La mia nuova stagione cinematografica – sempre che si possa dire che sia mai finita quella precedente – inizia con questo documentario realizzato da Pamela Hogan insieme a Vigdís Finnbogadóttir che racconta di come il 24 ottobre 1975 il 90% delle donne islandesi incrociò le braccia per un intero giorno per chiedere la parità dei diritti con gli uomini.
Il documentario è il genere cinematografico più subdolo e quello che più facilmente riesce a muovere i sentimenti dello spettatore, in quanto racconta storie vere e di solito lo fa con grande empatia.
Per questo di fronte a un documentario, dobbiamo sempre interrogarci sia sul valore dei suoi contenuti sia sulle sue qualità cinematografiche.
Nel caso di Un giorno senza donne, mi pare che il valore dei contenuti sia indubitabile: l’imponente sciopero (o day off, come venne chiamato all’epoca per non urtare le sensibilità delle donne conservatrici) organizzato dal movimento femminista islandese ha segnato una cesura nella storia dell’Islanda e ha avuto ricadute anche nei percorsi verso la parità di genere in molti altri paesi.
Il documentario descrive innanzitutto la situazione di forte subordinazione agli uomini e di grande disuguaglianza che vigeva in Islanda prima di allora, per poi raccontare come un manipolo di donne molto determinate riuscì in un’impresa straordinaria, forse impensabile in un paese diverso dall’Islanda.
Attraverso le interviste alle protagoniste di allora, una delle quali è la persona che ha collaborato con la regista nella realizzazione del film, Vigdís Finnbogadóttir, presidente dell’Islanda dal 1980 al 1996, la Hogan ci catapulta nella temperie in cui maturò l’evento, in un crescendo emotivo che non può che strappare l’applauso.
Dal punto di vista cinematografico, ho apprezzato molto la scelta di mescolare le interviste realizzate ad hoc non solo con materiale fotografico e video di archivio (cosa molto comune nei documentari), ma anche con immagini dell’imponente natura islandese (spesso con l’intento di creare un parallelismo con la forza e la determinazione di queste donne) e con animazioni realizzate da Joel Orloff, utilizzate per illustrare momenti e aneddoti ricostruibili solo dalle parole delle protagoniste e per conferire colore e ironia al racconto.
Per me che non conoscevo questa storia è stata una bellissima esperienza sia visiva che narrativa.
Voto: 3,5/5
martedì 15 settembre 2026
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