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venerdì 11 settembre 2026

La fertilità del male / Amara Lakhous

La fertilità del male / Amara Lakhous; trad. dall'arabo di Francesco Leggio. Roma: Edizioni e/o, 2026.

Amara Lakhous è uno scrittore algerino molto noto in Italia perché ha vissuto molto a lungo nel nostro paese e ha scritto diversi romanzi in italiano, tra cui il più noto è Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio.

Da un po' di anni Lakhous vive negli Stati Uniti dove insegna in università. È ora tornato al romanzo con La fertilità del male che però è stato scritto in arabo, perché - come lui stesso ha spiegato - non sarebbe stato possibile scrivere in italiano una storia cosi legata alla sua patria di origine.

La fertilità del male è concepito come un giallo, o meglio come un poliziesco, visto che tutto comincia con la scoperta dell'assassinio di Miloud Sabri, ex combattente del Fronte di Liberazione Nazionale dell'Algeria, e con l'avvio delle indagini da parte di Karim Soltani, comandante dell'unità antiterrorismo, chiamato perché l'omicidio ha tutte le caratteristiche della vendetta verso un traditore, secondo le modalità sperimentate in Algeria durante il decennio nero.

La narrazione procede alternando l'asse temporale del presente, quello nel quale si svolge l'indagine di Soltani e dei suoi collaboratori, e diversi momenti chiave del passato che un tassello alla volta aiutano a ricostruire le radici e le motivazioni dell'omicidio di Sabri, attraversando la storia dell'Algeria dagli anni della guerra di indipendenza algerina (1954-1962), fino ad arrivare alla fine degli anni Novanta, passando attraverso colpi di stato, proteste popolari, emergere degli islamisti e terrorismo.

La prosa di Lakhous è piana e in qualche modo leggera, e sembra di stare leggendo un classico giallo da spiaggia. In realtà, dietro questa indagine si dipana la storia di un paese che, dopo essersi liberato del giogo dei colonizzatori francesi, si è avviluppato in una dinamica interna ben poco democratica, istituzionalizzando il metodo della violenza e del terrorismo come strumento di cambiamento e trasformando parte degli eroi nazionali della guerra di indipendenza nei nuovi colonizzatori del paese.

Ancora una volta per me è l'occasione di conoscere meglio un paese di cui so oggettivamente molto poco e di cui leggiamo solo in relazione agli eventi che più sono collegati al nostro mondo, mentre finisce per sfuggirci completamente nelle dinamiche interne che sono venute dopo che gli europei, in questo caso i francesi, si sono ritirati.

E fa male leggere ancora una volta la storia di una lotta di popolo - fatta con tutti i mezzi, alcuni anche discutibili, ma chissà se evitabili - che è stata vittoriosa e ha ridato libertà a un paese, ma che poi si è involuta in forme antidemocratiche e repressive.

Cos'è che rende gli esseri umani incapaci di perseguire davvero degli ideali fino in fondo?

Voto: 3,5/5