mercoledì 20 giugno 2018

Memoria di ragazza / Annie Ernaux

Memoria di ragazza / Annie Ernaux; trad. di Lorenzo Flabbi. Roma: L'orma editore, 2017.

Memoria di ragazza è un racconto autobiografico in cui Annie Ernaux ricostruisce un periodo molto breve ma determinante della sua vita, i due anni o poco più che vanno dal 1958 (quando Annie aveva quasi diciotto anni e trascorse la sua prima estate lontano da casa come educatrice in una colonia) al 1960 (quando Annie, dopo alcune incertezze e passi falsi, avviò i suoi studi universitari).

L'operazione dell'Annie Ernaux ormai adulta e affermata scrittrice sembrerebbe finalizzata a riportare alla luce una parte di sé a lungo rimossa e negata. E la sensazione è che questo comporti una non trascurabile sofferenza.

Quella Annie che aveva ancora il cognome da nubile (poi rinnegato definitivamente per assumere quello del marito) è la ragazza che sta compiendo il delicato passaggio dall'adolescenza alla vita adulta e lo fa in quel modo impulsivo e inconsapevole che spesso caratterizza una fase della vita in cui la nostra personalità deve ancora trovare una sua piena collocazione e deve ancora pienamente formarsi, per cui annaspiamo in versioni di noi più o meno vicine alla nostra vera identità.

Ebbene, in quei due anni Annie ragazza scopriva - senza esserne preparata - la sessualità, la libertà dalla famiglia, l'indipendenza, ma anche la derisione e lo stigma degli altri, tutte cose che andranno a tracciare solchi profondi nella sua mente e produrranno un rapporto col cibo patologico e, più in generale, un equilibrio psicologico instabile.

Questa fase difficile nella quale la Annie di oggi fatica a riconoscersi termina con la scelta di iscriversi all'Università e la conoscenza di quello che diventerà poi suo marito. Da qui la sua vita prenderà la direzione che corrisponde per davvero alla sua interiorità e i disordini di ordine psicologico a poco a poco saranno superati.

Al termine di questo libro l'autrice dice di non ricordare più quale fosse il suo obiettivo nello scrivere questa storia. Probabilmente non c'è segnale più evidente a dimostrare che questo doloroso scavo nel passato e il coraggio che la Ernaux ha trovato nel renderlo pubblico hanno prodotto l'effetto sperato, ossia accettare un pezzo difficile della propria vita, smettere di giudicarlo e guardarlo semmai con compassione. Non a caso, le pagine di questo libro - se dapprima sono intrise di disprezzo e di distacco - a poco a poco si fanno più empatiche per concludersi in una specie di virtuale abbraccio finale con cui la Annie di oggi arriva infine a comprendere e a perdonare la se stessa di cinquant'anni prima.

Voto: 3/5

lunedì 18 giugno 2018

Fantasmi / Raina Telgemeier

Fantasmi / Raina Telgemeier. Milano: Il Castoro, 2017.

Cat è una ragazzina preadolescente e Maya è sua sorella minore, affetta da fibrosi cistica, una malattia che le causa grossi problemi respiratori. Per consentire a Maya di vivere in un clima più favorevole per la sua malattia, tutta la famiglia si trasferisce a Bahia de la Luna, un paese dove per molta parte dell’anno c’è la nebbia e che pare essere frequentato dai fantasmi.

Cat non è molto contenta di questo trasferimento che l’ha sradicata e le ha fatto perdere gli amici, ma cerca di non far pesare la sua scontentezza sulla sorella. Il fatto è che a Bahia de la Luna tutti sembrano considerare normale il rapporto con i fantasmi, in particolare il suo vicino e coetaneo Carlos, mentre Cat è molto impaurita dalla prospettiva di incontrarli. Al contrario Maya è curiosa e per niente intimorita, e dunque convince Carlos ad accompagnare lei e sua sorella al santuario dove i fantasmi si riuniscono.

Dopo un incidente che mette in pericolo la vita di Maya, Cat dovrà affrontare le sue paure, in particolare quella di perdere sua sorella. Capirà che non serve fuggire dai propri fantasmi, bensì è necessario affrontarli perché poi forse parlandoci ci si rende conto che fanno molta meno paura di quanto si immaginasse.

Il dia de los muertos, il giorno nel quale - secondo la tradizione di origine messicana - i vivi festeggiano i loro cari defunti e hanno l’occasione di incontrarli, sarà per Cat l’occasione per riconciliarsi definitivamente con il contesto nel quale si trova, con sua sorella e anche con se stessa, e – nell’incontro finalmente gioioso con i fantasmi che la circondano – per aprirsi alla vita.

Non avevo mai letto niente di Raina Telgemeier, anche se in passato mi aveva incuriosito Drama che tante polemiche e tentativi di censura ha subito nel mondo angloamericano e in Italia non è stato mai tradotto. La lettura di quest’ultimo lavoro, vincitore del premio Will Eisner, che la Telgemeier aveva già vinto due volte in precedenza, conferma le sue qualità nella narrazione a fumetti destinata a bambini e ragazzi, ma intensa e significativa anche per gli adulti.

Voto: 3,5/5

sabato 16 giugno 2018

Il senso di una fine / Julian Barnes

Il senso di una fine / Julian Barnes; trad. di Susanna Basso. Torino: Einaudi, 2012.

In occasione dell'inaugurazione della mia mostra di fotografia, il mio amico M. mi regala questo libro di Julian Barnes di cui avevo tanto sentito parlare e che era già nella mia lista delle prossime letture.

Così, alla prima occasione, approfittando di un viaggio in treno, lo leggo praticamente tutto d'un fiato.

Del libro mi colpiscono principalmente due temi, che mi sono entrambi molto cari: il rapporto con il tempo e il rapporto tra la realtà e la narrazione di essa.

Quando nelle prime pagine leggo la frase "Viviamo nel tempo; il tempo ci forgia e ci contiene, eppure non ho mai avuto la sensazione di capirlo fino in fondo " posso dire che il libro mi ha già conquistata.

Tony Webster è un uomo che ha superato da parecchio la mezza età e che ha avuto una vita normale: è separato da sua moglie, di cui però è rimasto amico, ha una figlia e diversi interessi. Nel suo passato c'è però un episodio che in qualche modo lo ha segnato, l'amore finito male per una donna che poi si è messa con il suo migliore amico, Adrian Finn, il quale a sua volta si è poi suicidato molto giovane.

La vita però è andata avanti e questo episodio sembra dimenticato fino a quando Tony riceve la notizia di essere destinatario di una piccola eredità e del diario del suo amico di gioventù.

Questo innesca un percorso a ritroso nella memoria che poggia su una domanda di fondo: quanto i nostri ricordi sono il riflesso della realtà e quanto sono la rielaborazione mentale di frammenti di informazione i cui buchi sono stati riempiti da noi stessi più o meno inconsciamente?

E cosa accade quando a poco a poco dal passato emergono indizi ed evidenze documentarie che contraddicono la nostra ricostruzione degli eventi, nonché la percezione e l'interpretazione che ad essi abbiamo dato?

Esiste dunque la nostra storia personale al di là della ricostruzione che ne facciamo noi stessi e che ne fanno gli altri?

Il tema è per me altamente affascinante e devo dire che Julian Barnes lo rende anche molto accattivante per il lettore che si inoltra tra le pagine come dentro un giallo, in attesa - insieme al protagonista - della rivelazione di una verità che non conosciamo e che si è persa nei meandri del tempo.

Il problema del libro, per quanto mi riguarda, sta nel creare un'aspettativa crescente, facendoci tra l'altro sentire anche un po' stupidi - esattamente come Tony - per il fatto di non riuscire ad intuire qual è la verità che ci è sfuggita. Il fatto è che poi quando questa verità ci viene rivelata, tra l'altro in un modo un pochetto farraginoso, non si può non rimanere delusi. Io talmente non volevo credere che tale verità fosse così banale che mi sono andata a rileggere a ritroso alcune pagine per sincerarmi di aver capito bene.

Insomma, diciamo che sono diventata un po' allergica a tutte le forme di narrazione che sfruttano questo stratagemma per avvincere il fruitore ed inevitabilmente ne sono sempre più delusa e quasi infastidita nel tempo.

Nonostante questo ho certamente apprezzato la scrittura e molta parte della narrazione, così come riconosco le qualità scrittorie di Julian Barnes. Resta una puntina di amarezza per un libro le cui premesse e promesse iniziali mi avevano intrigato molto.

Voto: 3,5/5