Io, fan della prima ora dei Minions (con casa costellata di loro riproduzioni), non potevo perdere la nuova avventura di questi esserini gialli per me molto teneri e divertenti.
In questo caso, Pierre Coffin e Patrick Delage usano l’escamotage della storia nella storia, scegliendo Hollywood come spazio narrativo. Il film si apre infatti con un gruppo di persone (bambini, ragazzi e adulti) in visita agli Studios con una guida che mostra una serie di memorabilia della storia del cinema. Quando il gruppo arriva davanti alla statua di due Minions, Harry e James, nessuno sa cosa loro c’entrino con Hollywood e a quel punto la guida diventa la voce narrante della storia di questi due personaggi e delle origini dei Minions.
Mentre i Minions sono da sempre alla ricerca di un cattivo da servire, di solito con poca fortuna o quanto meno con poca prospettiva temporale, Harry e James sono invece attirati dalle storie. Ben presto la loro strada interseca quella di un regista hollywoodiano delle origini, e così i Minions si trovano a essere protagonisti più o meno volontari di molte pellicole, prima nel mondo del cinema muto per arrivare quindi al sonoro. È proprio questo amore di Harry e James per le storie a spingerli a riportare in vita dei mostri per il tramite di un libro di magie. Questa avventura con i mostri coronerà il sogno dei due Minions quando si trasformerà nel loro primo film e gli permetterà di vincere la “banana d’oro”.
A me i Minions sono simpatici: la loro lingua assurda, i loro modi di fare bambineschi, la loro imbranataggine, la ricerca del cattivo che quasi sempre finiscono per sabotare, la loro ingenuità ma anche la loro straordinaria furbizia sono caratteristiche che mi catturano sempre.
In questo caso, i Minions sono messi al servizio di una vera e propria lettera d’amore per il cinema, e il film è pieno zeppo di citazioni, alcune delle quali molto semplici da individuare (Charlie Chaplin, Buster Keaton, Lo squalo), altre invece sono fatte apposta per stuzzicare l’attenzione e mettere alla prova le conoscenze dei cinefili.
Ne viene fuori un film un po’ strampalato, ma godibile, di cui mi è piaciuta parecchio la prima parte, mentre quella finale – con i mostri (davvero improbabili) e con il robot che quasi avvia una linea narrativa parallela – l’ho trovata un po’ meno riuscita.
Nel complesso mi è piaciuto questo incontro tra i Minions e il cinema, e qualche risata di cuore me la sono fatta. E James è il mio nuovo Minion preferito.
Voto: 3/5
mercoledì 19 agosto 2026
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