venerdì 14 luglio 2017

Il paradiso dei surfisti: da Bordeaux a Biarritz in bicicletta

E anche quest'anno eccoci in sella ad una bicicletta per affrontare il nostro sedicesimo cicloviaggio itinerante.

La meta è la costa sud-occidentale della Francia, da cui ci allungheremo poi (ma in macchina fino in Spagna, a San Sebastián, in basco Donostia).

Il punto di partenza è Bordeaux, dove arriviamo in una giornata calda e mentre tutte le televisioni annunciano l'"allerta canicola", anche se le nostre consultazioni delle previsioni meteorologiche dicono che durante la settimana di bicicletta dovremmo avere brutto tempo.

Alla fine potremo considerarci fortunate, visto che durante le sei tappe in bicicletta avremo tempo in parte coperto, ma vedremo col sole i posti che andavano visti col sole e prenderemo solo qualche goccia di pioggia.

Complessivamente faremo circa 375 km così ripartiti:

1. Bordeaux - Lacanau Océan (80 km)
2. Lacanau Océan - Arcachon (50 km)
3. Arcachon - Biscarrosse plage (35 km + 4)

4. Biscarrosse plage - Mimizan (67 km)
5. Mimizan - Moliets-et-Maa plage (65 km)
6. Moliets-et-Maa plage - Biarritz (84 km)

A parte la prima tappa che dall'interno (Bordeaux) ci porta sull'oceano (Lacanau Océan), per il resto l'intero viaggio si svolge sostanzialmente lungo la costa, prevalentemente nella infinita pineta che copre il 66% del territorio delle Lande di Guascogna, l'area della Francia in cui svolge la maggior parte del nostro percorso.

Le tappe sono quasi completamente in piano e quasi completamente su pista ciclabile, quella che affianca tutta la costa atlantica e che i francesi hanno denominato Vélodyssée. Solo piccolissimi tratti hanno qualche saliscendi affrontabilissimo. Del resto, qui si invecchia e le cose troppo sportive non ce le possiamo più permettere.

Senza entrare nel dettaglio delle singole tappe, proverò a darvi un'idea complessiva di questo percorso attraverso alcuni elementi caratteristici o situazioni memorabili che hanno caratterizzato la nostra vacanza.

Innanzitutto questa parte della costa francese è - come dice anche il titolo di questo post - un vero e proprio paradiso dei surfisti: io pensavo che i surfisti ci fossero solo sulle grandi spiagge di posti esotici e invece in questa regione è pieno di scuole di surf e di surfisti di tutte le età, tanto che - ho scoperto - a Biarritz si è svolto il campionato mondiale di surf 2017 (addirittura!).

Personalmente mi hanno molto affascinato le grandissime, infinite, spiagge sull'oceano, e il vento atlantico che fa cambiare il cielo nel giro di pochi minuti. I cieli atlantici sono una delle cose più belle che io abbia mai visto, con le loro profondità, la loro mutevolezza e i loro contrasti di colori. Tra le numerose, mi sono piaciute moltissime le spiagge di Les Estagnots, di Capbreton, di Moliets Plage. Indimenticabili.

A Biarritz poi - poco dopo essere arrivati in bicicletta (per fortuna!) - si alza un vento che è difficile descrivere. Di quelli da mare in burrasca, da persone che si devono tenere al corrimano e che non riescono a risalire la strada che porta verso la costa basca.

Un'altra cosa che mi ha colpito è la scoperta che l'identità basca non è qualcosa che appartiene solo ai paesi baschi spagnoli (che pure in parte tocchiamo con la nostra puntata a San Sebastián), ma anche alla sua parte francese, risultando riconoscibile da numerosi punti di vista.

In quest'area una delle cose più straordinarie da visitare è la dune du Pilat, una duna di quasi 120 metri di altezza per tre chilometri di lunghezza, di sabbia bianchissima, che si affaccia sul bassin d'Arcachon ed è visibile anche da parecchio lontano. Salire sulla duna è un'esperienza emozionante (un po' meno quando ci devo risalire perché S. ha perso una scarpa e le fa male il ginocchio ;-) ), perché ci si trova tra il verde scuro della foresta alle spalle e l'azzurro intenso del mare davanti a noi. Da restare a bocca aperta per ore.

Bella anche la passeggiata serale ad Arcachon, con il tramonto delle ore 22, che ci porta dal porto fino al centro della città lungo il mare.

Una particolarità di quest'area (interamente sviluppatasi sulla sabbia; non c'è terra rossa da nessuna parte) è che i paesi lungo la costa sono sempre doppi, quello nell'interno e quello sviluppatosi direttamente sul mare (e che è identificato dall'aggiunta di Océan o Plage al nome della cittadina).

È una Francia diversa da quella a cui siamo abituate, perché di centri storici, borghi medievali, chiede e patrimonio storico-artistico ce ne sono pochi (tra questi Bayonne e Biarritz, oltre ovviamente a Bordeaux), mentre ci si può immergere completamente nei paesaggi boschivi, lacustri e marini. In compenso va assolutamente visitato il borgo ostricolo che si sviluppa tra Le Canon e l'Herbe, pieno di casupole affacciate sul mare dove si allevano e si mangiano ostriche a ciclo continuo.

Resta invece sempre valido che in Francia secondo noi si mangia benissimo, e qui mangiamo soprattutto tanto pesce, sfruttando il fatto di essere vicini al mare. Tra i posti migliori in cui abbiamo mangiato segnalo Casemate a Lacanau (dove ci siamo fermate per un pranzo veloce), Le Kayok a Lacanau Océan (un posto un po' troppo moderno per i nostri gusti, ma dove abbiamo mangiato bene con vista sull'oceano), Le Bistrot du port a Arcachon (lontano dal centro turistico e con un ottimo rapporto qualità-prezzo), L'Emeraude de Bois a Mimizan (un bellissimo logis con ristorante, gestito da una coppia, dove abbiamo dormito e mangiato benissimo), la creperie Blé Noir a Biarritz, La grillerie du port a Saint Jean de Luz, l'ultimo paese francese prima della Spagna (un paese bomboniera, dove - in questa piccola taverna - mangiamo sardine, cozze e tonno a volontà).

Ovviamente non ci facciamo mancare ogni mattina - e non solo - croissant, brioche, pain au chocolat, tutte cose che rendono la colazione uno dei momenti più attesi della giornata e le boulangeries una delle cose più ricercate sui nostri percorsi.

Tra gli alberghi in cui alloggiamo, oltre al già citato L'Emeraude de Bois, ci colpisce anche l'Hotel du Golf, non tanto per gli interni (fin troppo chic per i nostri gusti) ma perché è collocato in un'area boschiva lontana dai centri abitati, in parte adibita al golf appunto. L'altra faccia della medaglia è la Pension Izar Bat a San Sebastián, un piccolissimo alberghetto nel centro che ha tutto l'essenziale (peccato che il proprietario sia fissato con le pulizie e dunque non solo lo incontriamo continuamente che lava per terra, ma mette anche la lavatrice a ogni ora del giorno e della notte e al termine del ciclo di lavaggio non va a spegnere il fastidioso fischio che la lavatrice emette per ore! :-0)

L'ultima parte del nostro viaggio si svolge in territorio spagnolo, con base a San Sebastián. In realtà ci stiamo solo 48 ore, ma riusciamo a non farci mancare nulla: la salita alla collina dove c'è la statua del cuore di Gesù (il cosiddetto monte Urgull) con la vista delle due grandi baie su cui si sviluppa la città, la lunga passeggiata sul lungomare dove vediamo alcuni dei surfisti più bravi incontrati durante la vacanza, il giro serale dei pinxtos (la versione basca delle tapas), per il quale consigliamo certamente Gorriti (di fronte al mercato coperto) e anche il Bar Sport (peccato che capiamo troppo tardi che ad ogni giro di bar non si debba per forza ordinare un bicchiere intero e dunque dopo i primi due siamo già alticce ;-) ), il duomo, le stradine del centro storico (dove dormiamo e che attraversiamo su e giù una marea di volte). Il secondo giorno riusciamo anche a fare un giro a Hondarribia, l'ultimo paesino spagnolo prima della Francia, e scavalliamo il confine fino a Saint Jean de Luz.

Insomma, bello anche questo assaggio basco, che ci ha fatto venire voglia di tornare nonostante il freddo (l'ultimo giorno siamo vestite a cipolla con tutto quello che abbiamo portato) e le improvvise lavate che ci prendiamo quando il meteo atlantico pazzo passa in pochi minuti dal sole all'acquazzone.

Al ritorno la nostra valigia imbarcata sull'aereo che ci riporta a Roma è strapiena di sardine e acciughe da mangiare e regalare, in modo da portare un po' di vacanza ancora con noi per qualche mese.

2 commenti:

  1. Ciao come hai fatto il rientro a Bordeaux

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    1. Da San Sebastian a Biarritz avevamo un auto a noleggio, poi da Biarritz abbiamo preso un bus (Isilines) per Bordeaux. Comunque le tre città sono molto ben collegate con autobus e treni.

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