lunedì 7 settembre 2026

L’autobus incantato / Majid Bita

L’autobus incantato
/ Majid Bita. Bologna: Canicola, 2025.

Dopo averne letto in una lista di libri consigliati sul Post, ho comprato questo graphic novel incuriosita dalla vicenda raccontata. Nel frattempo – e aggiungo anche purtroppo – l’ambientazione iraniana è diventata particolarmente d’attualità, vista la guerra in corso ormai già da diversi mesi e con prospettive non certo rassicuranti.

L’albo di Majid Bita ci riporta alla fine degli anni Novanta, a un episodio di cronaca realmente avvenuto in Iran. Un gruppo di intellettuali iraniani, molti dei quali si erano fatti promotori e avevano firmato un manifesto per la libertà di espressione, viene invitato a un convegno in Armenia e decide di partire in autobus; partiranno in ventuno e il viaggio attraverso le montagne si trasformerà ben presto in un incubo, quando scopriranno che il loro autista è stato in realtà assoldato dai guardiani della rivoluzione per ucciderli tutti, facendo cadere l’autobus in un dirupo e facendo passare l’evento come un incidente.

Le cose andranno diversamente, ma l’evento sarà comunque uno spartiacque nella vita di queste 21 persone: diversi di loro moriranno in circostanze oscure negli anni a venire, qualcuno si suiciderà, molti scapperanno all’estero per sfuggire alle persecuzioni e alla paura di morire.

Il disegno sporco di Majid Bita e il prevalere dei neri e degli scuri che riempiono le pagine trasmettono un’atmosfera di sospetto e una sensazione di angoscia strisciante, anche quando la narrazione si muove su binari apparentemente tranquilli.

Bita, con grandissima maestria, riesce a raccontare il clima in cui si vive quotidianamente in Iran, un clima fatto di paura e di paranoia, dal momento che non si sa mai dietro chi o cosa si possano nascondere gli emissari del potere, cosicché spontaneità e immediatezza sono inevitabilmente compromesse se non perdute completamente, con effetti devastanti sulle persone, soprattutto lì dove si vanno ad innestare su fragilità individuali.

Personalmente ho trovato un po’ faticoso avere chiari i personaggi, un po’ per una caratterizzazione dei singoli che la mia scarsa capacità di osservazione mi rendeva poco evidente, un po’ per nomi per me non facilissimi da memorizzare. Nonostante questo, non sono riuscita a staccarmi dall’albo fino a quando nelle ultime pagine tutti i protagonisti di questa vicenda vengono presentati singolarmente, con un ritratto disegnato e una breve nota biografica, che mette in fila alcuni degli elementi narrativi emersi nelle pagine precedenti grazie ai flashforward con cui Bita interrompe la narrazione lineare.

Una lettura molto interessante per scoprire un episodio poco noto, e forse piccolo, della storia iraniana che aiuta però a comprendere meglio l’atmosfera di questo paese e le vicende di tanti intellettuali iraniani che conosciamo meglio.

Voto: 3,5/5

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui un tuo commento... Se non hai un account Google o non sei iscritto al blog, lascialo come Anonimo (e se vuoi metti il tuo nome)!