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lunedì 23 dicembre 2024

Little boy / Roberto Mercadini. Teatro Sala Umberto, 9 dicembre 2024

Dopo aver scoperto Roberto Mercadini un paio di anni fa con un indimenticabile spettacolo dedicato all’Orlando Furioso, ogni volta che posso cerco di andare a sentirlo, perché lo trovo un bravissimo e simpaticissimo divulgatore e affabulatore, capace di catturarti con i suoi racconti, indipendentemente dall’argomento di cui parla.

Colgo dunque l’occasione di andare ad ascoltare il suo monologo Little boy in programmazione al Teatro Sala Umberto.

Little boy è il nome in codice con cui gli americani chiamarono la prima bomba atomica che fu sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945. Ed è infatti alla storia della bomba atomica che questo spettacolo è dedicato: dalle origini della meccanica quantistica, alle scoperte successive fino ad arrivare al progetto Manhattan. Un racconto che si sofferma sui tanti protagonisti, tra cui in particolare Niels Bohr, Werner Heisenberg, Enrico Fermi e molti altri.

La storia della bomba atomica nelle parole di Mercadini diventa una storia in cui si fondono ironia e tragedia, genialità e stupidità, perché – come più volte ci dice l’autore nel corso dello spettacolo – le stesse frasi e le stesse situazioni spesso si possono interpretare in modi assolutamente diversi e contrapposti e possono significare cose diverse per persone diverse.

Alla fine Mercadini in tutti i suoi spettacoli segue sempre lo stesso, primario, filo conduttore, ossia l’idea che la storia ha andamenti molto più casuali di quanto immaginiamo, che talvolta anche nelle vicende storiche più tragiche si nascondono elementi di ridicolo, e che ci sono mille modi di raccontare le storie, perché la narrazione ha un potere immenso su noi essere umani. Quindi il narratore ha una grande responsabilità, e Mercadini sceglie di non sfuggirla.

In questo caso la sua performance narrativa è arricchita e impreziosita dalle musiche dal vivo suonate da Dario Giovannini, che con la sua chitarra, la sua pedaliera e un megafono, riesce a costruire universi sonori affascinanti che toccano il loro apice con una cover emozionante di Enola Gay, il brano degli anni Ottanta che prende il titolo dall’aereo che trasportava la bomba atomica.

Infine, vedere un teatro pieno di giovani è la ciliegina sulla torta, e conferma la capacità di Mercadini di parlare di qualunque argomento a qualunque tipo di pubblico, suscitando sempre immutato interesse.

Voto: 3,5/5

lunedì 29 maggio 2023

La più selvaggia sete, la più selvaggia fame. Monologo sulla resistenza partigiana / Roberto Mercadini. Libreria Harmonia mundi, 27 aprile 2023

E tre! 

Dopo aver scoperto Mercadini nel monologo sull'Orlando Furioso al Monk, sono ormai alla mia terza volta ai suoi spettacoli, e alla mia seconda volta alla Libreria Harmonia Mundi, dove già avevo ascoltato il monologo su Leonardo e Michelangelo.

Questa volta Mercadini (in prossimità della Festa della Liberazione del 25 aprile) si presenta al pubblico romano con un monologo dedicato alla resistenza partigiana che lui stesso ci dice essere uno dei suoi primi.

Si tratta di un testo - che pur in perfetto "stile mercadiniano" - è un po' diverso dal solito e, non a caso, lo stesso Mercadini cerca di spiegarcelo all'inizio dello spettacolo, dicendoci che quella della resistenza partigiana è una strana storia, in cui gli opposti si mescolano, il tragico vira in comico - e viceversa - in pochi istanti, e i protagonisti sono difficili da far convergere all'interno di una narrazione coerente.

Perché fondamentalmente è di storie di individui che Mercadini ci parla, storie raccolte - come lui stesso ci dice - mediante interviste e letture, e poi riportate a noi con lo stile unico e inimitabile del cantastorie cesenate. In questo caso, poiché molti dei protagonisti provengono dalle sue terre di origine, Mercadini può anche esibirsi nel suo dialetto e nei suoi modi di dire che rendono ancora più divertente e interessante la sua narrazione.

Ne viene fuori un racconto che dà conto della confusione e di alcune forme di ingenuità che hanno caratterizzato quel periodo, ma anche della follia nazi-fascista, delle violenze perpetrate e alfine dell'importanza della resistenza, anche lì dove non sia stata perfettamente consapevole nelle sue motivazioni e obiettivi.

Sempre bravo Mercadini, anche se si capisce bene che questo è un monologo degli inizi, forse un pochino più acerbo di alcuni più recenti, in cui il narratore ha ulteriormente affinato la tecnica.

Voto: 3/5

lunedì 6 febbraio 2023

Il disegno delle cose invisibili: Leonardo e Michelangelo / Roberto Mercadini. Libreria Harmonia Mundi, 20 gennaio 2023

Dopo aver scoperto qualche mese fa la bravura di Roberto Mercadini seguo regolarmente la sua pagina per avere aggiornamenti sulle tappe del suo tour. Così, appena ho scoperto una nuova puntata romana con il monologo dedicato a Leonardo e Michelangelo ho immediatamente acquistato i biglietti.

La location è un posto oggettivamente un po' particolare, la libreria esoterica Harmonia Mundi, che Mercadini dice essere uno dei posti che ama di più tra quelli in cui si esibisce. Alla fine, dal mio punto di vista è piuttosto indifferente e quello che conta è il suo monologo/lezione, come lo definisce lui stesso.

Mercadini ci parla di Leonardo e Michelangelo, due grandissimi artisti della stessa epoca che si sono incontrati in una sola circostanza senza "prendersi", fors'anche perché molto diversi se non opposti caratterialmente e nel loro approccio all'arte, pur essendo entrambi interessati a utilizzare l'arte per mostrare qualcosa di invisibile agli occhi.

È proprio da questa riflessione che prende avvio la galoppata di un'ora e mezza che Mercadini compie nella vita, nelle opere e nel mondo di Leonardo prima e di Michelangelo poi. Come ho già imparato nel mio primo incontro con lui, il suo modo di raccontare è da un lato documentatissimo e ricchissimo di informazioni e dall'altro virato all'intrattenimento in quel suo stile unico e inimitabile, che ti fa ridere e pensare nello stesso tempo.

Si esce dallo spettacolo sapendone certamente di più, e anche con parecchie curiosità che poi sta a ciascuno eventualmente approfondire.

La presenza nel pubblico di numerosi ragazzi e giovani mi conferma ancora una volta che non sono gli argomenti a non interessarli - come a volte sembrerebbe - ma ciò che fa la differenza è il modo in cui vengono presentati e la capacità - che certo Mercadini ha sviluppato all'ennesima potenza - di catturare l'attenzione e di mantenere il ritmo.

Se si pensa che Mercadini ha una formazione da ingegnere elettronico e ha lavorato per dieci anni come ingegnere informatico in un'azienda prima di dedicarsi al teatro, ci si convince ancora di più di due cose: primo, che la curiosità è un bene prezioso e da coltivare; secondo, che certi talenti possono essere nascosti nelle persone più impensate! ;-)

Voto: 3,5/5

venerdì 2 dicembre 2022

Orlando Furioso / spettacolo di e con Roberto Mercadini

Orlando Furioso / spettacolo di e con Roberto Mercadini. Monk, 23 novembre 2022

Non conoscevo Roberto Mercadini, cesenate, classe 1978. Me ne hanno parlato la prima volta due amici che avevo incontrato per caso a un altro spettacolo teatrale, tessendomene le lodi e consigliandomi caldamente di andarlo a vedere presto dal vivo.

Me ne ero nel frattempo dimenticata. Poi, a distanza di mesi, la mia amica G. mi segnala tramite Facebook lo spettacolo di Mercadini sull'Orlando Furioso al Monk. Come sanno i lettori di questo blog, il Monk è un posto che mi piace molto e dunque non vedo occasione migliore per fare la conoscenza di Mercadini.

La sala del Monk è colma di gente, tra l'altro soprattutto persone più giovani di me, cosa che per un monologo sull'Orlando Furioso è piuttosto sorprendente e già la dice lunga su quello che mi aspetta.

Ebbene, lo spettacolo non mi delude da nessun punto di vista: Mercadini è simpatico e scoppiettante, oltre che bravissimo affabulatore, capace di rendere divertente - pur rimanendo fedelissimo alle fonti e arricchendo il racconto di moltissime informazioni di carattere storico, geografico, socio-antropologico e altro - la fantasmagorica storia raccontata da Ludovico Ariosto (che - come dice lui - a guardarla da vicino non è soltanto piena di fantasia e immaginazione, ma va oltre qualunque immaginazione, quasi fosse una storia scritta da qualcuno sotto acido).

Durante questa ora e mezza in cui Mercadini ci racconta non solo di Orlando/Rolando, ma anche di Bradamante, Ruggero, Astolfo e molti altri, ci si appassiona, si ride di cuore, ci si entusiasma e si impara, apprezzando persino i versi originali quando vengono recitati.

Di fronte a forme di narrazione come quella di Mercadini penso sempre che persone come lui sono gli epigoni degli aedi greci o dei cantastorie medievali, e che forse oggi come oggi - dopo una lunga fase in cui l'umanità si è affidata maggiormente alla parola scritta e stampata - ce n'è sempre più bisogno, visto che si sta tornando sempre di più alle storie raccontate oralmente, fors'anche a causa di una capacità e di un interesse decrescenti nei confronti della lettura, soprattutto di testi complessi.

Mercadini ci tiene incollati alle sedie, senza un attimo di cedimento, per un'ora e mezza e lo fa in maniera intelligente e non banale: se questo può essere un modo per dare una risposta alla crisi di concentrazione e attenzione che stiamo sperimentando negli ultimi tempi (e che ancora di più sperimentano i giovani) direi che la sua è decisamente un'opera meritoria. Certo, i libri per me alla fine restano imprescindibili e insostituibili, ma del resto non ci sarebbe Mercadini senza i libri che legge per preparare i suoi spettacoli.

Comunque d'ora in poi cercherò di seguire con costanza e attenzione le sue proposte.

Voto: 4/5