Oltre un mese prima del 17 gennaio, ero passata appositamente alla biglietteria delle Scuderie del Quirinale per comprare il biglietto di ingresso e la visita guidata alla mostra Tesori dei Faraoni, già gettonatissima e acclamatissima, e con file praticamente tutti i giorni e soprattutto nel fine settimana.
Arriva finalmente il sospirato 17 gennaio e la nostra guida, un simpatico egittologo, ci conduce nelle sale delle Scuderie alla scoperta della mostra e dei suoi pezzi più significativi.
Le sale sono affollate di gente, ma anche grazie al fatto di essere un gruppo con una visita riusciamo a soffermarci davanti ai vari pezzi e punti di interesse.
La guida ci fa notare che la maggior parte dei contenuti della mostra arrivano dal Cairo e probabilmente sarà una delle ultime volte che escono, e questo conferisce alla mostra un grande valore.
Vediamo così coperchi di sarcofagi, sarcofagi interi, stele funerarie, corredi funerari, oggetti d’arredo, oggetti preziosi ma anche oggetti d’uso quotidiano. Comprendiamo – cosa che richiama le reminiscenze degli studi scolastici – che il rapporto degli egiziani con la morte era molto diverso dal nostro, un momento di puro passaggio verso un’altra dimensione, così come il rapporto con i cicli naturali e soprattutto quelli astronomici.
La nostra guida ci aiuta a interpretare segni, ci spiega come funzionano i geroglifici, ci spinge a fare collegamenti, e così l’ora della visita guidata vola.
All’uscita dalle Scuderie la sensazione è quella di aver fatto un tuffo nel cuore di una civiltà affascinante, ma che continuiamo probabilmente a non capire fino in fondo e di cui sappiamo tutto sommato poco, e forse non in maniera accurata.
Nonostante la bravura della guida e la bellezza dei pezzi, mi è un po’ mancato un filo conduttore, un percorso coerente tra sale e pezzi esposti, cosicché alla fine nella memoria rimangono singoli oggetti straordinari ma non forse un quadro d’insieme.
Voto: 3,5/5
giovedì 12 febbraio 2026
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