giovedì 12 marzo 2026

C'era una volta l'Est / Boban Pesov

C'era una volta l'Est / Boban Pesov. Latina: Tunué, 2025.

Nella lista dei suggerimenti di lettura del Post avevo visto questo graphic novel che non conoscevo e che mi ha subito attirata. Ho capito solo leggendolo che in qualche modo il Post stava facendo un po’ di pubblicità anche a sé stesso, visto che nella narrazione c’è un momento in cui due dei protagonisti ascoltano in macchina il podcast di Stefano Nazzi, Indagini!

Comunque, a parte questa curiosità, devo dire che C’era una volta l’Est mi è piaciuto moltissimo, soprattutto per il modo in cui è costruita la storia, oltre che per i contenuti e per la carica emotiva che trasmette.

La storia raccontata da Boban Pesov, seconda generazione di una famiglia di immigrati macedoni in Italia, noto – anche se io non lo conoscevo da questo punto di vista – come youtuber e content creator, si sviluppa su tre piani temporali diversi, che in qualche modo si richiamano reciprocamente.

Il primo piano temporale è il 1992, anno nel quale dopo lo sgretolamento della Jugoslavia e le forti condizioni di instabilità della regione, Milan decide di intraprendere con due amici la rotta balcanica di allora per arrivare in Italia e cercare fortuna, nell’idea di pensare appena possibile a un ricongiungimento familiare.

Il secondo asse temporale è il 2001, momento nel quale la famiglia di Milan che, dopo diversi anni di silenzio e lontananza, si è effettivamente ricongiunta in Italia, torna per la prima volta in Macedonia del Nord, trovando una realtà molto diversa da quella che ha lasciato ma caratterizzata ancora da elementi di instabilità.

Il terzo piano è sostanzialmente il presente, invero il 2022, quando Robert, il figlio minore di Milan che ormai vive in Italia e ha una moglie italiana con cui però è in crisi, riceve una telefonata dal padre che gli comunica che sua madre è ricoverata in ospedale in terapia intensiva. Inizia quindi un ulteriore viaggio, in questo caso in due, Robert e sua moglie, che attraverso i Balcani, ulteriormente trasformati dal tempo trascorso, ma ancora luogo di attraversamento per nuove migrazioni, li porterà a Scopje.

Nel corso della lettura si rimbalza avanti e indietro nel tempo, e i personaggi ci si presentano in fasi diverse della storia e della vita, e in alcuni momenti situazioni simili ma lontane nel tempo si rispecchiano e si parlano.

Dentro questo albo ci sono tanti temi diversi (come lo stesso Pesov dice nel video su YouTube in cui racconta la genesi di questo suo primo graphic novel), temi che riguardano sicuramente la sua storia personale (Pesov dice che l’idea della storia gli è venuta da una lunga intervista con suo padre), ma che rimandano anche alla storia collettiva, passata e presente, e a tematiche universali che ci toccano come esseri umani.

Era parecchio che non mi emozionavo leggendo un graphic novel, e Pesov è riuscito a farlo, grazie a un disegno semplice ma carico di espressività, a un soggetto di grande interesse, a una sceneggiatura e un “montaggio” molto ben congegnati. Non si può che dire bravo!

Voto: 4/5

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