Aaron / Ben Gijsemans; trad. dal nederlandese di Laura Pignatti. Roma: Coconino – Fandango, 2023.
Era tanto che non leggevo un graphic novel. Negli ultimi tempi ho incrociato talmente tanti bei romanzi che avevo lasciato un po' da parte il mondo dei fumetti, per il quale pure ho avuto in passato momenti di passione e che in molti casi sono stati un antidoto al temporaneo disamore per la lettura dei romanzi.
Riprendo contatto con i graphic novel con questo albo del fumettista belga Ben Gijsemans che ha come protagonista e titolo Aaron, un ragazzo ventenne timido e introverso.
Sul piano formale Gijsemans sceglie una struttura elegante e al contempo minimale, che come altri hanno fatto notare, ricorda in parte lo stile di Chris Ware. Le pagine sono organizzate sempre su 12 riquadri, in cui la transizione tra un'immagine e l'altra è lenta e basata su pochi dettagli, veicolando sentimenti sottili e non facilmente rappresentabili come la noia, il tormento interiore, il desiderio, il disgusto.
A inframmezzare questo racconto alcune pagine sono un metafumetto e rappresentano, con uno stile di disegno e colore vintage, estratti da vecchi fumetti di supereroi di cui Aaron ha un'ampia collezione e che legge per distrarsi dalle difficili sensazioni che si trova a vivere.
La vita di Aaron è apparentemente piuttosto normale: studia per gli esami universitari, esce con un amico, cena e guarda la tv con i genitori, incontra una ragazza.
Capiamo però fin da subito, grazie alla grande capacità di Gijsemans di esprimersi in maniera sottile, che Aaron ha un profondo tormento interiore, qualcosa che emerge a poco a poco mentre guarda dalla finestra un bambino giocare a calcio da solo o interagisce con il figlio della compagna di suo fratello.
Gijsemans accetta la sfida di raccontare l'indicibile e l'inaccettabile, e lo fa "costringendoci" all'empatia, senza puntare il dito, senza proporre soluzioni, senza nascondere l'irricevibilità.
Ma se la grandezza dell'essere umano sta nella capacità di mettersi nei panni dei suoi simili per capire e costruire insieme le regole sociali e morali che non sono necessariamente iscritte nel nostro DNA, l'albo di Gijsemans ci riesce perfettamente.
Resta una domanda aperta: come sarà il futuro di Aaron, come gestirà una condizione che non ha scelto, che fine farà? Domande che come società forse dovremmo porci, senza mettere la testa sotto la sabbia.
Voto: 3,5/5
mercoledì 23 settembre 2026
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