
Sono passati ormai dieci anni dal
concerto di Destroyer al Quirinetta, organizzato da Unplugged in Monti con l’opening dei
Barbarisms. Come sempre faccio in questi casi, mi sono riletta il post che avevo scritto a suo tempo, pensando che lì ci fosse scritto come avevo conosciuto questo artista, ma in realtà non ce n’è traccia. Cosicché chissà come in passato sono arrivata a
Destroyer, il nome del progetto musicale del canadese Dan Bejar, di cui ricordo di aver amato molto alcuni album dell’epoca. Da allora non lo avevo seguito più tanto, ma recentemente – avendone letto recensioni positive – avevo comprato e ascoltato l’ultimo lavoro,
Dan's Boogie.

Quando arrivo al
Monk la sala è ancora chiusa e approfitto per mangiare una cosina. Tornando indietro posso entrare e la sala è allestita con i posti a sedere (io trovo un posto in prima fila), mentre sul palco campeggia solitaria una chitarra.
Capisco dunque che si tratterà, rispetto a quello di dieci anni fa, di un concerto intimo, e così è effettivamente quando Destroyer sale sul palco.
Inizia a macinare canzoni e – come da sua abitudine – tra una canzone e l’altra beve alternativamente da una bottiglia di birra, da un bicchiere e da una bottiglietta d’acqua. Di quando in quando dice qualche parola al pubblico, ricordando il titolo della canzone o ringraziando, ma nel complesso è molto riservato e concentrato sulla sua musica. Al termine della sua scaletta non si fa pregare a lungo per ritornare sul palco e cantarci altri due pezzi. Per la setlist completa tutti i riferimenti sono
qui.

Nel pubblico c’è una grossa presenza straniera, forse perché Destroyer è più conosciuto nei paesi anglofoni, e, come sempre, intorno a me vedo molti appassionati che conoscono decisamente meglio di me il repertorio e apprezzano.
In conclusione, devo dire che pur amando i concerti intimi e raccolti, forse perché Destroyer non è un animale da palcoscenico in senso stretto, il concerto scivola via leggero, ma senza picchi ed entusiasmi, almeno per me.
Avrei dunque preferito una versione più ricca di strumenti, ma nondimeno sono contenta di aver ascoltato Destroyer dal vivo ancora una volta.
Voto: 3/5
Nessun commento:
Posta un commento
Lascia qui un tuo commento... Se non hai un account Google o non sei iscritto al blog, lascialo come Anonimo (e se vuoi metti il tuo nome)!