martedì 13 ottobre 2026

Giù nel cieco mondo / Jesmyn Ward

Giù nel cieco mondo / Jesmyn Ward; trad. di Valentina Daniele. Milano: Enne Enne Editore, 2023.

Le mie letture su mondi e culture lontane da me e dal tempo che vivo prosegue con il romanzo di Jesmyn Ward Giù nel cieco mondo, che racconta la storia di Annis, una giovane donna che insieme a sua madre è a servizio nella proprietà di un uomo bianco, qui chiamato sire, che – scopriremo presto – è anche suo padre.

Un giorno, la madre di Annis viene venduta come schiava e portata via, mentre la giovane si lega a Sufi, un’altra ragazza che lavora nella proprietà e con cui inizia una tenera relazione. Quando il padrone lo scopre, anche Annis e Sufi vengono vendute agli schiavisti e condotte a piedi verso New Orleans, il principale mercato degli schiavi in America. Sufi riesce a scappare, Annis invece arriva a New Orleans e dopo qualche settimana viene venduta a una donna che ha una grande piantagione di canna zucchero.

La saga di Annis è il racconto in prima persona di una giovane donna che subisce sul suo corpo tutti gli orrori che l’uomo bianco ha perpetrato contro i neri per secoli e di cui lo schiavismo in America è solo una delle manifestazioni.

Il racconto della Ward è crudo e realistico nei dettagli, ma anche poetico e fiabesco nella misura in cui Annis non si relaziona solo con gli altri esseri umani, bensì anche con gli elementi naturali, la terra, il vento, l’acqua, portatori degli spiriti protettori e capricciosi che fanno parte della tradizione culturale e spirituale da cui proviene. E proprio attraverso questi spiriti, Annis riesce anche a vedere nel passato, in particolare la storia di sua nonna Aza che è stata portata in America dall’Africa e che durante il lungo viaggio nella stiva portava già in grembo sua madre, nonché la storia di sua madre, prima che lei nascesse e dopo che ne ha perso le tracce.

Nonostante la componente magica e animista non sia perfettamente nelle mie corde – non a caso e proprio per questo motivo amo poco la letteratura sudamericana – devo dire che il libro di Jesmyn Ward è riuscito a conquistarmi, non solo e non tanto per la forza dei sentimenti che lo pervade, ma anche e soprattutto perché ci consente di ritrovarci nel corpo e nello sguardo di una schiava nera nell’America crudelmente schiavista della seconda metà dell’Ottocento.

È grazie alla letteratura, che ci permette di acquisire qualunque punto di vista, che comprendiamo l’enormità di quello che è stato fatto alla popolazione nera, una violenza che si è tramandata attraverso le generazioni e di fronte alla quale altri orrori della nostra storia recente sembrano quasi impallidire e che fa dubitare della possibilità di una riconciliazione.

Ogni volta, quando leggo questo tipo di storie, mi chiedo come possa succedere che esseri umani trattino altri esseri umani peggio degli animali, senza alcun riconoscimento della loro umanità, e veramente mi chiedo se il nostro “essere umani”, cioè dotati di un cervello che si è evoluto dalla pura istintività, sia stato un vero progresso, e fino a che punto.

Voto: 3,5/5

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