Appunti sul dolore / Chimamanda Ngozi Adichie; trad. di Susanna Basso. Torino: Einaudi, 2021.
Dopo essere rimasta folgorata da Americanah, come spesso mi accade dopo aver letto qualcosa di molto bello di un autore, mi sono subito buttata nella lettura di altri libri di Chimamanda Ngozi Adichie. Avevo visto che era appena uscito un libretto in cui la scrittrice di origine nigeriana metteva su carta il suo dolore e il ricordo del padre morto nel pieno della pandemia, e che dunque lei non aveva potuto vedere né prima né dopo.
Avendo perso mia madre da qualche anno, e in circostanze non uguali ma per certi versi simili, ho pensato che questo libro facesse per me.
In realtà, mi sono poi accorta leggendolo che il dolore è al contempo universale e soggettivo, e che - probabilmente ancora di più quando muore un genitore – c’è talmente tanto di personale ed esclusivo che riguarda solo e soltanto il rapporto tra padre o madre e figlio che chiunque altro è in qualche modo tagliato fuori.
Il libretto di Chimamanda è ben scritto e molte cose sono belle e toccanti, però nel complesso mi è sembrato rispondere più a un bisogno suo di rendere omaggio a questo padre tanto amato e di lasciare traccia dei propri sentimenti che una riflessione di più ampio respiro sulla morte e sul significato che essa assume nella nostra vita, in particolare quando riguarda un genitore.
Mi aspettavo qualcosa di diverso, e forse per questo la lettura di Appunti sul dolore non mi ha lasciato molto.
Voto: 3/5
mercoledì 4 marzo 2026
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