Cosa poteva nascere dall'incontro tra Neil Gaiman (autore del racconto omonimo da cui è tratto il film) e John Cameron Mitchell (il regista di Hedwig - La diva con qualcosa in più e Shortbus)? Ovviamente un film scoppiettante, folle, colorato, e al contempo malinconico e commovente.
How to talk with girls at parties è ambientato a Croydon, in Inghilterra, alla fine degli anni Settanta; il protagonista è Enn (Alex Sharp), un ragazzo che vive da solo con la madre (dopo che il padre li ha abbandonati), è un appassionato di punk e della filosofia di vita che lo anima, disegna fumetti e va in giro con i suoi due amici di sempre.
Un giorno, Enn e i suoi amici mentre cercano una festa punk si perdono e approdano in una casa semiabbandonata, dove vengono in contatto con uno strano gruppo di persone, vestite in sgargianti vestiti di plastica colorata, e con abitudini a dir poco curiose. Si tratta di individui sotto fattezze umane ma che provengono da altri pianeti e sono di passaggio sulla terra. Tutti e tre i ragazzi vivranno esperienze nuove destinate a segnarli in modo diverso.
Qui Enn incontra e fa amicizia con Zan (Elle Fanning), una ragazza aliena che si ribella alle rigide regole della sua comunità e per questo decide di seguire Enn e di scoprire con lui il mondo degli umani.
L'incontro è di quelli che cambiano la vita: sia Enn che Zan - rispecchiandosi l'uno negli occhi dell'altra -capiranno meglio non solo se stessi, bensì anche il mondo che li circonda. Al termine dell'avventura che li vedrà protagonisti entrambi saranno chiamati a prendere le proprie decisioni sul futuro e con questo ad abbandonare l'adolescenza per entrare nel mondo adulto con una nuova consapevolezza, in parte anche dolorosa.
Dentro il film di Cameron Mitchell ci sono tantissimi temi: quelli ambientalisti relativi a come l'umanità stia sfruttando le risorse del pianeta condannandosi all'estinzione, il rapporto tra le generazioni, il rapporto tra i generi e la scoperta della sessualità, il significato dei sentimenti e la loro stretta correlazione con la capacità di vedere la bellezza, la contrapposizione culturale tra Inghilterra e America. Forse troppo per un unico film. Non a caso How to talk to girls at parties si trasforma in un caleidoscopio di personaggi, di situazioni, di colori, di musiche che stordiscono e rendono euforici lo spettatore, trascinandoli in quel crescendo che porterà allo scioglimento della storia.
Al di sotto o al di sopra di tutto questo scorre costantemente una vena ironica che conferisce al film una leggerezza decisamente apprezzabile. Persino Nicole Kidman – che negli ultimi film che avevo visto mi era sempre più sembrata una statua di cera – qui, trasformata in una specie di sacerdotessa del punk, è perfettamente integrata nel contesto e a tratti esilarante.
Un film difficile da classificare, strabordante, probabilmente non del tutto riuscito, fantascientificamente non certo rigoroso, ma che mantiene dall’inizio alla fine la stessa limpidezza e profondità degli occhi ingenui di Enn.
Voto: 3,5/5
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mercoledì 21 giugno 2017
mercoledì 26 agosto 2015
American Gods / Neil Gaiman
American Gods / Neil Gaiman; trad. di Katia Bagnoli. Milano: Mondadori, 2002.
American Gods è uno di quei libri che è praticamente impossibile da raccontare, e che mentre li leggi ti chiedi sotto quali sostanze stupefacenti era il suo autore quando lo scriveva! ;-)
In realtà, il nocciolo della storia è piuttosto semplice: il protagonista Shadow è un ragazzone grande e grosso che ha scontato tre anni di prigione a causa di una rissa e non vede l'ora di tornare a casa da sua moglie Laura e dal suo migliore amico che gli ha promesso un lavoro. Quando esce, però, la situazione è ben diversa da quella che aveva sperato: sua moglie è morta in un incidente stradale e al suo funerale scopre che lo tradiva con il suo migliore amico, morto anche lui nel medesimo incidente. In questo stesso tempo, Shadow incontra uno strano personaggio, Wednesday, che gli offre un lavoro come suo assistente.
Presto Shadow scoprirà che Wednesday non è una persona qualunque e si troverà coinvolto nel bel mezzo di uno scontro epocale: la resa dei conti finale tra gli dei antichi, quelli arrivati centinaia e persino migliaia di anni prima in America e via via dimenticati e dunque costretti ad arrangiarsi in mille modi per sopravvivere, e i nuovi dei (quelli giovani e tecnologici e massmediatici) che la gente ha ormai adottato.
In questo scontro, poco a poco Shadow si troverà ad essere non solo spettatore e testimone, ma anche parte in causa fino a svolgervi un ruolo determinante.
E fin qui sembra tutto semplice. Ma poi, una volta immersi nelle pagine del libro di Gaiman, sarete catapultati in un mondo fantasmagorico e psichedelico in cui tutto è possibile e non ci si può sorprendere di niente, in cui le storie si moltiplicano e i personaggi vanno e vengono.
Il classico libro che forse varrebbe la pena di leggere due volte, se uno ce ne avesse la forza e volesse provare a capire alcuni passaggi di una trama oggettivamente complessa, ma nella quale forse l'obiettivo non è quello di fare veramente tornare tutti i conti.
Certamente resta geniale l'idea di fondo, ossia che gli dei non vivano in un mondo separato e lontano da noi, ma siano invece mescolati tra di noi, costretti anch'essi a cercare modi (più o meno fantasiosi) per sbarcare il lunario e vivere (più o meno dignitosamente) le loro vite, pur conservando una sorta di immortalità e di poteri soprannaturali. Il pantheon umanissimo e soprannaturale costruito da Neil Gaiman è sorprendente e stroboscopico e la sua componente surreale e kitsch è a tratti elevatissima, cosicché la si può amare o odiare, perdersi o ritrovarsi, lasciarsi andare o rifiutarla.
Alla fine su tutto si staglia la figura umanissima, tenera e commovente di Shadow, personaggio che resta a lungo nel cuore.
Voto: 3,5/5
American Gods è uno di quei libri che è praticamente impossibile da raccontare, e che mentre li leggi ti chiedi sotto quali sostanze stupefacenti era il suo autore quando lo scriveva! ;-)
In realtà, il nocciolo della storia è piuttosto semplice: il protagonista Shadow è un ragazzone grande e grosso che ha scontato tre anni di prigione a causa di una rissa e non vede l'ora di tornare a casa da sua moglie Laura e dal suo migliore amico che gli ha promesso un lavoro. Quando esce, però, la situazione è ben diversa da quella che aveva sperato: sua moglie è morta in un incidente stradale e al suo funerale scopre che lo tradiva con il suo migliore amico, morto anche lui nel medesimo incidente. In questo stesso tempo, Shadow incontra uno strano personaggio, Wednesday, che gli offre un lavoro come suo assistente.
Presto Shadow scoprirà che Wednesday non è una persona qualunque e si troverà coinvolto nel bel mezzo di uno scontro epocale: la resa dei conti finale tra gli dei antichi, quelli arrivati centinaia e persino migliaia di anni prima in America e via via dimenticati e dunque costretti ad arrangiarsi in mille modi per sopravvivere, e i nuovi dei (quelli giovani e tecnologici e massmediatici) che la gente ha ormai adottato.
In questo scontro, poco a poco Shadow si troverà ad essere non solo spettatore e testimone, ma anche parte in causa fino a svolgervi un ruolo determinante.
E fin qui sembra tutto semplice. Ma poi, una volta immersi nelle pagine del libro di Gaiman, sarete catapultati in un mondo fantasmagorico e psichedelico in cui tutto è possibile e non ci si può sorprendere di niente, in cui le storie si moltiplicano e i personaggi vanno e vengono.
Il classico libro che forse varrebbe la pena di leggere due volte, se uno ce ne avesse la forza e volesse provare a capire alcuni passaggi di una trama oggettivamente complessa, ma nella quale forse l'obiettivo non è quello di fare veramente tornare tutti i conti.
Certamente resta geniale l'idea di fondo, ossia che gli dei non vivano in un mondo separato e lontano da noi, ma siano invece mescolati tra di noi, costretti anch'essi a cercare modi (più o meno fantasiosi) per sbarcare il lunario e vivere (più o meno dignitosamente) le loro vite, pur conservando una sorta di immortalità e di poteri soprannaturali. Il pantheon umanissimo e soprannaturale costruito da Neil Gaiman è sorprendente e stroboscopico e la sua componente surreale e kitsch è a tratti elevatissima, cosicché la si può amare o odiare, perdersi o ritrovarsi, lasciarsi andare o rifiutarla.
Alla fine su tutto si staglia la figura umanissima, tenera e commovente di Shadow, personaggio che resta a lungo nel cuore.
Voto: 3,5/5
venerdì 28 marzo 2014
Anya e il suo fantasma / Vera Brosgol
Anya e il suo fantasma / Vera Brosgol; trad. di Caterina Marietti. Milano: Bao Publishing, 2012. Quello di Vera Brosgol è di fatto un classico romanzo di formazione.
La protagonista, Anya, è un'adolescente un po' in carne, di origine russa, che vive con fatica - come tutti gli adolescenti - il suo rapporto con il mondo esterno e quel delicato passaggio in cui si ha bisogno di essere accettati dagli altri per arrivare ad accettare pienamente se stessi.
Un giorno Anya cade in una buca nel bosco e lì incontra Emily, il fantasma di una ragazza morta molti anni prima. Dopo un primo incontro un po' burrascoso, le due fanno amicizia e Anya trova in Emily un'insostituibile alleata nel suo quotidiano tentativo di sopravvivere alle dinamiche di gruppo della scuola che frequenta e far colpo sul ragazzo che le piace.
Anya però scoprirà a sue spese che gli aiuti esterni, tanto più se soprannaturali, non risolvono le contraddizioni interiori e che per diventare grandi è necessario affrontare le proprie debolezze e guardare con affetto e tolleranza a quelle degli altri.
L’originalità di questo romanzo di formazione sta innanzitutto nel fatto che quella di Anya è una storia a fumetti, un albo dai contorni nitidi e le forme rotonde che a tratti ricordano il segno deciso di Marjane Satrapi, in secondo luogo in quella componente un po’ spaventosa, un po’ soprannaturale che ricorda un po’ i romanzi di Neil Gaiman. Vera Brosgol racconta una storia bella e divertente (ho adorato la scena in biblioteca nella quale Anya deve consultare i giornali su microfilm e va nel panico più totale perché si aspetta di poter fare una ricerca come su Google), una storia in cui le ragazze adolescenti probabilmente si riconosceranno o riconosceranno alcune dinamiche proprie dei loro coetanei, mentre gli adulti apprezzeranno l’ironia, l’intelligenza e gli spunti di riflessione che l’autrice ci regala.
Qui una preview.
Voto: 3,5/5
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