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| Isola di San Domino: i pagliai |
Il nostro giro ha previsto i primi 3 giorni in Molise, poi una giornata a Termoli, quindi 5 giorni alle Isole Tremiti con rientro e notte prima della partenza sempre a Termoli.
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| La zona archeologica di Sepino |
Partiamo dal noleggio dell’auto. Abbiamo dovuto anticipare di un giorno la partenza perché i giorni e gli orari di apertura degli autonoleggi di Termoli sono esemplati su quelli degli uffici pubblici, e dunque dimenticatevi di prendere una macchina a noleggio in un giorno festivo o troppo presto la mattina o troppo tardi la sera!
Ritirata la nostra Pandina, andiamo dirette verso la nostra casetta con terrazza che abbiamo prenotato a Sessano del Molise, un paesino un pochettino desolato non lontano da Isernia, uno dei due capoluoghi di quella piccolissima regione, che nella nostra Italia un po’ soffre di invisibilità.
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| La Fonderia Marinelli ad Agnone |
Nei successivi giorni, durante i nostri giri molisani, alterniamo natura, archeologia e visite a paesi, e su tutti questi fronti non mancano le cose da fare e da vedere.
Dopo un fallito tentativo di visitare il sito archeologico sannitico di Pietrabbondante, inspiegabilmente chiuso, visitiamo Agnone – il centro storico e la famosa Fonderia Marinelli, che realizza le campane tra gli altri per lo Stato pontificio e dove partecipiamo a una visita guidata con un gruppo di americani. Non manca una sosta al punto vendita del Caseificio Di Nucci per acquistare il celebre caciocavallo della zona.
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| Cascata del Volturno |
Il tardo pomeriggio è dedicato a una rapida visita alla cittadina di Isernia e poi a una cena sul presto da O' Pizzaiuolo, un posto enorme e con un menu lunghissimo che inevitabilmente si rivela mediocre.
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| Centro storico di Campobasso |
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| L'area abbandonata di Rocchetta Alta |
Torniamo dunque in zona San Vincenzo per la visita guidata alla bellissima cripta di Epifanio e al sito archeologico della vecchia abbazia, davvero sorprendente per storia e stratificazioni.
Poi andiamo a fare una passeggiata alla zona abbandonata del paesino di Rocchetta Alta, superando – ahi ahi – la transenna che ne impedisce l’accesso.
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| Il trabucco di Termoli |
La cena la facciamo alla friggitoria di pesce Maramimmo, dove mangiamo molto bene.
La sistemazione a Termoli sarà sia all’andata che al ritorno presso il b&b Futura rooms, gestite con passione da una giovane mamma che si dà molto da fare nei limiti delle sue possibilità.
Al rientro dopo i giorni alle Tremiti, a Termoli andremo a mangiare all’Osteria dentro le mura, famosa per il brodetto termolese che però non prendiamo, ma in compenso ci godiamo calamari su crema di piselli, cavatelli con vongole e asparagi, e chitarrina con sugo di scampi, e infine mousse di ricotta alla vaniglia con riduzione di fragole. Tutto buonissimo.
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| Isola di San Nicola vista da San Domino |
Con il traghetto delle ore 9 da Termoli raggiungiamo in un’oretta il porto dell’isola di San Domino, la più grande delle Tremiti e quella dove abbiamo l’alloggio. Il proprietario dell’appartamento che abbiamo prenotato, Relais al Faro, ci viene a prendere in macchina, dal momento che la salita verso il centro del paese dal porto è piuttosto impegnativa, anche senza bagagli.
Una volta sistemateci, iniziamo da subito la nostra esplorazione dell’isola che in questi 4-5 giorni ci permetterà di conoscerla in ogni suo angolo, e anche di fare un bel giro della nostra dirimpettaia San Nicola.
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| Per i sentieri di San Domino |
Verso l’ora del tramonto riprenderemo il sentiero e dopo aver raggiunto il colle dell’Eremita proseguiremo verso il faro abbandonato (sempre molto affascinante) e verso la grotta del bue marino, passeggiata che ci regala scorsi di paesaggio e natura molto molto belli.
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| Passeggiando per l'isola di San Nicola |
In tutta questa zona ci sono moltissimi lavori manutentivi e conservativi in corso, e molti spazi dell’abbazia non sono visitabili, però la passeggiata tra i chiostri e i percorsi interni ed esterni è molto bella e, una volta usciti dalla fortezza dall’altra parte, e attraverso la cosiddetta “tagliata” (la strada che passa nel punto in cui l’isola si restringe), ci incamminiamo sul bel sentiero nella macchia mediterranea che ci porterà fino al monumento libico e al cimitero.
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| Nelle strade del paesino di San Nicola |
La nostra visita a San Nicola, a differenza che la nostra permanenza a San Domino, non è affatto solitaria: incrociamo infatti diverse scolaresche in gita e ovviamente, in un’isola così piccola, non c’è modo di non incontrarli. Ce li ritroveremo anche sulla barca che fa navetta tra San Nicola e San Domino e su cui all’andata eravamo completamente da sole.
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| La grotta delle viole a San Domino |
Dopo un ottimo aperitivo al bar della piazza EraOra, che è del proprietario del nostro appartamento, andiamo a cena al ristorante La Fenice (aperto tutto l’anno), che fa un’eccellente cucina di pesce e dove infatti torneremo anche una seconda sera. A questo giro prendiamo insalata di polpo e tartare di gambero, spiedini di calamari e polpo alla griglia su letto di patate e finiamo con un cannolo scomposto. Tutto buonissimo.
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| La costa nord di San Domino |
Riprendiamo poi il sentiero perimetrale arrivando fino a Punta Secca (dove c’è una discarica!), quindi andiamo alla grotta delle rondinelle, bellissima ma il cui accesso è piuttosto impervio. Finiamo alla cala dei Benedettini con un bel bagno.
L’ultimo giorno intero che trascorriamo sulle isole ce la prendiamo comoda. Andiamo verso la grotta di Cala Tonda e vorremmo arrivare lungo la scogliera a Cala Tamariello, ma i gabbiani schierati a protezione delle uova ci impediscono il passaggio. Così torniamo indietro e ci arriviamo passando per il villaggio internazionale di Punta Diamante. Ci mettiamo sugli scogli a prendere il sole, ma niente bagno perché c’è scritto – per fortuna! – che la presenza diffusa di attinie (anemoni di mare) lungo gli scogli potrebbe provocare importanti irritazioni.
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| Passeggiando per San Domino |
Nel tentativo di fare un ultimo bagno proviamo a tornare a Cala Spido ma il mare mosso rende difficoltosi ingresso e uscita dall’acqua, cosicché alla fine ripieghiamo sulla Cala delle Arene dove è possibile fare il bagno (tra l’altro con un’acqua limpidissima) nonostante le onde. Purtroppo anche qui ci sono classi di ragazzini in gita, ma per fortuna non sono eccessivamente molesti.
Sulla via del ritorno ci fermiamo al negozio Lo scrigno per comprare un po’ di souvenir, ma pur essendo tutto aperto non c’è nessuno. Ci torneremo il giorno dopo.
Per cena torniamo al ristorante La Fenice con rinnovata soddisfazione per gli antipasti di mare e la grigliata mista di pesce.
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| Centro storico di Isernia |
Molise e Isole Tremiti pur essendo così vicine sono mondi davvero molto diversi, cosicché davvero la nostra vacanza è sembrata come la somma di due vacanze.
Il Molise, pur se a volte un po’ depresso, è una terra tutta da scoprire, sia dal punto di vista storico che naturalistico. Non ha forse cose imperdibili (tranne probabilmente Sepino e la cripta di Epifanio, tra le cose viste da noi), ma siti (archeologici, naturalistici, urbani) di grandissimo interesse, oltre che prodotti da comprare e mangiare buonissimi, come il caciocavallo e le lenticchie.
Delle isole Tremiti non possiamo che dire un gran bene: mare cristallino, tranquillità assoluta, silenzio, paesaggi molto belli. Certo, va detto che noi le abbiamo girate completamente fuori stagione, quindi ci siamo state praticamente in compagnia dei soli abitanti.
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| Per le strade di San Domino |
Immaginiamo che in piena estate le calette in cui noi abbiamo fatto il bagno da sole siano molto più affollate, e anche quelle non facilissime da raggiungere saranno invase di barche e natanti, ma noi ci siamo godute la solitudine, l’ombra delle pinete che ricoprono tutta San Domino e un’acqua meravigliosa. Certo, bisogna amare un po’ di solitudine spartana e non avere timore a fare il bagno nell’acqua molto fredda, ma per il resto per me le Tremiti sono state una bellissima scoperta fuori stagione.

















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