Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query stella duffy. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query stella duffy. Ordina per data Mostra tutti i post

domenica 12 dicembre 2010

Bocche di donna / Stella Duffy

Bocche di donna / Stella Duffy; trad. di Marta Mazzola. Venezia: Marsilio, 2009.

I libri di Stella Duffy, nel raccontarci le avventure dell'investigatrice londinese Saz Martin, sono sempre una lettura gradevole e leggera, senza essere banale.
Inoltre, avendo seguito fin qui i cambiamenti di vita di Saz Martin (ma devo recuperare Calendar girls e Beneath the blonde), la curiosità di sapere come andrà a finire nella sua nuova vita di mamma della piccola Matilda e con la sua compagna Molly mi ha spinto inevitabilmente verso la lettura di quest'ultimo capitolo della "saga".

Si tratta di una storia anomala rispetto alle precedenti perché, se è vero che il coinvolgimento personale di Saz nelle sue indagini è sempre molto elevato, in questo caso non si può realmente parlare di un'indagine. Il romanzo risale piuttosto alle radici e alle motivazioni delle azioni di una fase della vita di Saz, l'adolescenza, di cui finora non conoscevamo praticamente nulla.

Non c'è di fatto nessun assassino o vero mistero da scoprire, bensì lo svelamento di un passato in parte oscuro, la cui scoperta - come sempre - Stella Duffy riesce a dosare sapientemente, introducendo nella narrazione brevi flashback che ci raccontano emozioni ed episodi lì per lì decontestualizzati, ma che al termine del racconto si compongono in un quadro coerente.

La prima parte del romanzo (se si tralascia qualche errore di traduzione e qualche refuso editoriale un po' fastidioso) risulta piuttosto intrigante e coinvolgente, soprattutto perché ci conduce alla scoperta di quell'età difficile e spesso crudele, ma sempre determinante rispetto ai destini e all'evoluzione psicologica individuale, che è l'adolescenza.

Peccato che l'attesa partecipata di questa prima parte venga in parte delusa nella seconda metà del romanzo, che da un lato forza eccessivamente la mano, dall'altro risolve un po' semplicisticamente alcuni nodi, in particolare quello del rapporto tra Saz e Molly e delle conseguenze del non detto che si è insinuato tra di loro.

Certamente Bocche di donna non è tra i romanzi più memorabili della Duffy, ma è pur sempre una lettura che vale la pena per gli amanti del genere.

Voto: 3/5

lunedì 14 giugno 2010

La settima onda / Stella Duffy

La settima onda / Stella Duffy; trad. di Fabio Zucchella. Venezia, Marsilio, 2003.

Anche questa serie di gialli giaceva da anni sui miei scaffali romani - o forse prima ancora bolognesi - in parte come risultato di alcuni acquisti, in parte di regali ricevuti. Varie volte mi aveva incuriosita la lettura di questa giallista che ho ascoltato spesso nei programmi radio della BBC con il suo bell'accento inglese, ma alla fine - e sinceramente non so bene perché, ma con i libri mi capita - ho sempre desistito.

E invece questa volta, complici la necessità di fare una breve pausa da Carofiglio, la scarsa offerta della mia libreria personale di Bruxelles e una lunghissima attesa all'aeroporto di Charleroi, che non è esattamente un posto che offra molti svaghi, ho iniziato e finito in tre giorni il secondo romanzo della serie dell'investigatrice Saz Martin (eh, sì, perché mi sa che non possiedo il primo Calendar girl, oppure mi sbaglio e non possiedo il successivo Beneath the blonde. Che confusione mentale quando si hanno due case, nessuna delle quali realmente propria!!!).

Saz è decisamente un personaggio simpatico e interessante. Dichiaratamente gay e da tempo single, ma finalmente impegnata in una storia che ha tutta la parvenza di essere seria, quella con l'affascinante medico Molly. La sottotrama che racconta il rapporto tra le due, le loro gelosie, i piccoli romanticismi, il loro mondo di amicizie e così via è certamente divertente e sicuramente originale nel panorama del giallo. A dire la verità, non si tratta propriamente di gialli, visto che di fatto chi sia il cattivo in fondo lo si sa fin dal primo momento, sebbene la trama mescoli le carte in tavola e aggiunga elementi per rendere più interessante e avvincente il tutto.

La vicenda del dottor Max Northwell e del cosiddetto Processo da lui inventato per stimolare nei "pazienti" una forma di consapevolezza delle proprie problematiche psicologiche e superarle, la sua ossessione per il successo di questa impresa e tutte le conseguenze che questo scatenerà, l'ambientazione tra Londra e San Francisco, l'ironia di fondo che punteggia il racconto rendono certamente la lettura non solo scorrevole, ma del tutto gradevole.

Certo, non si tratta di un capolavoro e non apre dei mondi. Non ispira, come a volte è in grado di fare Carofiglio, non sorprende con una scrittura illuminante, ma si fa leggere e può certamente essere un'ottima lettura estiva capace di non sollevare sensi di colpa come quando l'abbrutimento vacanziero ci spinge alla lettura di squallide riviste o pessimi remainders rimediati chissà dove. Quantomeno Stella Duffy è garanzia di un buon livello qualitativo di letteratura, senza essere per questo noiosa.

Non escludo di continuare la lettura della saga di Saz Martin. Ma ora mi concederò una pausa dal giallo. Ho quasi finito di leggere un fumetto che mi e' stato regalato (presto la recensione!) e contemporaneamente sto leggendo un romanzo classico di Sandor Marai. Certo, non v'è dubbio che Bruxelles mi ispiri la lettura (chissà come mai ;-), un po' meno il cinema, sebbene abbia in sospeso due richieste di recensioni a film da parte di affezionati lettori che conto di soddisfare presto!

Voto: 3/5

domenica 8 agosto 2010

Carne fresca / Stella Duffy

Carne fresca / Stella Duffy; trad. di Anna Mioni. Venezia: Marsilio, 2006.

Seconda puntata per me (in realtà si tratta della quarta da un punto di vista editoriale) delle avventure personali e investigative della detective Saz Martin, questa volta impegnata, per conto dell'amico Chris, nella ricerca della madre naturale e della verità sul suo passato. Proprio nello stesso momento in cui ha deciso, con la sua compagna Molly, di avere un figlio e di sperimentare le gioie e le difficoltà della maternità.

Sarà un viaggio in un passato nel quale i limiti della scienza e una morale sociale convenzionale condannavano le ragazze madri alla disapprovazione e spingevano le coppie sterili a muoversi ai limiti della legalità.

Meno brillante, per certi versi, de La settima onda, soprattutto passa un po' in secondo piano il rapporto tra Saz e Molly che era certamente l'aspetto più vivace di quel romanzo. Politicamente sempre più scorretto, nella misura in cui compare sulla scena la ex di Saz, Carrie, e le strisce di cocaina da condividere.

Complessivamente una lettura piacevole, giallisticamente forse più credibile e meno estrema de La settima onda, ma forse meno appassionante; si mantiene su un livello di medietà che ne fa una perfetta lettura estiva.

In generale, un ottimo punto di partenza per una estate di letture che per me alternerà classici e gialli contemporanei, nel desiderio di una discontinuità con la routine quotidiana di cui a questo punto avverto decisamente la necessità.

Intanto sfrutto una delle pochissime reti wifi ancora non protette disponibili nell'etere della casa pugliese paterna, per quanto la cosa mi costringa a stare quasi proiettata sul balcone su supporti decisamente instabili. Del resto, in questo bel pomeriggio estivo, caldo e ventilato, sospeso e vitale, silenzioso e pieno, la cosa non mi crea nessun fastidio. Anzi, produce un senso di irreale beatitudine che lascio fluire nelle vene senza opporre alcuna resistenza.

Voto: 3/5