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venerdì 10 aprile 2015

Diario del cattivo papà. Volume 3 / Guy Delisle

Diario del cattivo papà. Volume 3 / Guy Delisle; trad. di Giovanni Zucca. Milano: Rizzoli Lizard, 2015.

Ed eccoci alla terza puntata delle avventure del cattivo papà Delisle, una saga che, a questo punto, potrebbe anche andare avanti all’infinito, con l’unico limite rappresentato dalla crescita dei due figli, Louis e Alice ;-)

Svanito l’effetto sorpresa (ormai sappiamo quasi tutto di questo papà sui generis, egocentrico, politicamente scorretto, infantile e pedagogicamente discutibile, ma assolutamente esilarante e tenero), resta la straordinaria capacità di Delisle di fare ironia e autoironia sul rapporto genitori-figli.

Anche in questa terza puntata Delisle ci fa sorridere e in alcuni casi ridere di gusto: penso per esempio alla spiegazione fonetica che papà Delisle dà alla figlia Alice che a scuola ha sentito dire a qualcuno “chepessa” di ca**o e non sa cosa voglia dire, ovvero alla sua incapacità di manovrare un elicottero telecomandato che è stato regalato a suo figlio Louis e che quest’ultimo non ha nessun problema a far volare a proprio piacimento (qualcosa del genere è capitata anche a me con i nipoti), al racconto della fiaba della buonanotte “Riccioli d’oro” che suscita troppe domande ed entusiasmi in Alice, alle marachelle con Louis nel negozio di elettrodomestici.

Devo dire che, in questo terzo volumetto, ho avuto la sensazione che gli episodi più genuinamente divertenti siano quelli che hanno come protagonista la figlioletta Alice, forse perché è più piccola, mentre Louis - man mano che cresce - è più consapevole delle dinamiche del rapporto genitore-figlio ed è persino in grado di smascherare il padre, per esempio quando gli suggerisce di appuntarsi quello che è successo nel suo taccuino per la prossima puntata del Diario del cattivo papà.

In ogni caso, per chi ha amato il primo e il secondo volume, perdersi questo terzo sarebbe un delitto.

Voto: 3,5/5

venerdì 16 maggio 2014

Diario del cattivo papà. Volume 2 / Guy Delisle

Diario del cattivo papà. Volume 2 / Guy Delisle; trad. di Giovanni Zucca. Milano: Rizzoli Lizard, 2014.

Appena uscita la seconda parte del Diario del cattivo papà mi sono fiondata immediatamente a ordinarlo su IBS. La lettura è arrivata in un weekend in cui un virus intestinale mi ha abbattuto a letto e devo dire che le avventure di Delisle papà hanno contribuito a rendere meno triste e doloroso il pomeriggio a letto.

Per chi ha già letto il volume 1, questa seconda parte costituirà una conferma dello straordinaria capacità del fumettista di prendersi in giro nella sua veste di padre. Un padre che è disposto a contravvenire a qualunque regola pedagogica per conquistare i suoi figli in una sera in cui sua moglie non c’è, che spesso non è in grado di dedicare la dovuta attenzione mentale alle curiosità dei suoi figli, ovvero non si fa scrupoli nel condizionare pesantemente le loro preferenze ad immagine e somiglianza delle proprie, che si rivela in molte circostanze più bambino dei suoi bambini, egoista e completamente concentrato su se stesso.

Ma la grandezza di Delisle sta – come già osservato nel primo volume – nel portare allo scoperto le difficoltà e le debolezze dell’essere genitori in modo del tutto trasparente, senza dunque alcun tentativo di rappresentare la realtà in modo politicamente corretto, come spesso i genitori – per un atavico senso di colpa – si sentono costretti a fare.

Ne viene fuori così il ritratto irriverente di un papà che certamente ama i suoi figli, ma sa anche riconoscere e ridere (nonché farci ridere) dei suoi limiti, nell’idea che diventare genitori non rende improvvisamente perfetti, ma in qualche modo richiede consapevolezza di sé.

Gli episodi qui raccontati sono tutti molto divertenti e ho trovato particolarmente commoventi i ringraziamenti alla moglie Nadège, “che accetta il ruolo della cattiva nelle mie storie”.

Voto: 3,5/5

lunedì 9 dicembre 2013

Diario del cattivo papà / Guy Delisle


Diario del cattivo papà / Guy Delisle; trad. di Giovanni Zucca. Milano: Rizzoli Lizard, 2013.

Per chi già conosce la splendida autoironia di Delisle, per chi attraverso i suoi lavori di graphic journalism ha imparato ad apprezzare la sua dimensione umana e familiare, per chi ha già avuto degli assaggi dei suoi rapporti prima col piccolo Louis in Cronache birmane e poi con Louis e Alice in Cronache di Gerusalemme, il nuovo lavoro di Guy Delisle, Diario del cattivo papà, è assolutamente imperdibile.

Si tratta di una serie di episodi che ha come protagonisti il fumettista e i suoi due figli, appunto Louis e Alice, il primo un bimbetto di circa sei anni, la seconda una bimba di circa 3-4 anni.

Gli esiti sono esilaranti, perché mettono in evidenza la difficoltà e la fatica di essere genitori che nel caso di Delisle si traducono in particolare nella fatica di mettersi al loro livello, di prestare loro sempre la necessaria attenzione, di tenere conto del loro percorso di sviluppo, di non togliergli le illusioni, ma anche di coltivarne lo spirito critico mettendoli di fronte alla realtà, pur senza spaventarli.

E così ne viene fuori l'immagine di un papà che nasconde i cereali che ha comprato per se perché scopre che piacciono moltissimo alla sua figlioletta, che va a leggere al bar mentre la sua piccola è in piscina convinta che il papà sia sulle gradinate, che fa scherzi di cattivo gusto al figlio Louis, che fraintende le sue domande sulla penetrazione. E così via.

Tutto questo Delisle lo racconta con grande autoironia, ma anche in fondo con altrettanta tolleranza verso se stesso e quasi compiacimento. Il che non ce lo rende né sgradevole né antipatico, perché chi Delisle lo segue sa che ha un rapporto molto speciale e ravvicinato con i suoi figli, dei quali si è dovuto occupare in alcuni periodi quasi in esclusiva, per via della lontananza della moglie impegnata nelle missioni di Medici senza frontiere.

In sostanza, da questo e dai precedenti lavori viene fuori un Delisle che ama teneramente i suoi figli, ma che non nasconde le debolezze che tutti noi abbiamo e le difficoltà – se non addirittura le crisi di coscienza – che tutti i papà del mondo si trovano ad affrontare. Solo che lui ci passa attraverso e le sdrammatizza attraverso il disegno.

Da regalare a tutti i papà del mondo. E forse ancora di più a tutte le mamme, che certamente si faranno delle grassissime risate alle spalle dei papà.

Voto: 4/5