Visualizzazione post con etichetta Andrea Di Stefano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Andrea Di Stefano. Mostra tutti i post

mercoledì 26 aprile 2023

L’ultima notte di Amore

Andrea Di Stefano è un attore e regista italiano che da ormai molti anni si muove all’interno di un contesto cinematografico internazionale. Non a caso il suo primo lungometraggio da regista è stato il film dedicato alla figura del narcotrafficante Pablo Escobar, interpretato da Benicio Del Toro.

Con questo secondo film Di Stefano torna pienamente al contesto italiano con un poliziesco ambientato nel sottobosco milanese della criminalità organizzata, nella quale convergono mafia cinese, ‘ndrangheta e settori corrotti delle forze dell’ordine.

Il protagonista del racconto è Franco Amore (un ormai onnipresente Pierfrancesco Favino), un tenente della polizia che è alle soglie della pensione (anticipata!) per la quale sta preparando il discorso di saluto da fare ai colleghi. Lo incontriamo mentre torna da una corsetta e la sua giovane compagna (la brava Linda Caridi) e un gruppo di amici lo attendono in casa per una festa a sorpresa. Ma questo è quasi l’epilogo della narrazione. Scopriremo infatti nel corso del film cosa è successo ad Amore negli ultimi 10 giorni e come il suo destino potrebbe cambiare.

Trattandosi di un film che fa dell’intreccio e della suspence i suoi punti di forza non è giusto rivelare nient’altro della trama del film, lasciando agli spettatori il piacere della scoperta.

Quello che invece certamente si può dire è che Andrea Di Stefano si muove con grande agio e padronanza negli stilemi del genere poliziesco, richiamando a più riprese alcuni capisaldi degli anni Settanta, ma al contempo adottando uno stile di regia moderno e di grande impatto visivo.

Sul piano narrativo, pur essendo evidente che in fase di scrittura c’è stato un grande lavoro di documentazione per comprendere al meglio il mondo della criminalità organizzata, in particolare nei suoi contatti con le forze dell’ordine, non tutto mi è sembrato pienamente credibile, e forse alcune scelte sono state dettate più da esigenze formali, estetiche e di intreccio che dalla stretta ricerca del realismo descrittivo, cosa che evidentemente non è una esigenza imprescindibile di un film.

A conti fatti, pur avendo visto gradevolmente il film, non posso che confermare che si tratta di un genere lontano dai miei gusti e che non riesco davvero ad apprezzare fino in fondo, sebbene il piano sequenza iniziale sui lunghi titoli di testa - con le immagini notturne di Milano realizzate da un drone che attraversa le varie zone della città fino ad avvicinarsi a un palazzo e a una grande vetrata illuminata dove sono in corso i preparativi per la festa a sorpresa - vale da sola l’intero film e riesce nel compito non semplice di dare a un film come questo un respiro fortemente internazionale.

Del resto anche i temi trattati – il confine tra bene e male, l’amicizia e la colleganza, il concetto di onestà, e molti altri – pur declinati nello specifico contesto prescelto sono certamente temi universali che possono travalicare i confini nazionali ed essere apprezzati da un pubblico non italiano, a cui probabilmente questo film in parte si rivolge già nelle intenzioni.

Voto: 3/5



martedì 27 settembre 2016

Escobar. Paradise lost

Insieme a P., mio nipote che è venuto a trovarmi a Roma, decidiamo di dedicare una delle nostre serate al cinema e scegliamo insieme il film Escobar che interessa a entrambi e di cui la mia amica F. ci ha parlato bene.

Il film racconta la storia di Nick (Josh Hutcherson), un ragazzo canadese che insieme al fratello si è trasferito a vivere su una spiaggia colombiana all'inseguimento del sogno di una vita libera e a contatto con la natura. Ma i due fratelli a poco a poco cominceranno a conoscere la complessità di una realtà come quella colombiana all'inizio degli anni Novanta e ne resteranno coinvolti, soprattutto dopo che Nick si innamorerà di Maria (Claudia Traisac), una ragazza colombiana che è la nipote del noto trafficante di droga Pablo Escobar (Benicio Del Toro).

La fascinazione di Maria - e non solo - per la leadership di Escobar e il sogno che quest'uomo possa portare un futuro di prosperità e di uguaglianza al popolo colombiano risucchiano anche Nick, che si ritrova in men che non si dica fagocitato nel mondo di Escobar, nei suoi loschi traffici e in quella spirale di violenza e terrore che porta con sé.

A un certo punto Nick si troverà a scegliere da che parte stare, ma forse a quel punto sarà ormai troppo tardi.

L'opera prima di Andrea Di Stefano (fin qui noto come attore) è un film con una struttura piuttosto solida, magnificamente interpretato da Benicio Del Toro (un po' meno da Josh Hutcherson devo dire), e con una trama e uno sviluppo quasi da action movie che tiene incollati alla sedia fino all'ultimo minuto.

All'uscita della sala però e a un esame più distaccato, quando la tensione emotiva si è ormai sciolta, il film appare infine piuttosto semplice nel suo impianto narrativo e, pur ricostruendo con cura e attenzione un pezzo della storia di Pablo Escobar e fornendo al pubblico interessanti chiavi di lettura, appare invece un po' debole nella storia principale, ossia la vicenda di Nick, che d'altra parte costituisce l'occasione e il punto di vista prescelto per narrare la vicenda e la figura fortemente ambigua e volutamente non risolta del narcotrafficante.

Voto: 3/5