiano i loro cari defunti e hanno l’occasione di incontrarli, sarà per Cat l’occasione per riconciliarsi definitivamente con il contesto nel quale si trova, con sua sorella e anche con se stessa, e – nell’incontro finalmente gioioso con i fantasmi che la circondano – per aprirsi alla vita.

Non avevo mai letto niente di Raina Telgemeier, anche se in passato mi aveva incuriosito Drama che tante polemiche e tentativi di censura ha subito nel mondo angloamericano e in Italia non è stato mai tradotto. La lettura di quest’ultimo lavoro, vincitore del premio Will Eisner, che la Telgemeier aveva già vinto due volte in precedenza, conferma le sue qualità nella narrazione a fumetti destinata a bambini e ragazzi, ma intensa e significativa anche per gli adulti.

Voto: 3,5/5

lunedì 7 maggio 2018

La zona rossa / Silvia Vecchini; Sualzo

La zona rossa / Silvia Vecchini; Sualzo. Milano: Il Castoro, 2017.

La premiata ditta formata da Silvia Vecchini e Sualzo, da me già apprezzata per lavori precedenti tra cui Fiato sospeso e Forse l'amore, torna al pubblico dei giovani e meno giovani con questo albo pubblicato da Il Castoro, La zona rossa.

Com'è chiaro dal titolo dell'albo, questo nuovo lavoro parla del recente terremoto nel Centro Italia e di come esso abbia cambiato la vita delle persone. In particolare, con la sensibilità che li caratterizza, i due autori - uno attraverso i disegni e l'altra attraverso le parole - raccontano il terremoto attraverso lo sguardo di bambini e ragazzi, che da un giorno all'altro perdono le loro case, le loro scuole, i loro punti di riferimento e devono convivere con una nuova paura.

Protagonista di questa storia è in particolare Matteo che si trova a vivere in una roulotte con la sorellina, la mamma e il compagno della madre, e a fare i conti con le reazioni di vario genere dei suoi amici e compagni di scuola.

A un certo punto si scoprirà anche piccolo investigatore per riuscire a capire chi ha distrutto i cocci in terracotta che le insegnanti hanno fatto produrre ai bambini e dovrà comprendere che le ferite non si possono cancellare, però - non potendo dimenticarle - esse si possono usare come punto di partenza per realizzare qualcosa di nuovo e bello.

Una storia delicata e piena di speranza che è un piccolo regalo per il lettore e, attraverso il lettore, per il Laboratorio di teatro per ragazzi che le vendite del libro sosterranno.

Voto: 3/5