mercoledì 7 ottobre 2026

Cieli bassi e terre di confine: l'estremo nord della Norvegia (prima parte)

Un tipico paesaggio norvegese (qui Sommarøy)
In questa estate 2026 caldissima, in linea con la tendenza alla coolcation, ossia alle vacanze al fresco – anche se in realtà personalmente ho sempre avuto una spiccata preferenza per i paesi nordici – la nostra destinazione è la Norvegia, anzi per essere più precisi l’estremo Nord della Norvegia.

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Il percorso

Il nostro viaggio è durato in tutto 15 giorni e le tappe del nostro giro, fatto tutto in macchina, sono state Tromsø (1 notte), Sommarøy (2 notti), Senja (3 notti), Alta (2 notti), Olderfjord (1 notte), Nesseby (2 notti), Kautokeino (2 notti), Tromsø (1 notte).

Le strade della Norvegia (qui Magerøya)
Il viaggio è stato pensato totalmente in autonomia, leggendo e studiando informazioni trovate sulle guide e in rete. A posteriori possiamo dire che la distribuzione del tempo e delle notti negli alloggi si è confermata adeguata. Sulla base della nostra esperienza e delle nostre preferenze nel viaggio, forse valuteremmo una riduzione a due delle notti a Senja per aggiungere una notte in zona Capo Nord, cosa che a suo tempo avevamo anche pensato ma non abbiamo fatto perché gli alloggi nell’isola di Magerøya, dove si trova Capo Nord, sono pochi e costosissimi.

La luce dell'estremo nord
Nel complesso abbiamo percorso circa 3.200 km in macchina, con spostamenti in alcuni casi anche di 5 ore, perché – anche se non è facile rendersene conto – la regione che abbiamo attraversato è davvero molto grande. Per alcune persone 3.200 km possono essere tanti, per altri niente: nell’informarci sul viaggio avevamo letto molti racconti di viaggi che coprono aree molto più ampie nello stesso periodo di tempo, quindi con spostamenti in macchina molto più lunghi, inseguendo dunque soltanto le destinazioni “wow” o “instagrammabili”. Noi abbiamo persino scelto di non fermarci a Oslo per non togliere giornate al nostro giro nell’Estremo Nord, perché nella nostra idea di viaggio molto meglio vedere meno cose, ma con più tempo per assorbirle e goderle, prendendosi il pacchetto completo in cui ci possono essere cose bellissime, altre molto belle, alcune normali, altre persino poco attraenti.

Tromsø dall'alto
Del resto, come giustamente suggerito da una guida di viaggio che abbiamo comprato in loco, si possono fare foto bellissime in Norvegia scegliendo capanni a caso (ce ne sono ovunque) e paesaggi molto belli comunque presenti in tutto il paese.

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Aspetti pratici

A Tromsø ci siamo arrivati con un volo Norvegian facendo scalo a Oslo, e lo stesso nella direzione inversa abbiamo fatto per il ritorno. La Norvegian si è rivelata un’ottima compagnia aerea e abbiamo viaggiato molto bene. In aeroporto a Tromsø abbiamo preso un’auto da Budget, prenotata tramite Booking. Eravamo un po’ in apprensione perché abbiamo scelto, per una questione di costi, una macchina totalmente elettrica, ma sono bastati qualche giorno di guida e le sollecite spiegazioni di un giovanotto incontrato per caso a una stazione di ricarica per dissipare ogni preoccupazione e farci apprezzare la scelta. 

Ancora strade norvegesi
Di energia elettrica alla fine abbiamo speso circa 250 euro, più o meno la metà di quello che avremmo speso con un’auto a benzina o a diesel, e non abbiamo avuto alcun problema con le ricariche. Grazie alle ricariche veloci (tra mezz’ora e un’ora per una ricarica oltre l’80%) e organizzandosi un minimo per una pausa pranzo o caffè, abbiamo viaggiato tranquille per tutta la vacanza. Avendo la macchina a noleggio non ci siamo neppure dovute preoccupare dei pedaggi nelle strade e sui traghetti, anche se lo abbiamo capito solo dopo esserci informate su come registrare l’auto nel sistema norvegese.

Per quanto riguarda i parcheggi, l’unico posto nel quale abbiamo dovuto pensarci seriamente è stato Tromsø, dove parcheggiare per strada in zona centrale è piuttosto complicato, e alla fine abbiamo optato per il garage dell’albergo, non economico, ma sicuramente più economico dei parcheggi all’aperto in città.

Lo stemma della città di Tromsø (con la renna) sui tombini
Le strade sono molto tranquille e si viaggia molto bene in tutta l'area (almeno in estate), se non fosse che i limiti di velocità sono bassi (di solito 80 km/h fuori dai centri abitati e 60 km/h in prossimità dei centri abitati, anche quelli di poche case). Noi abbiamo rischiato una multa, dunque il suggerimento è di rispettarli per quanto faticoso sia con strade a volte praticamente vuote.

Nota: vicino alle scuole bisogna andare ai 30 km/h e tutti i bambini quando escono dall'edificio scolastico anche per andare nel cortile della scuola devono indossare il gilet catarifrangente!

Per quanto riguarda gli alloggi, a parte l’albergo di Tromsø, il First Skansen Hotel, che abbiamo prenotato su Booking (ottimo rapporto qualità/prezzo, considerato che la colazione a buffet è inclusa), in tutte le altre tappe abbiamo prenotato gli alloggi con Airbnb, tutti molto apprezzati, sebbene molto diversi tra di loro. La presenza in diverse di queste case della lavatrice ci ha anche consentito di gestire meglio il bagaglio e i vestiti da portare.

Uno dei nostri alloggi più belli, vicino Nesseby
Avere degli alloggi con angolo cottura ci ha anche risolto il problema delle cene: abbiamo mangiato fuori solo un paio di volte, un po’ per i costi esorbitanti dei ristoranti, anche quelli di livello non particolarmente elevato, un po’ per il nostro limitato entusiasmo verso la cucina norvegese.

Le due cene fuori le abbiamo fatte a Gryllefjord allo Skreien Spiseri (che ribattezzeremo tra di noi Skrausen Spiseri), dove prendiamo un cod & bacon, un merluzzo semiessiccato con verdure e un sidro (che non bevo per quanto è cattivo), tutto di livello medio-basso, alla 'modica' cifra di 80 euro, e l’ultima sera a Tromsø al ristorante Full Steam, dove prendiamo un'ottima zuppa di pesce, del salmone grigliato e un cosciotto di agnello, più birra. Tutto buono e abbondante, ma comunque parecchio costoso per i nostri parametri.

L'alloggio di Alta
Una curiosità: nei supermercati norvegesi le tisane semplici (non tè aromatizzati) non esistono. Non abbiamo capito perché.

A livello di shopping, sempre tenendo conto che i prezzi sono parecchio alti, le cose che a noi sono piaciute di più sono quelle più legate al territorio: S. ha comprato tanti gomitoli di lana (anche perché la Norvegia è la patria dello “sferruzzo”, forse perché nei lunghi mesi di buio è un'attività adatta), abbiamo comprato due pelli di renna, dei coprisedia di lana, un maglione tipico, una bellissima coperta di lana, dei prodotti di artigianato Sami (non tutti sono belli eh!) e io un po’ di souvenir a tema renna (una maglietta, dei magneti, dei sottobicchieri). Ricordatevi sempre di chiedere la documentazione per il tax refund, cosa che noi abbiamo realizzato solo a un certo punto.

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I luoghi

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Tromsø

Il nostro primo contatto con l’estremo nord della Norvegia è la città di Tromsø. Siamo 1.700 km a nord di Oslo, già oltre il circolo polare artico; con i suoi circa 80.000 abitanti è la città più grande di questa parte della Norvegia, sede dell’Università più a nord dell’Europa. In realtà, quando arriviamo e facciamo la nostra prima passeggiata, ci sembra un paese, molto accogliente, ma pur sempre un paese. Al termine della vacanza, dopo i nostri 15 giorni in giro nel nulla, in posti dove i paesi a volte sono composti di tre case sparse, Tromsø improvvisamente ci è sembrata una metropoli, piena di gente, bar, negozi, ristoranti. Evidentemente, è tutto sempre molto relativo.

Dentro il Polar museet a Tromsø
Il cuore della città si identifica in due strade, Storgata e Strandgata, dove si concentrano la maggior parte delle persone e degli esercizi commerciali e che noi, nei due giorni in cui abbiamo girato per la città, abbiamo attraversato più e più volte.

Della città, oltre a godersela passeggiando, noi abbiamo visitato il Polar museet, che racconta la storia delle esplorazioni e dello sfruttamento artico iniziato nel 1500 (molto interessante soprattutto la spedizione di Nansen alla fine dell'800: una roba incredibile da cui è uscito vivo insieme a tutto l'equipaggio dopo 3 anni), la Arctic Cathedral in fondo al ponte attualmente chiuso alla circolazione delle macchine ma percorribile a piedi, la bella biblioteca comunale, la cui nuova sede dove si è spostata nel 2005 è stata realizzata conservando il tetto originale del cinema che lì aveva sede.

Su Storgata a Tromsø
Assolutamente da non perdere l’esperienza con la Fjellheisen, ossia la funivia che porta sull’altura di fronte a Tromsø (Tromsdalstinden). Quando arriviamo sta piovigginando e le nuvole sono molto basse per cui riusciamo a vedere poco di quello che abbiamo davanti, sebbene ci sia un certo fascino in queste nuvole che stanno praticamente sotto i nostri piedi.

Ci fermiamo al caffè che sta vicino alla funivia e, trascorso il tempo di un tè e di un dolcetto, il cielo si apre, arriva la luce del sole e tutto il panorama si accende. Avremo la conferma nei giorni successivi che a queste latitudini accade spesso così, il tempo cambia tantissimo nel giro di pochissimo tempo. Ci precipitiamo dunque fuori e finalmente vediamo tutta Tromsøya (l’isola su cui si trova Tromsø) e anche le tantissime isole intorno con montagne più o meno alte e con ancora qualche chiazza di neve. 

Al ritorno a Tromsø dopo i quindici giorni in giro per il nord, approfittiamo soprattutto per fare un po’ di shopping, visto che qui si trova molto di più che in tutti gli altri posti visitati messi insieme. Siamo impressionate dalla quantità di italiani che ci sono in giro per la città, considerato che ne abbiamo incontrati pochi per tutto il viaggio (salvo a Capo Nord).

Sommarøya
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Sommarøya, Hillesøya e Kvaløya

La seconda tappa del nostro viaggio è l’isola di Sommarøya che si trova a circa un’ora di macchina da Tromsø e dove si trova il piccolo paese di Sommarøy. Lungo la strada verso la nostra destinazione vediamo le prime delle numerose renne che incontreremo durante il nostro viaggio, e ci colpiscono particolarmente quelle accucciate nell’erba vicino al mare. In generale, il percorso verso Sommarøy è davvero molto scenografico, tra fiordi, montagne, foreste, tundra, isole, spiagge bianchissime, capanni di pescatori e colori bellissimi. 

La spiaggia dove si trova il Prestvika Strandkafe
Il nostro alloggio si trova in un agglomerato di case non lontano dal paese (raggiungibile a piedi), ed è una casa mobile nel giardino della nostra host, che è anche la creatrice e la titolare di un bar, il Prestvika Strandkafe, che si trova direttamente sulla spiaggia di fronte. Il bar si trova in un vecchio capanno di pescatori e offre un momento di pausa a chi si trova sull’isola, in uno scenario davvero molto bello. Noi ci faremo un pranzo (non economico: ma cos’è economico in Norvegia?) con zuppa e dolcino.

La cosa più bella di questa sistemazione è la vista dalla finestra sulla spiaggia, con i capanni-palafitte tipici dell’architettura norvegese, e un tempo atmosferico che è cambiato mille volte nei due giorni in cui ci siamo state e che ci ha regalato dei cieli e una luce meravigliosi. Io ero tentata di immergermi nell’acqua ma, dopo aver messo i piedi e aver sentito la temperatura, ho cambiato idea.

I capanni a Hillesøya
Durante la nostra permanenza a Sommarøya facciamo innanzitutto una passeggiata a piedi verso il paese e poi, attraversando il ponte, verso l'isola di Hillesøya, fino a un gruppo di tre capanni colorati sulla spiaggia, che scopriremo poi essere celebri e superfotografati.

Un pomeriggio prendiamo la macchina e facciamo un giro sull’isola di Kvaløya, che è quella che sta tra Tromsøya e Sommarøya, toccando Sandneshamn, poi Nordfiordbotn, poi Kattfjordeidet, e poi Ersfjordbotn (molto bello). Da qui verso Grøttfjord e Tromvik (evitabile). Bello il percorso lungo i fiordi e tra montagne quasi minacciose.

Sommarøya e Hillesøya viste da Ørnfløya
Sulla strada del ritorno verso Sommarøy, approfittando che c’è il sole e che la luce c’è praticamente sempre, facciamo una piccola escursione sul promontorio di Ørnfløya da cui si domina con lo sguardo a 360° verso Sommarøya, Hillesøya e dintorni, Senja e le montagne di Kvaløya.

Tornate alla casa mobile riusciamo persino a cenare fuori cucinando un tipico risotto norvegese, asparagi e porri 😉

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Senja

Sul traghetto per Senja
A Senja, l’isola che viene definita “la piccola Norvegia” per la varietà dei paesaggi che riproduce in piccolo quelli che caratterizzano la terra norvegese, ci andiamo prendendo il traghetto a Brensholmen (sarà tra l’altro l’unico traghetto che prenderemo in tutta la vacanza). Sul traghetto, come ci è stato suggerito, compriamo i cuori di waffle fatti al momento con brunost (un formaggio marrone dolciastro) e marmellata di mirtilli. Una volta capito che il brunost va concepito come una specie di caramello o di burro salato, ci appassioniamo e io in particolare lo adotto per la colazione. 

Arrivate a Botnhamn, all’ingresso dell’isola di Senja, ci avviamo sulla strada panoramica 862 verso Gryllefjord. La prima deviazione è per Husøy, che è un paesino che si trova su un'isola dentro un fiordo, ora collegato alla terraferma da un molo artificiale. Facciamo una passeggiata fino al faro e al ritorno approfittiamo delle colonnine di ricarica, dove veniamo istruite da un giovanotto su come farla.

Medby, isola di Senja
Ci rimettiamo dunque in viaggio verso Mefjordvaer, dove pure ci fermiamo a fare due passi, e poi andiamo a Ersfjordstranda, una bella spiaggia con parecchia gente che prende il sole, bambini che giocano e qualcuno che fa il bagno. Forse questa poteva essere la mia occasione di fare il bagno, ma non avevo dietro né costume né asciugamano e dunque non potrò mai dire di aver fatto il bagno anche in Norvegia. 

Da qui si può poi andare verso due punti panoramici, con comode passerelle, quello di Tungeneset, da dove si vedono le cime degli Okshornan, noti come i "Denti del Diavolo” e si spazia con lo sguardo sul fiordo, e quello di Bergsbotn, con una vista spettacolare su un fiordo pazzesco (questo secondo ci è piaciuto molto e abbiamo apprezzato la presenza della piattaforma, visto che lungo le strade norvegesi, tendenzialmente strette e con passing places, le piazzole vere dove fermarsi per guardare il panorama o fotografare sono davvero poche).

Gryllefjord
Il giro si conclude a Gryllefjord, il punto di partenza dei traghetti per le Vesterålen, e più precisamente per Andenes. Gryllefjord è un paesino carino, senza essere imperdibile, molto bello il fiordo sul quale si affaccia, che è profondissimo e molto stretto. A Gryllefjord dovremo tornare per ricaricare l’auto (a Senja non è piano ovunque di colonnine), tirando su due ragazze svizzere che a piedi stanno andando a prendere il traghetto, e faremo la nostra prima cena fuori norvegese, allo Skreien Spiseri, come detto, costosa e ben poco soddisfacente. 

La nostra sistemazione sull’isola di Senja è a Medby, dove abbiamo una grande casa piuttosto antica, con una bella vista sul fiordo, cui si arriva da una strada bellissima, ma che è piuttosto lontana da qualunque altro posto, quindi nei tre giorni che ci alloggiamo cerchiamo di gestire bene gli spostamenti e le cose da vedere.

Ånderdalen Nationalpark
Un giorno esploriamo l’Ånderdalen Nationalpark, che è probabilmente il punto di interesse più vicino a dove siamo noi. Lungo la strada passiamo dal paesino di Sifjord, che si affaccia su un bel fiordo, poi proseguiamo - con qualche sosta in punti molto belli del percorso (in particolare, l'altopiano che attraversiamo venendo da Medby e il lago che si incontra primo della riserva naturale) verso Hyttekroa. Qui c’è un camping e un caffè, e dall’altra parte della strada parte il sentiero che attraversa la riserva fino all'Åndervatnet. All'inizio il percorso è semplice, su ghiaia, e prevalentemente in piano, poi a un certo punto si infila più all'interno della riserva e si fa più impegnativo, diventando un vero trekking, reso più complicato dalla presenza di molte zone acquitrinose e fangose, e solo in parte attrezzato con passerelle in legno. Dopo 4 chilometri di cammino e il lago che non si vede ancora, decidiamo di proseguire per un po’ fino a quando il lago compare tra gli alberi: siamo decisamente stanche e riprendiamo la strada per tornare al punto di partenza.  Alla fine avremo fatto circa 20 km in tutto, quasi 28.000 passi per oltre 5 ore di cammino. Al rientro incontriamo ancora persone che stanno partendo pur essendo ormai tardo pomeriggio, e persino una coppia con un cagnolino con le sacche (tipo zaino) 😁.

Hafenanlage
Un altro giorno, dopo essere tornate a Gryllefjord per la ricarica della macchina, andiamo a fare un giro a Torsken, dove ci fermiamo a mangiare in un punto picnic con un bel panorama sul fiordo accanto a una signora che si sta cucinando un piatto con un ottimo profumino. 

Poi ci fermiamo nella zona di Hamn all'altezza dell'Hamnveien mine, la miniera di nichel dismessa a fine Ottocento, quindi andiamo alla penisola di Hafenanlage che abbiamo visto da lontano e ci è sembrata molto carina. Qui facciamo una bella passeggiata tra le casette e sulla spiaggia raccogliamo un sacco di conchiglie. Torniamo poi indietro fino al ponte Trangstraumen per ammirare il panorama sul mare con le isolette. Tornando verso Medby ci allunghiamo fino a Grunnfarnes, il fiordo successivo a quello dove siamo, dove facciamo una passeggiata sull'unica strada del paese e ci inoltriamo nei campi per fotografare i capanni, mentre il cielo si è fatto sempre più cupo.

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