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venerdì 26 agosto 2022

Da Porto a Coimbra in bicicletta (e Lisbona a piedi) - Seconda parte

Il castello di Lisbona visto da Mouraria
Leggi qui la prima parte del racconto di viaggio.

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(segue) Le cose belle che abbiamo visto 

Lisbona è la più nota delle città che visitiamo, e nonostante io ci fossi già stata un paio di volte resto affascinata ogni volta che ci torno e scopro cose nuove. Qui alloggiamo nella zona del Rossio, comodissima per girare la città. Il primo giorno facciamo un giro a Mouraria, il quartiere dei mori, ora quello multietnico della città, che è molto affascinante ma per il quale ci manca qualcuno che ci faccia fare un itinerario sensato e ci spieghi un po' di cose.

Davanti alla Fundação José Saramago
Il giorno dopo facciamo un free walking tour che parte da Largo de Camões. Il giro con Francisco dura 4 ore anziché 3 ma è molto interessante e copre i principali quartieri di Lisbona, Chiado, Baixa, Alfama ecc. ed è ricchissimo di storie, aneddoti e informazioni che ci permettono di apprezzare al meglio le varie parti della città.

Dopo il bel giro con Francisco andiamo verso Belém facendo un casino con la carta dei trasporti che già abbiamo comprato ma che carichiamo a una macchinetta dei biglietti del treno, rendendola poi inutilizzabile per autobus e metro. In ogni caso l'autobus lo prendiamo lo stesso pagando a bordo.

Passeggiata verso la torre di Belém
A Belém ci sono file ovunque (è domenica!): al negozio dei pasteis, all'ingresso del Monasterio de los Jerónimos, cosicché decidiamo di fare una passeggiata sull'esplanade, dal monumento ai navigatori fino alla torre di Belem. E poi torniamo in centro con il tranvetto storico (il 28). Il giorno dopo è quello della ripartenza: abbiamo giusto il tempo di una colazione, qualche acquisto e un giro nella zona del castello di São Jorge.

Al di fuori delle città, pure vediamo molti posti belli durante il nostro giro in bicicletta, posti che probabilmente non avremmo visto se non avessimo fatto questo tipo di viaggio. In particolare è molto bello il percorso lungo le spiagge atlantiche, da Porto fino ad Aveiro e in questo percorso ricordiamo in particolare la sosta alla Capela do Senhor da Pedra nella zona di Vila Nova de Gaia, che a seconda delle maree può essere o no circondata dal mare. Quando ci andiamo noi ci si arriva tranquillamente attraversando la profonda spiaggia.
Capela do Senhor da Pedra

Molto bella la zona lagunare di Aveiro e anche la cittadina, dove facciamo il giro tra i canali nelle tipiche barche locali che si chiamano moliceiros e che ricordano lontanamente le gondole veneziane.

Dopo Aveiro facciamo una deviazione con le bici a Costa Nova, quello che era un paesino di pescatori fatto di capanni a strisce colorate. Oggi ovviamente è una cittadina turistica in cui queste case - che ricordano le cabine degli stabilimenti balneari - creano uno scenario molto colorato e divertente. Tra l'altro tutto il centro del paese è ispirato al tema del mare con panchine a forma di sardine e pavimentazione con le onde e animali marini. Io non smetto di fare foto.

Costa Nova do Prado
Anche Curia è un posto alquanto sorprendente: si tratta di una delle più antiche e importanti località termali del Portogallo, dove ovviamente tutto ruota intorno alle terme. Noi alloggiamo al Curia Palace Hotel, che è una specie di residenza di lusso dei primi del Novecento in stile Liberty, con il suo proprio borghetto, che ha un fascino incredibile.

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Le cose buone che abbiamo mangiato

In Portogallo si mangia davvero molto bene e a prezzi assolutamente abbordabili.

Qui segnalerò alcune delle cose e dei posti che abbiamo apprezzato di più.

I pasteis de bachalau fatti da Emilia al ristorante A Gaiola
Innanzitutto gli onnipresenti ma eccezionalmente buoni pastéis de nata (diciamo, semplificando, un cestino di pasta sfoglia con crema) che prendiamo un po' ovunque. Non sono altrettanto buoni in tutti i posti, ma mai ovviamente sgradevoli o sgraditi. Quelli che ci sono piaciuti di più sono quelli di Portugal Fabrica da Nata, quelli comprati in alcune pastelerias tradizionali (e molto anni Settanta) incontrate lungo il percorso, quelli della pasticceria ArcoIris a Coimbra, e quelli di Lisbona (in particolare della Manteigaria, di Sao Nicolau e di Confeitaria Nacional, anche se poi penso che noi non siamo del tutto in grado di distinguere realmente, come un non pugliese non fa grandi distinzione tra taralli buoni ed eccezionali).

Il più famoso posto per prendere la ginjinha a Lisbona
Sempre parlando di pastéis, questa volta salati, ci innamoriamo dei pastéis de bachalau che prendiamo già il primo giorno come antipasto della cena a Porto da Cozinha dos Lóios. Poi a Lisbona la vetta sarà raggiunta dalle polpette appena fatte da Emilia al ristorante A Gaiola, che proviamo durante il walking tour e torniamo a mangiare per aperitivo la sera. Invece quello carissimo con il formaggio all'interno che mangiamo alla Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau ci è sembrato più una cosa da turisti che da locali.

A livello di pasticceria abbiamo assaggiato diverse cose: le varie brioche che però non abbiamo registrato come si chiamano, nonché diversi dei dolci conventuali, tra cui gli ovos molles ad Aveiro e i pastéis de Tentúgal a Coimbra.

Per le strade di Porto
Un'altra cosa che scopriamo al Mercado de Bom Sucesso a Porto (una specie di mercato centrale dove si mangia anche, formula che esiste in tutte le città del Portogallo ed è un'ottima alternativa al ristorante) e che mangeremo più volte nel corso sono i rissol, una specie di sofficini fritti variamente ripieni: ottimi quelli di pesce.

Tra le altre cose tipiche che mangiamo c'è la francesinha, buona ma parecchio impegnativa, e le sardine grigliate (resteranno mitiche per la location quelle di un posto a Porto che si chiama Wine Lovers, dove ci sono solo due piatti del giorno - uno di essi sono le sardine grigliate - che vengono cotte al momento su un barbecue collocato per strada), le zuppe di pesce e quelle di verdure (le prendiamo praticamente ovunque), i "saute" di vongole e similari (buonissimi! Per esempio quello mangiato ad Aveiro al ristorante O Arco da Velha e quello mangiato al ristorante Pate'o di Ovar), ovviamente il bachalau in tutte le varianti (le prime che mangiamo non ci entusiasmano perché il pesce ci sembra che resti troppo secco, poi ne proviamo invece versioni forse meno salutari ma più buone come il bacalhau à braz che proviamo al Mercado do Campo Ourique di Lisbona, dove andiamo con un motorino a noleggio e dove veramente c'è solo gente del posto (è un po' fuori mano rispetto al più famoso Time Out) e le zuppe di baccalà che mangiamo da Maria Catita a Lisbona, un posto che ci è piaciuto molto. 
Locali sul fiume ad Aveiro
Attenzione: non si può andare a Lisbona senza prendere almeno una volta la ginja, possibilmente nel posto che l'ha inventata, A Ginjinha
Non voglio dimenticare, infine, la Conserveira de Lisboa per l'acquisto delle sardine e altro pesce in scatola - non vi fate acchiappare dai posti per turisti (che si chiamano tra l'altro in modo simile, Conserveira Nacional o Conserveira de Portugal). In questo storico posto di Lisbona (sono passati moltissimi anni da quando ci sono andata l'ultima volta e non è cambiato niente) le sardine ve le confezionano una a una con la carta marrone e il filo di lana e anche solo una scatoletta diventa uno splendido regalo (oltre al fatto che sono buonissime). E state tranquilli, all'aeroporto di Lisbona (e penso da nessuna parte in Portogallo) nessuno vi impedirà di salire a bordo dell'aereo con le sardine!
>Una menzione anche per un paio di posti dove comprare souvenirs carini, Milà a Porto in Rua Arquitecto Nicolau Nasoni e A casa da Rosa ad Aveiro, che ha anche una bella storia alle spalle, raccontata sulle pareti esterne del negozio e che vi spiegherà perché la ragazza all'interno parla francese.
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Per una selezione più ampia di foto si veda qui e qui sul mio profilo Behance.

mercoledì 24 agosto 2022

Da Porto a Coimbra in bicicletta (e Lisbona a piedi) - Prima parte

La costa atlantica dopo Porto, verso Praia de Mira
E anche quest'anno il viaggio in bicicletta si fa. Anzi, dopo due anni di giri in Italia causa Covid (qui e qui i racconti di viaggio), quest'anno osiamo addirittura andare all'estero e scegliamo il Portogallo che ancora non è mai stato per noi meta di questo tipo di viaggi.

Il viaggio che scegliamo dal catalogo di Due ruote nel vento è quello da Porto a Coimbra, che è un viaggio da 7 giorni/6 notti, ed è classificato come viaggio semplice (sebbene noi siamo preoccupate lo stesso, visto lo scarsissimo allenamento e la forma inesistente). Alla fine invece la scelta si rivela azzeccatissima e nel complesso il viaggio risulta fortunato da più punti di vista: il temuto sciopero Ryanair del giorno in cui partiamo non ha praticamente alcun effetto su di noi, il percorso è effettivamente piuttosto facile e alla nostra portata, ma anche bello paesaggisticamente, e infine scampiamo una settimana caldissima in Italia, mentre in Portogallo è praticamente primavera, in un momento di tregua tra ondate di caldo successive.

Porto: per le vie del centro
Ma andiamo con ordine.

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Le tappe

1° e 2° giorno: Porto

3° giorno: Porto - Ovar (54 km)

4° giorno: Ovar - Aveiro (40 km)

5° giorno: Aveiro - Mira (in realtà poco oltre Praia de Mira) (50,6 km)

6° giorno: Praia de Mira - Curia (37,6 km)

7° giorno: Curia - Coimbra (40,5 km)

8° e 9° giorno: Lisbona

Casa da Música, Porto
In pratica abbiamo scelto per quest'anno di darci un po' di tempo per visitare le città, dedicando a esse la parte iniziale e finale della vacanza. Nel mezzo ci sono stati circa 223 km, di cui - considerate le nostre condizioni fisiche - possiamo essere fiere.

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Le cose belle che abbiamo visto

Le tre città più grandi, Porto, Coimbra e Lisbona, sono una più bella dell'altra.

Porto (in italiano anche Oporto) è considerata la capitale del nord del Portogallo e, per quello che ho visto, mi pare che meriti questo titolo. In realtà in molti mi dicono che anni fa era una città un bel po' decadente (e ancora nel centro storico qualche segnale lo si vede); nel complesso, però, mi pare che oggi si tratti di una città moderna, vitale ed efficiente. Tra l'altro il giorno in cui arriviamo è in corso il Pride, e la città è invasa di ragazze e ragazzi coloratissimi che attraversano le vie del centro.

Vista su Porto dalla sponda opposta del fiume Douro
Di cose da vedere ce ne sono molte; tra queste cito - proprio nella zona in cui alloggiamo - la Igreja dos clerigos, e poco più su le due chiese attigue, la Igreja Do Carmo e la Igreja do Carmelitas, con la casa escondida visitabile che si trova nel mezzo tra le due.

Non andiamo invece alla Livraria Lello e Irmão, perché - complice l'aneddoto per cui la Rowling avrebbe avuto qui l'ispirazione per Harry Potter in questo luogo - c'è una coda pazzesca e noi non abbiamo voglia di farla.

Sé Catedral do Porto
Non si può poi perdere la visita alla cattedrale (Sé Catedral do Porto), un complesso molto grande con un bellissimo chiostro con azulejos. Bellissima la vista su Porto sia dal piazzale antistante la chiesa (da cui si ammirano le stradine che si inerpicano e si aggrovigliano nel centro della città), sia dalla torre che permette di abbracciare quasi l'intera città. 

Da qui esploriamo il quartiere Ribeira con le sue stradine, e attraverso la stretta Rua Dos Mercadores arriviamo a Praça da Ribeira, che si affaccia sul fiume Douro e da cui si sviluppa la passeggiata lungo il fiume che porta al ponte iconico della città, il Dom Luis I, realizzato da un allievo di Gustav Eiffel.

Accesso alla Biblioteca Joanina, Coimbra
A questo punto dopo una interessante pausa pranzo (di cui parlerò nella prossima puntata), saliamo sul ponte e lo attraversiamo per vedere il panorama della città da una posizione privilegiata. Tornando verso il b&b ci fermiamo a vedere la bellissima stazione dei treni di Sao Bento ricoperta di azulejos.

In serata siamo a dormire nella zona della casa della musica, edificio contemporaneo realizzato da Rem Koolhaas, che non visitiamo all'interno ma che apprezziamo a diverse ore del giorno e della sera, osservando le persone (soprattutto giovani) che si danno convegno nella piazza esterna.

Le strade di Coimbra
Per quanto riguarda la città di Coimbra, anch'essa adagiata sulle sponde di un fiume, questa volta il Mondego, noi alloggiamo dall'altra parte del fiume ma a 10 min a piedi dal centro. Il giorno in cui arriviamo facciamo un giro nella parte bassa della città, dove è in corso un festival del libro, e poi andiamo a sentire un concerto di fado alla Casa Fado ao Centro, dove ci raccontano anche la storia del fado di Coimbra e le differenze con altri tipi di fado portoghese. Dalla piazza su cui si affaccia la Casa do fado risaliamo la stradina dove sono appesi merletti e centrini tra una casa e l'altra (molto scenografica) fino ad arrivare alla vecchia cattedrale e poi da lì scendiamo nuovamente per la Rua Quebra Costas (la cosiddetta strada spezzaschiena che però noi facciamo solo in discesa).

La mattina dopo la dedichiamo alla visita all'Università, una delle più antiche d'Europa. Prendiamo i biglietti che ci permettono di visitare la bellissima cappella di Sao Miguel (dove bisogna bussare alla porta per farsi aprire), la Biblioteca Joanina con la sua colonia di pipistrelli, il Palacio real con le sale storiche dell'università e infine il Laboratorio di Chimica, dove ci sono delle mostre. Per quel poco che abbiamo visto anche Coimbra ci ha fatto un'ottima impressione.

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Leggi qui la seconda parte del racconto.

Per una selezione più ampia di foto si veda qui e qui sul mio profilo Behance.