Estate / Alessandro Tota. Quartu Dant'Elena: Oblomov edizioni, 2018.
Con questo albo continua la ricerca - in parte autobiografica - che Alessandro Tota sta dedicando alla vita dei giovani a Bari negli anni Novanta. Come lui stesso afferma in un'intervista, si tratta di fatto della terza puntata di una serie iniziata con Fratelli e proseguita con Charles, e che l'autore stesso non esclude possa avere sviluppi in albi successivi.
Non a caso nei tre lavori fin qui pubblicati si incontrano almeno in parte gli stessi personaggi, ad esempio Claudio e Nicola che già avevamo conosciuto nella seconda parte di Fratelli e che qui sono attori a vari livelli della storia.
Siamo in una assolata e focosa estate barese degli anni Novanta, come è testimoniato anche dalla scelta della monocromia rossa acquarellata utilizzata dall'autore per l'intero lavoro. Claudio - che abbiamo conosciuto come studente appassionato di poesia e letteratura, ma alla ricerca di esperienze forti - abbandona temporaneamente il suo gruppo di amici punkabbestia, tra cui l'amico di sempre Nicola cui ha tirato un brutto scherzo mescolando trielina al whisky procurandogli una temporanea cecità, per inseguire la bella Mirtilla, una ragazza della Bari bene che ha incontrato casualmente al parco.
Claudio si troverà così a frequentare ambienti e contesti sociali cui non è abituato, trascorrendo parte della sua estate nei lidi chic popolati dagli amici palestrati, benestanti e classisti della sua nuova fiamma.
Mentre Claudio sperimenta un mondo con il quale non ha nulla in comune, i suoi amici si mettono in macchina alla volta di un rave in un casale sperduto. L'incontro per strada con gli amici di Mirtilla si trasformerà in uno scontro e ben presto in tragedia, mentre l'esperienza di Claudio nella casa del mare di Mirtilla assumerà presto contorni surreali per la presenza dell'"uomo-cavallo" e della zia ninfomane di Mirtilla.
Il casale dove si svolge la festa che vede protagonisti un santone onnisciente e una massa di giovani strafatti diventerà il punto di convergenza dove Claudio e i suoi amici si ritroveranno dopo le peripezie e le avventure vissute individualmente. Questo incontro sarà vissuto come un vero e proprio ritorno alla normalità, a conferma della sostanzialità incomunicabilità e aperta ostilità tra gruppi sociali che sembrano non avere nulla in comune e il cui confine sembra non poter essere attraversato da nessuno senza conseguenze nefaste.
Estate si colloca a metà strada tra un divertissement venato di grottesco e una riflessione amara su una realtà che ha lasciato segni profondi nel tessuto sociale. I due mondi raccontati - a dire il vero in maniera un po' manichea - da Alessandro Tota rivelano ciascuno il proprio lato oscuro: da un lato l'ingenuità adolescenziale e in parte pericolosa dei punkabbestia, dall'altro l'arroganza e la violenza insita in quella borghesia che si ritiene superiore al resto del mondo e al di sopra di tutto.
Il risultato è un racconto tragicomico che si mantiene in bilico - talvolta oscillando pericolosamente - tra il demenziale e il noir. Certamente Tota dimostra di essere a suo agio con storie e linguaggi molto diversi; a me personalmente piace di più la sua anima documentaristica (vedi Palacinche) e quella favolistica (vedi Yeti) rispetto alle memorie del passato in chiave fiction.
Voto: 3/5
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mercoledì 24 giugno 2020
domenica 11 settembre 2016
Palacinche. Storia di un'esule fiumana / Caterina Sansone e Alessandro Tota
Palacinche. Storia di un'esule fiumana / Caterina Sansone e Alessandro Tota. Roma: Fandango Libri, 2012.
Caterina Sansone e Alessandro Tota sono rispettivamente una fotografa e un fumettista. Nella vita sono una coppia (ovviamente non so se lo sono ancora).
E in questa pubblicazione ci sono un po' tutte queste componenti: ci sono i disegni di Alessandro (di cui io avevo adorato il primo albo, Yeti), ci sono le fotografie di Caterina, e poi c'è la storia della famiglia di Caterina che è diventata di riflesso, e almeno parzialmente, la storia di Alessandro.
Oggetto dell'albo è infatti la storia di Elena, la madre di Caterina, che quando aveva 8 anni dovette lasciare Fiume insieme alla sua famiglia (i genitori e la sorella Meri) e visse dodici anni in campi profughi, passando per Trieste e Udine, e poi per Palermo, il Parco di Capodimonte, Bagnoli, infine Napoli, prima del trasferimento definitivo a Firenze.
Il progetto editoriale di Tota e Sansone è parecchio originale, perché i due hanno deciso di compiere a ritroso il viaggio degli avi di Caterina, raccontando questo viaggio attraverso i disegni di Alessandro, le fotografie di Caterina ai luoghi e agli edifici così come si presentano oggi e le fotografie scattate a suo tempo, che Caterina ha trovato in una scatola di latta e che sono all'origine di tutto.
Il risultato è un graphic novel sui generis in cui da un lato viene presentato in chiave ironica il rapporto umano e professionale tra questi due artisti e la bellezza e la difficoltà di collaborare su un progetto che li coinvolge anche sul piano personale, dall'altro ci viene proposta la ricostruzione della storia di una famiglia attraverso la quale si racconta la vicenda dei tanti profughi fiumani che hanno vissuto la medesima esperienza, gettando luce su una vicenda non propriamente nota ai più.
Il graphic novel si mette dunque al servizio di una vera e propria indagine giornalistica, che senza venir meno al rigore documentario attinge però anche alla leggerezza del linguaggio dei fumetti, producendo un risultato interessante, ma anche divertente. Un bel modo di imparare un pezzo importante della storia di una parte del popolo italiano.
Disegni in bianco e nero, disegni a colori (utilizzati per i racconti riguardanti il passato), riproduzioni di documenti, fotografie originali e fotografie contemporanee trovano un modo bello e per niente faticoso di dialogare tra loro.
E forse non è secondario ricordare che in fondo anche Alessandro e Caterina, che vivono a Parigi, sono degli esuli, certamente degli esuli di "lusso" come dicono loro, ma forse in qualche modo anch'essi costretti a lasciare il loro luogo di nascita per avere l'opportunità di seguire un sogno lavorativo.
Ripercorrere le tracce di questa famiglia forse significa anche ricordare che la storia dell'umanità è da sempre attraversata da movimenti di singoli e gruppi da un paese all'altro, in fuga dalla povertà o dalle guerre, alla ricerca di una vita migliore e di una maggiore dignità, all'inseguimento di un sogno o di un progetto. Ma che il legame con le origini rimane sempre importante e forte, foss'anche quando si manifesta attraverso la ricetta di un dolce molto buono, come le palacinche!
Voto: 3,5/5
Caterina Sansone e Alessandro Tota sono rispettivamente una fotografa e un fumettista. Nella vita sono una coppia (ovviamente non so se lo sono ancora).
E in questa pubblicazione ci sono un po' tutte queste componenti: ci sono i disegni di Alessandro (di cui io avevo adorato il primo albo, Yeti), ci sono le fotografie di Caterina, e poi c'è la storia della famiglia di Caterina che è diventata di riflesso, e almeno parzialmente, la storia di Alessandro.
Oggetto dell'albo è infatti la storia di Elena, la madre di Caterina, che quando aveva 8 anni dovette lasciare Fiume insieme alla sua famiglia (i genitori e la sorella Meri) e visse dodici anni in campi profughi, passando per Trieste e Udine, e poi per Palermo, il Parco di Capodimonte, Bagnoli, infine Napoli, prima del trasferimento definitivo a Firenze.
Il progetto editoriale di Tota e Sansone è parecchio originale, perché i due hanno deciso di compiere a ritroso il viaggio degli avi di Caterina, raccontando questo viaggio attraverso i disegni di Alessandro, le fotografie di Caterina ai luoghi e agli edifici così come si presentano oggi e le fotografie scattate a suo tempo, che Caterina ha trovato in una scatola di latta e che sono all'origine di tutto.
Il risultato è un graphic novel sui generis in cui da un lato viene presentato in chiave ironica il rapporto umano e professionale tra questi due artisti e la bellezza e la difficoltà di collaborare su un progetto che li coinvolge anche sul piano personale, dall'altro ci viene proposta la ricostruzione della storia di una famiglia attraverso la quale si racconta la vicenda dei tanti profughi fiumani che hanno vissuto la medesima esperienza, gettando luce su una vicenda non propriamente nota ai più.

Disegni in bianco e nero, disegni a colori (utilizzati per i racconti riguardanti il passato), riproduzioni di documenti, fotografie originali e fotografie contemporanee trovano un modo bello e per niente faticoso di dialogare tra loro.
E forse non è secondario ricordare che in fondo anche Alessandro e Caterina, che vivono a Parigi, sono degli esuli, certamente degli esuli di "lusso" come dicono loro, ma forse in qualche modo anch'essi costretti a lasciare il loro luogo di nascita per avere l'opportunità di seguire un sogno lavorativo.
Ripercorrere le tracce di questa famiglia forse significa anche ricordare che la storia dell'umanità è da sempre attraversata da movimenti di singoli e gruppi da un paese all'altro, in fuga dalla povertà o dalle guerre, alla ricerca di una vita migliore e di una maggiore dignità, all'inseguimento di un sogno o di un progetto. Ma che il legame con le origini rimane sempre importante e forte, foss'anche quando si manifesta attraverso la ricetta di un dolce molto buono, come le palacinche!
Voto: 3,5/5
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