Il film di Marielle Heller, Copia originale (che sinceramente io avrei mantenuto con il suo titolo inglese Can you ever forgive me?), è tratto dal libro autobiografico di Lee Israel, una scrittrice newyorkese di origine ebrea, famosa prima per aver scritto alcune biografie romanzate, poi per aver realizzato false ma credibilissime lettere di personaggi famosi dell'Ottocento e del Novecento da vendere sul mercato dei collezionisti.
Lee Israel (la grande Melissa McCarthy) è sovrappeso, alcolista, lesbica (ma abbandonata dalla compagna Elaine), depressa, si veste in maniera trasandata e fuori moda e non ha peli sulla lingua. Vive in totale solitudine in un appartamento infestato dalle mosche insieme alla sua amatissima gatta e si ritrova a un certo punto, a causa del suo brutto carattere, senza lavoro e senza un centesimo, abbandonata anche dalla sua agente che le rimprovera di essersi alienata tutti i contatti che le aveva procurato.
Siamo a New York negli anni Novanta.
Quando Lee trova per caso, in un libro consultato alla New York Public Library, alcune lettere di Fanny Bryce, decide di rubarle e venderle ad Anna (Dolly Wells), una libraia di cui conquista la fiducia e poi anche l'amicizia; capisce così che quello delle lettere dei personaggi famosi è un mercato molto ricco e promettente e decide - anche sfruttando la sua conoscenza delle biografie di molti personaggi - di confezionare, con ogni cura e verosimiglianza, delle lettere false, la cui vendita le garantisce una rendita cospicua.
In questo losco affare Lee si fa aiutare a un certo punto da Jack (Richard E. Grant), un omosessuale, anche lui alcolista e malato di solitudine, che vive alla giornata e sbarca il lunario come può. I due diventano compagni di bevute e di affari, fino a che la truffa messa in piedi da Lee non viene scoperta e i due non vengono condannati.
Quella della Heller è una commedia di ambientazione newyorkese che a questo "genere" cinematografico strizza pesantemente l'occhio nella scelta della colonna sonora (dove trovano posto anche Dinah Washington e Chet Baker) e nel modo convenzionale di rappresentare la città (dallo skyline illuminato al Brooklyn Bridge coperto di neve); però dentro questo confezionamento classico da commedia "romantica" la regista mette tutto sottosopra: al centro c'è una coppia che rappresenta il rovesciamento e la negazione di qualunque cliché della coppia romantica e fa cantare Goodnight ladies in un tipico night newyorkese al transessuale Justin Vivian Bond (già visto in un altro film di ambientazione newyorkese, Shortbus).
Anche grazie a questo azzeccatissimo mix, i due protagonisti, che hanno fatto del cinismo e del sarcasmo verso il mondo (fino allo scherzo organizzato e deliberato a danni dei loro "nemici") la loro personale corazza a protezione delle loro fragilità e della profonda tristezza e solitudine che li caratterizza, sprigionano una tenerezza infinita e non si può fare a meno di adorarli.
Un film che non è in alcun modo moralistico, bensì spinge a guardare sempre quello che si nasconde dietro l'apparenza delle persone per comprenderne davvero i comportamenti e i modi di essere.
Voto: 3,5/5
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mercoledì 6 marzo 2019
giovedì 4 agosto 2016
Ghostbusters
Il nuovo Ghostbusters diretto da Paul Feig è fedele all'originale del 1984 sia dal punto di vista del'essenza narrativa sia da quello dello spirito che anima il film, in equilibrio tra avventura e commedia brillante.
E non è un caso che dietro questa nuova versione c'è il produttore Dan Aykroyd, che al tempo era uno dei protagonisti, e che alcuni dei componenti del team di allora sono chiamati a fare dei camei, ad esempio Bill Murray, che qui ritorna nelle vesti di un professore che smaschera gli impostori che vogliono farsi passare per acchiappafantasmi.
Questo fil rouge che unisce il passato al presente si imbeve però anche della cultura cinematografica – e non solo – che ha caratterizzato questi ultimi trent'anni, cosicché anche chi – come i miei nipoti che sono venuti con me al cinema – non ha elementi di riferimento al passato può riconoscere nella sceneggiatura moltissimi omaggi e citazioni a film, soprattutto di supereroi.
E poi il nuovo Ghostbusters si adegua ai tempi anche nel senso che agli eroi comici del passato si sostituiscono quattro donne, due scienziate amiche, Erin (Kristen Wiig) e Abby (Melissa McCarthy), una straordinaria produttrice di armi, Jillian Holtzmann (Kate McKinnon), e una guardiana della metro di New York, Patty (Leslie Jones). I due protagonisti maschili del film sono il loro segretario, bellissimo ma totalmente senza cervello, Kevin (Chris Hemsworth), e il cattivo di turno che, sbeffeggiato da tutti, sta cercando di vendicarsi liberando tutti i fantasmi intrappolati nell'universo parallelo della non morte.
Alla fine dei conti, la parte più riuscita e più interessante è quella comica, in cui le nostre eroine dimostrano di saperci fare, mentre la parte di azione e di avventura ne risulta un po' sacrificata e non particolarmente appassionante. Persino nelle scene di azione predomina il divertimento delle buffe armi realizzate da Holtzmann e degli altrettanto buffi aspetti dei fantasmi.
Puro cinema estivo di intrattenimento, cui ogni tanto è molto bello abbandonarsi, senza spegnere completamente il cervello (perché l'intelligenza non manca in questa sceneggiatura), ma senza doverlo tenere attivo al 100% e senza dover mettere sotto stress la propria dimensione emotiva.
Voto: 3/5
E non è un caso che dietro questa nuova versione c'è il produttore Dan Aykroyd, che al tempo era uno dei protagonisti, e che alcuni dei componenti del team di allora sono chiamati a fare dei camei, ad esempio Bill Murray, che qui ritorna nelle vesti di un professore che smaschera gli impostori che vogliono farsi passare per acchiappafantasmi.
Questo fil rouge che unisce il passato al presente si imbeve però anche della cultura cinematografica – e non solo – che ha caratterizzato questi ultimi trent'anni, cosicché anche chi – come i miei nipoti che sono venuti con me al cinema – non ha elementi di riferimento al passato può riconoscere nella sceneggiatura moltissimi omaggi e citazioni a film, soprattutto di supereroi.
E poi il nuovo Ghostbusters si adegua ai tempi anche nel senso che agli eroi comici del passato si sostituiscono quattro donne, due scienziate amiche, Erin (Kristen Wiig) e Abby (Melissa McCarthy), una straordinaria produttrice di armi, Jillian Holtzmann (Kate McKinnon), e una guardiana della metro di New York, Patty (Leslie Jones). I due protagonisti maschili del film sono il loro segretario, bellissimo ma totalmente senza cervello, Kevin (Chris Hemsworth), e il cattivo di turno che, sbeffeggiato da tutti, sta cercando di vendicarsi liberando tutti i fantasmi intrappolati nell'universo parallelo della non morte.
Alla fine dei conti, la parte più riuscita e più interessante è quella comica, in cui le nostre eroine dimostrano di saperci fare, mentre la parte di azione e di avventura ne risulta un po' sacrificata e non particolarmente appassionante. Persino nelle scene di azione predomina il divertimento delle buffe armi realizzate da Holtzmann e degli altrettanto buffi aspetti dei fantasmi.
Puro cinema estivo di intrattenimento, cui ogni tanto è molto bello abbandonarsi, senza spegnere completamente il cervello (perché l'intelligenza non manca in questa sceneggiatura), ma senza doverlo tenere attivo al 100% e senza dover mettere sotto stress la propria dimensione emotiva.
Voto: 3/5
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