venerdì 6 novembre 2026

Ardesia / Ruska Jorjoliani

Ardesia / Ruska Jorjoliani. Trieste-Roma: Italo Svevo, 2025.

La lettura di Ardesia, titolo di cui ho perso memoria di come ne ero venuta a conoscenza (😉 ), rientra in questo mio percorso di apertura a una letteratura che arriva da posti che non siano l’Italia o altri paesi strettamente occidentali, per andare alla scoperta di nuovi mondi e di nuove culture.

In realtà, in questo caso, siamo in una situazione di ponte tra due mondi, perché Ruska Jorjoliani, pur essendo nata nel 1985 a Mestia in Georgia, vive dal 2007 in Italia, a Palermo, e scrive i suoi romanzi in italiano (pur svolgendo anche un’attività di traduttrice dal georgiano).

Con Ardesia la Jorjoliani racconta un episodio particolare della sua vita: un viaggio nel suo paese natìo, in Georgia, insieme a due amici italiani, il cui evento centrale è il dissotterramento dei resti del bisnonno dall’appezzamento di terra della casa di famiglia su cui sono previsti dei lavori.

Insieme allo zio e al cugino, e poi con l’intervento di vicini di casa e passanti, a poco a poco le ossa del bisnonno vengono tutte rinvenute, compreso il teschio e la mandibola, nonché le ossa probabilmente di un bambino che non si sa chi sia. Nel tempo in cui avviene questo dissotterramento emergono dettagli ed elementi che gettano una fosca luce sulle vicende di cui il bisnonno e in generale la famiglia di origine di Ruska è stata protagonista, senza però che si faccia chiarezza fino in fondo.

Questo viaggio alle origini si concluderà con la traslazione delle ossa al cimitero per dare al bisnonno una giusta sepoltura, sebbene la chiesa locale impedisca di mettere una lapide.

È strano questo memoir della Jorjoliani, forse mi aspettavo qualcosa di diverso. L’ho trovato interessante, ma mi è sembrato più un abbozzo di libro che un libro davvero compiuto.

Ne ho apprezzato però stile e scrittura, quindi non escludo in futuro di leggere altro della stessa autrice.

Voto: 3/5

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