giovedì 7 ottobre 2021

Sardegna luminosa e crepuscolare (I parte)

Agriturismo Sa Reina, Masainas
Dopo qualche anno di assenza, io e S. decidiamo di tornare per le vacanze estive in Sardegna. Abbiamo riflettuto sul fatto che quest'estate 2021 sarebbe stata affollatissima in qualunque parte dell'Italia. Dopo un anno e mezzo di ripetuti lockdown e di vita casalinga, gli italiani (e non solo) sono affamati di viaggi e vita fuori dalle mura domestiche. E dunque ci siamo dette: in quale posto di mare le spiagge sono così tante che un buchetto per noi lo riusciamo a trovare? E la risposta è stata ovviamente la Sardegna, e per essere precisi la costa ovest, che abbiamo capito essere (relativamente) meno gettonata.

La nostra destinazione è quella parte della costa ovest che era rimasta fuori dal viaggio del 2018, cioè in realtà la parte sud-ovest del'isola compresa Sant'Antioco. Prenotiamo così cinque giorni in zona Porto Pino, precisamente in una piccola frazione che si chiama Cannigonis, e cinque giorni sull'isola di Sant'Antioco, precisamente a metà strada tra il paese di Sant'Antioco e la spiaggia di Maladroxia.

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Dentro la cattedrale di Cagliari

Cagliari


Le prime 24 ore, compresa la prima notte, la trascorriamo a Cagliari, una città dove si rischia colpevolmente di essere sempre di passaggio, senza mai visitarla. In realtà 24 ore non sono sufficienti per esplorare la città e soprattutto per guardarla da diverse angolazioni, ma intanto per noi è stato un primo assaggio.

        Cosa abbiamo visto/visitato

La prima sera abbiamo risalito a piedi il Bastione Saint Remy e fatto lì una passeggiata: è stato bello stare a guardare un gruppo di persone che ballava il tango.

Cagliari, Torre dell'elefante
Abbiamo poi scoperto e usato gli ascensori per andare al quartiere Castello e lì abbiamo passeggiato in lungo e in largo: siamo andate a visitare la cattedrale con le sue cripte, e la torre dell'elefante. 
Purtroppo non abbiamo avuto tempo di fare molto altro che pure ci eravamo segnate, e dunque toccherà tornare ;-)

        Dove abbiamo mangiato

Ci siamo fidate - e abbiamo fatto bene - del consiglio di un'amica e abbiamo mangiato al Cerchio rosso, che ha dalla sua anche una splendida location, con i tavoli al centro di una tranquilla piazzetta. Il cibo è all'altezza della location: cucina sarda rivisitata in chiave contemporanea. Tutto buono, alcune cose veramente squisite come il gazpacho con fregola e bottarga, o anche il polpo con salsa teriyaki. Selezione di vini di gran livello.

Il giorno dopo abbiamo pranzato a uno dei chioschi del Poetto, il Twist (sempre consigliato da un'amica), dove abbiamo gustato un'ottima frittura di mare.

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Is arenas biancas
La costa da Chia a Porto Pino


        Le spiagge

Arrivando in macchina da Cagliari, la costa che si incontra è ricchissima di spiagge, alcune famosissime, ad esempio Chia, Su Giudeu, Cala Cipolla, Tuerredda. Mentre andiamo verso la nostra casetta a Cannigonis ci affacciamo a quasi tutte, ma la quantità di macchine e persone è tale da convincerci a lasciar perdere. Prendiamo invece nota di alcune calette un po' meno affollate. 

Nei giorni successivi esploriamo tutte le possibilità, e alla fine le spiagge che promuoviamo in questa settimana di metà agosto sono le seguenti:  

Is arenas biancas
Is arenas biancas: è la spiaggia delle famosissime dune di Porto Pino, che si vedono anche dall'isola di fronte, quella di Sant'Antioco. Si tratta di una spiaggia molto lunga e dalla sabbia bianchissima, dove delle bellissime dune rendono il contesto molto scenografico. Ovviamente la parte della spiaggia più vicina a Porto Pino è molto affollata.
Noi entriamo tutt'e due le volte che ci andiamo dalla base NATO che d'estate consente il passaggio. Con la macchina si fanno circa 5 km di sterrato, poi c'è un parcheggio dal quale in 5-10 minuti si arriva a piedi in spiaggia. La prima volta la spiaggia è quasi deserta perché c'è un vento fortissimo ed è praticamente impossibile stare sulla battigia senza essere sommersi dalla sabbia.La seconda volta le condizioni sono molto più favorevoli, e di conseguenza c'è molta più gente. Ma quando si ha davanti una spiaggia così lunga il segreto è allontanarsi il più possibile dai punti di accesso, camminare, camminare, camminare fino a quando si trova una zona con poca gente. Noi abbiamo fatto così e abbiamo goduto di una giornata di mare meravigliosa, in uno scenario incantevole e con un'acqua commovente. 

Is Solinas

Is Solinas: anche in questa spiaggia (molto più vicina alla nostra casetta di Cannigonis) ci torniamo due volte. La prima volta è quasi ora del tramonto, e ci andiamo solo in esplorazione. Al bivio imbocchiamo il ponticello e andiamo nella zona del porticciolo, a un'estremità dell'arenile. Anche in questo caso c'è un vento pazzesco, ma facciamo una bella passeggiata sulla spiaggia vuota, poi torniamo indietro a guardare e fotografare un bellissimo tramonto.

La seconda volta prendiamo la strada che porta al Jamaican Bar. Sulla spiaggia c'è gente, ma non si può dire che sia affollata. Troviamo un nostro angolino riparato e anche in questo caso possiamo goderci una bella giornata di mare. La spiaggia offre anche lo spettacolo dei windsurf e dei kitesurf, sebbene a volte si avvicinino un po' troppo alla riva. 

Piscinnì
Piscinnì: è una delle calette che si incontrano andando verso Tuerredda, come anche quella di Porto Larboi. Ci fermiamo qui un giorno che non riusciamo a trovare un posto sufficientemente tranquillo. Questa spiaggia, dove effettivamente c'è una specie di piscinetta (da cui il nome), non sarà probabilmente la più bella di questa zona, ma offre mare pulito e tranquillità, esattamente quello che cerchiamo noi.

 Su Port'e su Trigu: qui ci andiamo su suggerimento del barista di Cannigonis ed effettivamente il posto merita. Si tratta di un'insenatura che ha alle spalle una grande pineta (dove c'è anche un chiosco) e che si articola in una serie di calette molto belle. Noi ci posizioniamo in una piccolissima, dove rimaniamo tutto il giorno. Il mare è un'incredibile piscina.

        Mangiare e bere

Cannigonis
Quest'abitudine sarda degli agriturismi a menu fisso se da un lato permette di assaggiare molte specialità, dall'altro fa sì che le serate diventino una maratona culinaria. Noi per esempio dopo due serate in agriturismo, decidiamo di preparare la cena a casa.

I due agriturismi sperimentati sono Is Concais, in zona Tratalias, dove tra le altre cose mangiamo uno splendido porcetto e dei buonissimi ravioli fritti, e l'agriturismo Sa Reina, dove gustiamo una cena tutta a base dei prodotti della fattoria, tra cui spiccano i malloreddus con la salsiccia, la pecora in umido, lo spezzato di manzo e un'ottima cheesecake. Il posto è molto bello, in una campagna autentica e poco addomesticata, dove possiamo godere del tramonto del sole e del sorgere della luna.

Porto Botte

Un giorno andiamo a dare un'occhiata alla spiaggia dei francesi a Porto Pinetto (anche questa parecchio affollata), e ci fermiamo a prendere un aperitivo al chiosco che si trova sulla strada per arrivarci. Un'altra sera invece compriamo l'occorrente e andiamo a fare aperitivo sulla spiaggia di Porto Botte, da dove si può ammirare uno splendido tramonto e le atmosfere misteriose del crepuscolo sulla laguna sono molto affascinanti. La spiaggia qui è scenografica per la laguna alle spalle ma di per sé non è la più bella della zona (viene frequentata soprattutto da locali); però è certamente un posto fantastico per un aperitivo all'ora blu. Accanto a noi un gruppo di locali si è attrezzato molto meglio di noi, con accampamento e luci, per una vera e propria cena in spiaggia.

In generale, non facile trovare un ristorante di pesce come lo vogliamo noi, e così un po' di volte lo prepariamo a casa: una sera facciamo sauté di cozze e frittura mista, accompagnati da un ottimo rosato sardo.

Laguna tra Porto Pino e Sant'Anna Arresi

        E per finire

Un giorno andiamo a Porto Pino e attraversiamo la pineta Candiani fino al belvedere della grotta dei baci, dove arriviamo quando il sole sta calando.

Sempre lo stesso giorno ammiriamo lo spettacolo della luna piena che si specchia all'ora blu sulla laguna di Porto Pino. Spettacolo incredibile. Io non smetto di fotografare, anche se ci siamo accostate lungo lo stradone affollatissimo che da Porto Pino conduce a Sant'Anna Arresi e le altre macchine ci suonano dietro. 

A seguire la seconda puntata del racconto di viaggio.

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