martedì 23 giugno 2026

Dalle montagne al mare: Molise e Isole Tremiti fuori stagione

Isola di San Domino: i pagliai
Io e S. dovevamo fare questo viaggio l’ultima settimana di settembre 2025, ma una ondata di maltempo pesante e insolita per quel periodo ci aveva costretto a rinunciare. Abbiamo dunque riprogrammato il viaggio per l’inizio di maggio: peccato che intorno a Pasqua le alluvioni al sud avevano determinato il crollo di un ponte all’altezza di Petacciato e sia la linea ferroviaria che i principali collegamenti stradali con il Molise e Termoli erano stati interrotti, con tempi di ripresa incerti. E così anche in questo caso la suspence si è prolungata quasi fino all’ultimo minuto, ma per fortuna, una volta verificato che i collegamenti c’erano, abbiamo deciso di partire.

Il nostro giro ha previsto i primi 3 giorni in Molise, poi una giornata a Termoli, quindi 5 giorni alle Isole Tremiti con rientro e notte prima della partenza sempre a Termoli.

********************
La zona archeologica di Sepino
Il Molise


Partiamo dal noleggio dell’auto. Abbiamo dovuto anticipare di un giorno la partenza perché i giorni e gli orari di apertura degli autonoleggi di Termoli sono esemplati su quelli degli uffici pubblici, e dunque dimenticatevi di prendere una macchina a noleggio in un giorno festivo o troppo presto la mattina o troppo tardi la sera!

Ritirata la nostra Pandina, andiamo dirette verso la nostra casetta con terrazza che abbiamo prenotato a Sessano del Molise, un paesino un pochettino desolato non lontano da Isernia, uno dei due capoluoghi di quella piccolissima regione, che nella nostra Italia un po’ soffre di invisibilità.

La Fonderia Marinelli ad Agnone
La casetta è ben organizzata e molto accogliente, nonostante le scale interne non proprio agevoli.

Nei successivi giorni, durante i nostri giri molisani, alterniamo natura, archeologia e visite a paesi, e su tutti questi fronti non mancano le cose da fare e da vedere.

Dopo un fallito tentativo di visitare il sito archeologico sannitico di Pietrabbondante, inspiegabilmente chiuso, visitiamo Agnone – il centro storico e la famosa Fonderia Marinelli, che realizza le campane tra gli altri per lo Stato pontificio e dove partecipiamo a una visita guidata con un gruppo di americani. Non manca una sosta al punto vendita del Caseificio Di Nucci per acquistare il celebre caciocavallo della zona.

Cascata del Volturno
Segue passeggiata naturalistica che ci porta prima alla Cascata del Volturno, dove però la passeggiata vera e propria prevede di percorrere dei tratti nell’acqua – che noi non siamo attrezzate per fare –, e poi, non molto distante, all’azzurrissimo Lago di San Vincenzo, dove facciamo una passeggiata a piedi e poi un giro in macchina tutto intorno, lambendo l’Oasi delle Mainarde. La nostra escursione mattutina termina con la visita alla “nuova” Abbazia di San Vincenzo e con la prenotazione della visita guidata al sito archeologico della “vecchia” e della cripta di Epifanio.

Il tardo pomeriggio è dedicato a una rapida visita alla cittadina di Isernia e poi a una cena sul presto da O' Pizzaiuolo, un posto enorme e con un menu lunghissimo che inevitabilmente si rivela mediocre.

Centro storico di Campobasso
Con la medesima organizzazione, il giorno successivo andiamo in mattinata al sito archeologico di Sepino, dove approfittiamo dell’ingresso gratuito e di un’ottima organizzazione. Si tratta di una cittadina romana abbastanza ben conservata, su cui sono state poi realizzate delle costruzioni medievali. Audioguida tramite app e mappa molto ben fatte per poter usufruire della visita in piena autonomia. Pranziamo nell’area picnic e poi andiamo verso Campobasso, da cui non ci aspettiamo niente e che invece ci sorprende. Parcheggiamo nel quartiere murattiamo e poi saliamo per le stradine del centro storico fino al castello. C’è una bellissima giornata di sole che ci permette di goderci la visita e che si conclude con un ottimo gelato alle Terrazze di Miranda.

L'area abbandonata di Rocchetta Alta
Il terzo giorno andiamo a fare una piccola passeggiata (una ventina di minuti ad andare e altrettanti a tornare) per vedere la cascata del Carpinone – molto suggestiva – e lungo la via ci intratteniamo con delle simpaticissime caprette, molto affettuose.

Torniamo dunque in zona San Vincenzo per la visita guidata alla bellissima cripta di Epifanio e al sito archeologico della vecchia abbazia, davvero sorprendente per storia e stratificazioni.

Poi andiamo a fare una passeggiata alla zona abbandonata del paesino di Rocchetta Alta, superando – ahi ahi – la transenna che ne impedisce l’accesso.

Il trabucco di Termoli
È l’ora di andare verso Termoli, dove restituiamo la macchina, e facciamo un giro nel bel centro storico con la sua passeggiata sul mare e la vista che spazia sul trabocco e sulla enorme spiaggia attrezzata.

La cena la facciamo alla friggitoria di pesce Maramimmo, dove mangiamo molto bene.

La sistemazione a Termoli sarà sia all’andata che al ritorno presso il b&b Futura rooms, gestite con passione da una giovane mamma che si dà molto da fare nei limiti delle sue possibilità.

Al rientro dopo i giorni alle Tremiti, a Termoli andremo a mangiare all’Osteria dentro le mura, famosa per il brodetto termolese che però non prendiamo, ma in compenso ci godiamo calamari su crema di piselli, cavatelli con vongole e asparagi, e chitarrina con sugo di scampi, e infine mousse di ricotta alla vaniglia con riduzione di fragole. Tutto buonissimo.

********************
Isola di San Nicola vista da San Domino
Le isole Tremiti: San Domino e San Nicola


Con il traghetto delle ore 9 da Termoli raggiungiamo in un’oretta il porto dell’isola di San Domino, la più grande delle Tremiti e quella dove abbiamo l’alloggio. Il proprietario dell’appartamento che abbiamo prenotato, Relais al Faro, ci viene a prendere in macchina, dal momento che la salita verso il centro del paese dal porto è piuttosto impegnativa, anche senza bagagli.

Una volta sistemateci, iniziamo da subito la nostra esplorazione dell’isola che in questi 4-5 giorni ci permetterà di conoscerla in ogni suo angolo, e anche di fare un bel giro della nostra dirimpettaia San Nicola.

Per i sentieri di San Domino
Il primo giorno facciamo un giro nella zona del porto, alla cala delle Arene (l’unica vera spiaggia di sabbia dell’isola e certamente la più accessibile), quindi andiamo verso Cala Spido dove ci fermiamo per un bagno in totale solitudine. Risalendo dalla scogliera andiamo prima verso Cala Matano, resa famosa dalla canzone di Lucio Dalla (storico abitante di San Domino), Luna matana, e poi da qui facciamo un pezzo del sentiero perimetrale che va verso il colle dell’eremita.

Verso l’ora del tramonto riprenderemo il sentiero e dopo aver raggiunto il colle dell’Eremita proseguiremo verso il faro abbandonato (sempre molto affascinante) e verso la grotta del bue marino, passeggiata che ci regala scorsi di paesaggio e natura molto molto belli.

Passeggiando per l'isola di San Nicola
Il giorno seguente, visto che è nuvolosetto e porta pioggia, decidiamo di prendere al porto la navetta che in meno di 10 minuti ci porta a San Nicola, la più ricca di storia. complesso abbaziale fortificato di Santa Maria a Mare, risalente all'XI secolo. Dal porto risaliamo, attraverso il portale, lungo il percorso delimitato dalla cinta muraria verso il convento-castello fortificato e la chiesa di Santa Maria a Mare ricostruita dai benedettini di Montecassino nel 1045 quale rifacimento di una chiesa preesistente.

In tutta questa zona ci sono moltissimi lavori manutentivi e conservativi in corso, e molti spazi dell’abbazia non sono visitabili, però la passeggiata tra i chiostri e i percorsi interni ed esterni è molto bella e, una volta usciti dalla fortezza dall’altra parte, e attraverso la cosiddetta “tagliata” (la strada che passa nel punto in cui l’isola si restringe), ci incamminiamo sul bel sentiero nella macchia mediterranea che ci porterà fino al monumento libico e al cimitero.

Nelle strade del paesino di San Nicola
Nel frattempo siamo andate alla ricerca delle rinomate treccine tremitesi di cui ci ha parlato un’amica, e di cui a San Domino nessuno sa niente, perché questi biscotti con i semi di finocchietto selvatico li fa e li vende solo il Bar Nazionale nella piazza centrale di San Nicola. Qui compriamo anche un po’ di souvenir in un negozio di ceramiche.

La nostra visita a San Nicola, a differenza che la nostra permanenza a San Domino, non è affatto solitaria: incrociamo infatti diverse scolaresche in gita e ovviamente, in un’isola così piccola, non c’è modo di non incontrarli. Ce li ritroveremo anche sulla barca che fa navetta tra San Nicola e San Domino e su cui all’andata eravamo completamente da sole.

La grotta delle viole a San Domino
Al rientro sull’isola principale, visto che nel frattempo è uscito il sole, decidiamo di fare un altro giretto esplorativo e andiamo verso la baia degli inglesi, che è la cala a disposizione degli ospiti del villaggio del Touring Club, che comunque al momento è chiuso. Noi ci arriviamo passando per Cala Tramontana e ci fermiamo per il bagno, prima di rientrare a casa.

Dopo un ottimo aperitivo al bar della piazza EraOra, che è del proprietario del nostro appartamento, andiamo a cena al ristorante La Fenice (aperto tutto l’anno), che fa un’eccellente cucina di pesce e dove infatti torneremo anche una seconda sera. A questo giro prendiamo insalata di polpo e tartare di gambero, spiedini di calamari e polpo alla griglia su letto di patate e finiamo con un cannolo scomposto. Tutto buonissimo.

La costa nord di San Domino
Il giorno successivo esploriamo la costa che va dallo scoglio dell’elefante fino alla grotta delle viole (quest’ultima bellissima), fino ad arrivare alla cala di Zio Cesare, una stretta insenatura, molto bella anche questa, con le pietre lisce dove ci fermiamo a leggere e facciamo uno spuntino.

Riprendiamo poi il sentiero perimetrale arrivando fino a Punta Secca (dove c’è una discarica!), quindi andiamo alla grotta delle rondinelle, bellissima ma il cui accesso è piuttosto impervio. Finiamo alla cala dei Benedettini con un bel bagno.

L’ultimo giorno intero che trascorriamo sulle isole ce la prendiamo comoda. Andiamo verso la grotta di Cala Tonda e vorremmo arrivare lungo la scogliera a Cala Tamariello, ma i gabbiani schierati a protezione delle uova ci impediscono il passaggio. Così torniamo indietro e ci arriviamo passando per il villaggio internazionale di Punta Diamante. Ci mettiamo sugli scogli a prendere il sole, ma niente bagno perché c’è scritto – per fortuna! – che la presenza diffusa di attinie (anemoni di mare) lungo gli scogli potrebbe provocare importanti irritazioni.

Passeggiando per San Domino
Sempre attraverso il villaggio internazionale risaliamo e andiamo verso i Pagliai, una zona di scogliere alte e faraglioni con bellissime calette di sabbia che sono però raggiungibili solo via mare.

Nel tentativo di fare un ultimo bagno proviamo a tornare a Cala Spido ma il mare mosso rende difficoltosi ingresso e uscita dall’acqua, cosicché alla fine ripieghiamo sulla Cala delle Arene dove è possibile fare il bagno (tra l’altro con un’acqua limpidissima) nonostante le onde. Purtroppo anche qui ci sono classi di ragazzini in gita, ma per fortuna non sono eccessivamente molesti.

Sulla via del ritorno ci fermiamo al negozio Lo scrigno per comprare un po’ di souvenir, ma pur essendo tutto aperto non c’è nessuno. Ci torneremo il giorno dopo.

Per cena torniamo al ristorante La Fenice con rinnovata soddisfazione per gli antipasti di mare e la grigliata mista di pesce.

********************
Centro storico di Isernia
Conclusioni


Molise e Isole Tremiti pur essendo così vicine sono mondi davvero molto diversi, cosicché davvero la nostra vacanza è sembrata come la somma di due vacanze.

Il Molise, pur se a volte un po’ depresso, è una terra tutta da scoprire, sia dal punto di vista storico che naturalistico. Non ha forse cose imperdibili (tranne probabilmente Sepino e la cripta di Epifanio, tra le cose viste da noi), ma siti (archeologici, naturalistici, urbani) di grandissimo interesse, oltre che prodotti da comprare e mangiare buonissimi, come il caciocavallo e le lenticchie.

Delle isole Tremiti non possiamo che dire un gran bene: mare cristallino, tranquillità assoluta, silenzio, paesaggi molto belli. Certo, va detto che noi le abbiamo girate completamente fuori stagione, quindi ci siamo state praticamente in compagnia dei soli abitanti.

Per le strade di San Domino
Nei giorni della nostra permanenza abbiamo visto gli abitanti impegnati nel sistemare locali, abitazioni e altro per la stagione estiva, che il nostro host ci ha detto cominciare più o meno a metà giugno.

Immaginiamo che in piena estate le calette in cui noi abbiamo fatto il bagno da sole siano molto più affollate, e anche quelle non facilissime da raggiungere saranno invase di barche e natanti, ma noi ci siamo godute la solitudine, l’ombra delle pinete che ricoprono tutta San Domino e un’acqua meravigliosa. Certo, bisogna amare un po’ di solitudine spartana e non avere timore a fare il bagno nell’acqua molto fredda, ma per il resto per me le Tremiti sono state una bellissima scoperta fuori stagione.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui un tuo commento... Se non hai un account Google o non sei iscritto al blog, lascialo come Anonimo (e se vuoi metti il tuo nome)!