domenica 24 maggio 2026

Céleste / Chloé Cruchaudet

Céleste / Chloé Cruchaudet; trad. di Simona Munari e Sara D'Ippolito. Roma: Coconino Press - Fandango, 2025.

Amo molto il disegno e la capacità narrativa di Chloé Cruchaudet, e apprezzo molto l’attenzione che riserva a storie e vicende del passato più o meno lontano che affondano le proprie radici nella realtà, anziché parlare solo di sé stessa e della propria vita.

Avevo dunque già letto diverse cose (Poco raccomandabile, Groenlandia Manhattan, Ida) e non ho esitato un secondo a comprare anche Céleste, nell’edizione pubblicata in Italia da Coconino Press, pur sapendo che avrebbe potuto essere per me una lettura un po’ più ostica.

Céleste racconta la storia della donna, Céleste Albaret, che fu governante, ma anche segretaria e confidente, di Marcel Proust nell’ultima parte della sua vita, il periodo nel quale portò a termine quell’opera monumentale e immortale che è Alla ricerca del tempo perduto.

Personalmente conosco pochissimo di Proust e non ho letto nulla delle sue opere; la mia è dunque solo una conoscenza scolastica e devo dire che non sono nemmeno particolarmente attratta dalla sua figura.

Ho dunque approcciato il graphic novel della Cruchaudet con una certa preoccupazione.

In realtà, la storia di Céleste e del suo rapporto con Proust, raccontata - come in un lungo flashback - da lei stessa anziana a due antiquari che vanno a trovarla per capire se possiede dei memorabilia che loro possano rivendere, è oltremodo godibile grazie a uno stile narrativo rigoroso ma anche venato di un’ironia garbata e misurata.

Ovviamente non ho potuto apprezzare a pieno i riferimenti ai testi di Proust di cui è costellata l’intera storia, ma mi è arrivato forte e chiaro il punto di vista di una donna intelligente e straordinariamente aperta per l’epoca nella quale ha vissuto.

Ho guardato con interesse le fotografie dei protagonisti reali di questa storia e le informazioni relative, compresa la bibliografia di riferimento e le fonti citate, e mi è venuta voglia di approfondire ancora su questo personaggio.

Nulla ho scritto dei disegni della Cruchaudet, ma solo perché sono ormai talmente abituata al suo segno, al suo colore, e all’espressività dei suoi disegni che mi sembra scontato, e invece non lo è affatto. Cruchaudet è una disegnatrice e una narratrice d’eccezione.

Voto: 3,5/5

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