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mercoledì 18 luglio 2012

La Borgogna del Sud in bicicletta (II parte)

Dopo le prime tappe attraverso i vigneti a perdita d'occhio, si riparte alla volta di Cluny! Il primo tratto è abbastanza collinare e la cosa ci spaventa visto che quella di oggi è una delle tappe più lunghe (quasi 70 km), ma dopo i primi 25 km eccoci sulla Voie Verte, la pista ciclabile che i francesi hanno realizzato prevalentemente su linee ferroviarie dismesse (dopo la nascita del TGV) e di cui hanno conservato le stazioni. La passeggiata (quasi tutta in piano) è molto rilassante e scenografica, e lungo il percorso verdissimo non mancano castelli, mucche, cavalli, palazzotti e quant'altro.


Una delle biciclette con cui viaggiamo richiede manutenzione e così quando arriviamo a Cluny andiamo alla ricerca di un riparatore di bici. Peccato che gli orari di apertura qui siano piuttosto imprevedibili! Alla fine un meccanico gentile ha la brugola adatta a stringere il perno del pedale. A dire la verità, al nostro hotel troveremo due rappresentanti di France à velo, l'agenzia francese a cui si è appoggiata quella italiana per il nostro viaggio, e dunque tutti i perni verranno stretti a dovere.

L'hotel sta un po' fuori del centro, in un angolo un po' trafficato, per fortuna le camere danno nell'interno e il ristorante sta su una terrazza che si affaccia sul fiume. Ma prima di cena ci aspetta una passeggiata per Cluny, dove intanto saliamo sulla Tour des fromages, da cui si gode una splendida vista sulla cittadina e sulle colline circostanti (cosa che già ci preoccupa per la tappa del giorno dopo!).

Dopo l'ottima cena riscaldati dal sole del tramonto (qui il sole tramonta dopo le 21), il sonno ristoratore ci prepara alla tappa più difficile del viaggio, ma prima di partire non possiamo saltare una visita all'abbazia di Cluny di cui di fatto resta solo una piccola parte, essendo stata distrutta in buona parte dopo la rivoluzione francese. Ma anche in questo caso i francesi hanno saputo fare dei resti di un'abbazia qualcosa di affascinante e per cui valga la pena pagare un biglietto.

Si parte. Ed effettivamente nei meno di 40 km di oggi, affronteremo tre lunghe salite (di 2-3 km ciascuna), la prima delle quali ci constringerà a scendere e spingere la bicicletta. Non è che saliamo sui monti (o meglio un po' sì), il fatto è che dopo 3 km di salita si scende a capofitto e velocissimi giù per la collina e dunque siamo al punto di partenza
:-(

Però, sono soddisfatta di me. Mi lamento poco e tutto sommato ce la faccio. La piscina degli ultimi 10 mesi qualcosa deve proprio aver fatto!

Al termine di questa tappa ci attende Tournus, paese adagiato sulla sponda della Saona, una strana via di mezzo tra un paese di mare (con le stradine assolate) e una paesino medievale, la cui abbazia è ancora perfettamente intatta con il suo chiostro, i suoi mosaici, la sua cripta e la torre campanaria di pietra rosa.

Aperitivo e cena al nostro grazioso hotel, dove possiamo cenare nel dehors che dà su una bella piazza del paese.

Si riparte alla volta di Chalon-sur-Saône. Oggi il percorso è tutto abbastanza in piano e pedaliamo prevalentemente nella splendida campagna francese tinteggiata dal giallo delle graminacee, dal rosso dei papaveri e dall'azzurro dei fiordalisi.

Chalon si presenta all'arrivo come una cittadina quasi industriale. Tra l'altro siamo alloggiati in un albergo high-tech vicino la stazione, per cui ci facciamo l'idea che si tratti di una città senza grandi attrattive. Ma una passeggiata sotto la calura pomeridiana ci farà scoprire un piccolo ma grazioso centro storico, con una piazza dominata dalle case con le armature di legno e una bella cattedrale.

La cena è buona e poco impegnativa visto che il menu è fisso e dunque non si consuma il rito della scelta.

Il giorno dopo si riparte per Beaune. Ci attende un nuovo pezzo della Voie Verte, che questa volta costeggia un canale costruito nell'Ottocento per collegare i fiumi francesi Loira e Saona, e dunque creare vie navigabili interne. Assistiamo e documentiamo fotograficamente il meccanismo con cui le barche che navigano lungo il canale grazie alle chiuse superano i dislivelli e - seppure con lentezza - raggiungono infine il fiume. All'altezza di Santenay lasciamo la pista ciclabile e si riprende la Voie des vignes che avevamo percorso nella nostra seconda tappa. Questa volta però il cielo è sgombro, il sole è a picco e vediamo le vigne e i loro lavoratori in tutto il loro splendore. Fa molto caldo ma non siamo lontani dalla nostra destinazione.

A Beaune ci fermiamo a prendere un'anisetta e un kir e a comprare il vino al negozio di Moillard, per poi caricare le bici su un trenino regionale (le bici viaggiano gratuitamente) e tornare a Dijon. La nostra pedalata è finita.

La sera siamo di nuovo a cena nel nostro primo ristorante e il giorno dopo è dedicato allo shopping: la moutarde de Dijon, il caffè lungo francese (che - come forse si sa - adoro), regalini e così via.

Io e S. restiamo a Dijon una notte in più, in un graziosissimo hotel vicino l'Eglise Saint-Michel, Le Chambellan, così il giorno dopo - brutto tempo e freschino - vediamo tutti i possibili musei gratuiti della città: il Musée des Beaux Arts (che è in ristrutturazione e dunque la visita in questo periodo è gratis) e poi il Musée de la Vie Bourguignonne Perrin de Puycousin, un tipo di museo che a me piace molto, perché poco impegnativo e divertente e perché è una specie di tuffo in un tempo che non c'è più.

Ma eccoci alla fine della nostra vacanza. Un'altra cuccetta strapiena ci attende e soprattutto un'Italia che sta attraversando il suo picco di afa estiva. E dire che arriviamo dai 15 gradi dell'ultima giornata in Borgogna!

venerdì 13 luglio 2012

La Borgogna del Sud in bicicletta (I parte)


Ho perso il conto di quanti viaggi in bicicletta ho fatto, e l'ho perso anche di quanti ne ho fatti in Francia. Eppure in Francia torno sempre volentieri per la bellezza del paesaggio, la bontà del cibo, la qualità del bere e - perché no - anche per la gente.

Era da un po' che volevamo tentare il viaggio in Borgogna ma ci aveva sempre spaventato la difficoltà di pedalare su e giù per le colline e dunque attendevamo un viaggio che prevedesse un percorso più semplice. Finalmente quest'anno lo troviamo, offerto da un una nuova agenzia specializzata in viaggi in bicicletta, Funactive.

Sì, peccato che a Funactive non abbiano ancora oliato le procedure e dunque, nonostante il pagamento dell'anticipo, non abbiano immediatamente proceduto alla conferma della prenotazione, cosicché poche settimane prima della partenza ci comunicano che non c'è più posto per il viaggio che abbiamo scelto nella data per la quale noi abbiamo già prenotato tutti i treni. Vi lascio immaginare la mia telefonata con la responsabile...

Poche ore dopo ci propongono un altro viaggio in Borgogna del Sud con un giro leggermente diverso. Chiedo se è anch'esso classificato come "facile". Ci rispondono che è facile, tranne una salita nella tappa dopo Cluny. E vabbè...

Dopo la solita nottata in cuccetta da sei sovraffollata (e quest'anno in partenza da Venezia), arriviamo a Dijon sabato mattina e prendiamo subito confidenza con la città e con i suoi gufetti. Poiché su uno spigolo della chiesa di Nôtre-Dame
c'è scolpito un gufo (ma anche un piccolo dragone), che bisogna toccare tre volta con la mano sinistra perché porti fortuna, questo animale è stato adottato come mascotte della città. E così anche i percorsi turistici sono indicati mediante placchette dorate incastonate nelle strade e nei marciapiedi che portano inciso un gufetto in pausa o svolazzante.

Dijon è il capoluogo della Borgogna ed è la tipica cittadina francese di medie dimensioni e di buona vitalità. Di bellezze storico-artistiche da visitare ce ne sono numerose, personalmente preferisco girare in lungo e in largo Les Halles, il mercato coperto con i suoi colori, le voci e le merci disposte in maniera quasi artistica. Qui inizia anche il nostro tour enogastronomico e la nostra degustazione di formaggi di capra di ogni forma, dimensione e stagionatura.

Nel pomeriggio ci vengono consegnati il materiale informativo e le biciclette. La prima cena al Restaurant de la Porte Guillame a Place Darcy ci fa subito capire che il livello enogastronomico del nostro viaggio sarà probabilmente molto e anche la raffinatezza dei posti designati per la nostra "mezza pensione".

La mattina dopo si parte. Prima tappa: Dijon-Beaune. È chiaro fin da subito che, oltre alle chiesette romaniche, ai lavatoi e ai paesini, saranno le vigne a perdita d'occhio il nostro principale compagno di viaggio e così pure le numerosissime cantine disseminate su tutto questo territorio. Questa mattina ci aspetta anche una degustazione presso la cantina Moillard nella zona di Givry. Qui visitiamo il seminterrato dove le grandi botti fanno il loro lavoro e poi ci fanno assaggiare due bianchi (interessanti) e tre rossi di struttura crescente (per quanto i vini di Borgogna non siano particolarmente strutturati), di cui due 1er Cru (il più alto riconoscimento di qualità per un vino francese). Uno dei rossi, il Vosne-Romanée lo compreremo al nostro ritorno ripassando per Beaune (ora è a casa in attesa che una bella serata mi permetta di verificare se è arrivato in buone condizioni).

Questa prima tappa è divertente e non particolarmente impegnativa. Arriviamo a Beaune in scioltezza, anche se una delle compagne di viaggio ha sviluppato una specie di bronchite e dunque, arrivata a Beaune, trascorrerà 3 ore al pronto soccorso dell'ospedale per avere una prescrizione.

Il nostro albergo di Beaune è un po' fuori dal centro, una specie di casa padronale ristrutturata, con mobili di antiquariato, oggetti vintage e un gestore molto simpatico accompagnato da un cagnone enorme. La cena è in un ristorante dall'altra parte del centro storico, così abbiamo la possibilità di dare una prima occhiata a questa cittadina ricca di storia e presa d'assalto da turisti soprattutto inglesi e americani innamorati dell'Europa e soprattutto del suo vino. Il mattino seguente visitiamo i monumenti più interessanti di Beaune, in particolare l'Hotel Dieu, di cui la ricchissima audioguida gratuita (compresa nel prezzo di ingresso) ci spiega storia, curiosità, vicende e dettagli di ogni genere. Nel frattempo il tempo è grigio e quando siamo all'ingresso della nostra pista ciclabile "Veloroute la voie de vignes" sta piovendo. A parte il fastidio di pedalare per una mezz'oretta sotto la pioggia, in realtà la campagna è molto affascinante e misteriosa nella bruma e - a posteriori - sono molto contenta di averla vista anche in questa luce.

Attraversiamo i paesi che danno i nomi ai grandi vini della Cote de Beaune (Pommard, Nuits Saint George, Saint-Romain ecc.) per arrivare in fine - dopo una salita che nessuno di noi si aspettava - nel piccolo paese di Chassey-Le-Camp, dove ci attende un bellissimo Logis (straordinaria istituzione francese!) con piscina coperta. Non ci facciamo mancare una piccola scarpinata a piedi per visitare il parco archeologico (dei resti del neolitico quasi non se ne vede traccia, in compenso però c'è una bellissima vista su due valli), ma poi arrivano una bella nuotata e la Jacuzzi.

La cena è di altissimo livello (mangiamo tra le altre cose confit de canard e mignon de porc col sesamo, beviamo per la prima e unica volta nella nostra vacanza un 1er Cru da più di 30 euro), e il cameriere ci confesserà a posteriori di avere origini pugliesi e di ricordare le cene a base di pesce crudo! :-)

Alla prossima puntata!!