Meno male che arrivo praticamente per ultima a vedere e a parlare del film di Christopher Nolan, perché dopo che è stato già detto tutto e il contrario di tutto su Oppenheimer io tutto sommato mi sento libera di non prendere posizione.
Eh sì perché ormai su Internet e sui social funziona così: prima arrivano quelli per cui il film è un capolavoro assoluto e non potete perderlo perché è un film strepitoso, poi - dopo che sono passati tutti questi - arrivano i detrattori che lo smontano fino alle fondamenta. E così non resta sostanzialmente più nulla.
Per quanto mi riguarda posso dire che Oppenheimer con le sue tre ore di proiezione non mi ha praticamente mai annoiata e questo è già un grande risultato.
È forse il film migliore di Nolan? Secondo me no. Ma non è nemmeno inutile e inguardabile.
È un film fatto con la maestria che non si può fare a meno di riconoscere al regista britannico, ed è un film che, pur essendo coerente con la sua filmografia, è in fondo il suo più lineare e classico. Non so se dipenda dal libro da cui è tratto (e che io non conosco), ma nonostante i flashback e le linee narrative parallele è uno dei film meno cervellotici di Nolan. Tra l'altro ha un impianto classicissimo da legal movie, in quanto al centro ci sono due dibattimenti, quello di cui fu oggetto Oppenheimer e che portò a negargli il nulla osta per la sicurezza nazionale a causa dei suoi legami con il comunismo, e quello di cui fu oggetto Lewis Strauss, ex presidente della Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti e candidato a un posto di ministro nel gabinetto del governo americano.
Su queste due linee temporali si innestano i flashback che raccontano da un lato la storia di Oppenheimer e del progetto Manhattan, dall'altro il legame tra Oppenheimer e Lewis Strauss.
Cillian Murphy è un perfetto interprete del protagonista grazie al fatto che il suo sguardo e il suo atteggiamento contengono quella giusta dose di ambiguità capace di rendere il protagonista trasparente e sfuggente al contempo.
La vicenda umana e professionale di Oppenheimer è certamente affascinante e chi ha elementi conoscitivi maggiori potrà cogliere spunti ulteriori all'interno del film. Intorno alla figura dello scienziato Nolan addensa il complesso tema del rapporto tra teoria e pratica, nonché tra studi accademici, ambizioni individuali e interessi della politica. A me è piaciuto molto l'accenno iniziale al fatto che in uno scienziato come Oppenheimer non meno importante della scienza sono gli interessi per settori come la letteratura, la musica, l'arte, questione che viene però poi abbandonata nel prosieguo del racconto.
In generale resta, al termine della visione del film, la sensazione che molte cose Nolan faccia appena in tempo ad accennarle senza poi veramente approfondirle, tanto da risultare semplificate se non addirittura poco credibili.
Ci sono invece aspetti su cui si concentra totalmente la sua attenzione e la scrupolosità diventa massima, ad esempio la scena del test Trinity, che è sicuramente il punto più alto del climax ascendente della narrazione, lunghissimo momento di silenzio e di respiro trattenuto dopo due ore di film bombardato di una musica presente in maniera fin troppo significativa. Ed è una scena davvero strepitosa e destinata a rimanere nella memoria del cinema.
Per il resto si tratta di cinema di alto livello che però secondo me non introduce nessun elemento interpretativo davvero nuovo.
Merita, ma senza risultare indimenticabile.
Voto: 3,5/5
Visualizzazione post con etichetta Oppenheimer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Oppenheimer. Mostra tutti i post
venerdì 15 settembre 2023
Iscriviti a:
Post (Atom)