sabato 16 maggio 2026

Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow / con Paola Minaccioni. Teatro Ambra Jovinelli, 29 aprile 2026

Convintamente compro insieme ad amici il biglietto per andare a vedere all'Ambra Jovinelli l'ultimo spettacolo con Paola Minaccioni, che avevo apprezzato molto negli ultimi anni a teatro, sia nella dimensioni propriamente comica che in quella in parte più drammatica.

La mia decisione è rafforzata dalla presenza nel cast di Monica Nappo, che pure è un'attrice che mi piace molto.

Non so esattamente cosa attendermi da Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow e volontariamente non ho letto nulla in proposito per non farmi condizionare (e poi perché il tempo a disposizione è sempre meno).

Scopro solo dopo che si tratta di una dark comedy della scrittrice e drammaturga americana Julia May Jonas, che anche se a me non dice nulla ha vinto con i suoi lavori diversi premi.

Questo testo ruota in particolare intorno a Kim Sparrow, una donna con un passato da alcolista, che ora è la manager di un negozio di abbigliamento vintage, nel quale lavora anche la giovane Tussie (Valentina Spaletta Tavella). Tra le due c'è una complicità ma anche una tensione caratteriale e generazionale che rende il rapporto poco equilibrato.

Quando Kim e Tussie progettano di rubare dei costosi abiti vintage dalla casa familiare di una ricca ragazza con cui per caso Kim è venuta in contatto, nel piano si inserisce anche Blatta (Monica Nappo), amica storica di Kim, che non vede di buon occhio la relazione dell'amica con Tussie della quale non si fida.

In questo triangolo fatto di rivelazioni, confessioni, scontri verbali, nei quali Kim si trova in qualche modo tirata ora da una parte ora dall'altra, le cose a un certo punto prenderanno una piega inattesa e tragica.

C'è un po' di Thelma e Louise in questo testo, e anche un po' di Lenni e Stella, protagoniste del romanzo Benzina di Elena Stancanelli, insomma un focus su delle cattive ragazze che non ci stanno a seguire le regole e a fare quello che gli altri si aspettano da loro, però qui non c'è solo il conflitto sociale, bensì anche quello generazionale e la dinamica di un rapporto a tre con tutte le sue implicazioni.

Sulla carta ci potrebbe stare tutto e potrebbe anche essere interessante, però lo spettacolo diretto da Cristina Spina sembra rimanere per tutto il tempo allo stato di promessa senza mai decollare veramente. Non so se dipenda dal testo di partenza, dall'adattamento o dalla regia, ma tant'è. Come spettatori si fa fatica ad appassionarsi ai personaggi, a empatizzare con loro, e né la risata né il dramma riescono ad essere pienamente coinvolgenti.

Peccato dal mio punto di vista perché l'ho vissuta come un'occasione mancata.

Voto: 2,5/5

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