lunedì 20 febbraio 2023

Decision to leave

Un noir classico di ambientazione coreana, che si muove tra Hitchcock e Matsumoto Seichō, ma si arricchisce delle tipicità della cultura e dell'estetica coreana.

Dopo Mademoiselle, film estetizzante e algido che secondo me aveva sostanzialmente esaurito un certo filone della poetica di Park Chan-Wook, con questo nuovo film il regista coreano cambia completamente genere e registro, reinventando sé stesso e trovando nuova ispirazione e linfa vitale.

In Decision to leave protagonista è Hae Joon (Park Hae Il), un commissario di polizia con un grande attaccamento al lavoro e senso del dovere, che vive un infelice matrimonio a distanza. Di fronte alla morte di un uomo precipitato da una roccia durante una escursione, viene interrogata la giovane moglie cinese, Seo Rae (Tang Wei), che fin da subito mostra un atteggiamento ambiguo. Man mano che le indagini vanno avanti il caso viene chiuso come suicidio, ma nel frattempo Hae Joon, che è stato sedotto dalla donna, continua ossessivamente a seguirne le tracce fino a una scoperta destinata a cambiare il corso degli eventi e allo struggente epilogo.

Di fronte a una materia classica incentrata sulla figura di una ambigua ma anche dolce femme fatale, Park Chan-Wook riesce a intessere una storia in cui - com'è tipico del cinema coreano e soprattutto del suo - mescola i generi, cosicché accanto al noir e al melò trovano spazio momenti grotteschi se non addirittura esilaranti. Vederlo in lingua originale è un'esperienza ancora più completa, sia per apprezzare l'uso di due lingue (la cinese e la coreana) che spesso richiedono strumenti di traduzione per la comunicazione tra il commissario e Seo Rae, sia per tenere insieme la mimica coreana (lontana anni luce dalla nostra) con le sonorità della lingua e delle interiezioni da loro utilizzate.

Il tutto si inserisce dentro una confezione impeccabile (fotograficamente a tratti davvero notevole) e in una densità emotiva e di senso che nonostante la distanza culturale cattura dal primo all'ultimo istante, nonostante la lunghezza della visione.

Voto: 4/5


4 commenti:

  1. CREDO sia tra le cose più interessanti viste ultimamente, un film che mi è rimasto dentro partendo molto lentamente.....all'uscita mi sono chiesta se ho visto qualcosa di rara bellezza o se dovevo liquidare tutto con 'un film di maniera'. Mi sono persa qualche passaggio, questo è certo, ma ho una gran voglia di tornare a vederlo. Non sono una fan di questo regista, ho visto solo tre film con questo e Old boy lo trovo sopravvalutato, ma questo suo ultimo film l'ho trovato pazzesco.

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    1. A me alcune cose di Park Chan Wook sono piaciute molte e altre molto meno. Qui secondo me si allontana parecchio da alcuni suoi stilemi e in qualche modo si reinventa, ispirandosi a un genere classico ma senza essere veramente di maniera. Io l'ho trovato davvero notevole!

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