Il sogno del giaguaro / Miguel Bonnefoy. Roma: 66thand2nd, 2025.
Ringrazio quel giorno in cui in una newsletter a cui sono iscritta (quella di SALT editions) ho letto di questo libro e mi sono incuriosita.
Nel mio giro del mondo attraverso i libri l'idea di fare un viaggio letterario in Venezuela mi attirava moltissimo. E il romanzo di Miguel Bonnefoy non mi ha deluso.
Bonnefoy racconta in forma romanzata ma basata su fatti storici e reali la storia della sua famiglia, a partire dai suoi nonni, Antonio e Ana Marìa.
Ogni capitolo è dedicato a uno dei protagonisti di questa narrazione, e al netto di necessari flashback il racconto procede cronologicamente. I primi due capitoli sono dedicati alle storie rispettivamente di Antonio, abbandonato sui gradini di una chiesa il terzo giorno della sua vita e allevato dalla mendicante Teresa, poi cresciuto facendo mille lavori, fino ad avere la possibilità di studiare e di diventare medico, e Ana Marìa, anche lei di umili origini, ma determinatissima nello studio e nella vita e destinata a diventare il primo medico donna dello stato di Zulia, che si sviluppa intorno al lago di Maracaibo.
I due sono fatalmente destinati a incontrarsi e a costruire una famiglia con la nascita della figlia Venezuela cui è dedicato il terzo capitolo. A Cristòbal, il figlio di Venezuela cresciuto a Parigi dove sua madre si è trasferita, è infine dedicato il quarto e ultimo capitolo, e sarà proprio Cristòbal a scegliere di diventare scrittore e a raccontare la storia della famiglia.
Mentre leggiamo di questi personaggi - che in realtà sono persone reali di grande rilevanza per la storia di Maracaibo, Antonio Borjas Romero (medico di fama e rettore dell'Università LUZ da lui stesso fatta costruire negli spazi dell'aeroporto abbandonato di Grano de Oro) e Ana Marìa Rodriguez (prima donna medico, protagonista di tante battaglie per i diritti delle donne, compreso quello all'aborto) - le storie singole si intrecciano con la storia dello stato dello Zulia e tutte le vicende, piccole e grandi che lo hanno visto protagonista, dal ritrovamento di un pinguino alla scoperta dei giacimenti di petrolio, e allargando ancora lo sguardo, con la storia del Venezuela, tra povertà e ricchezza, rivoluzione e restaurazione, colpi di stato e utopie non realizzate.
Si viaggia per queste pagine con l'entusiasmo e la meraviglia che solo la grande letteratura regalano, facendo la conoscenza di mondi, storie e personaggi che conosciamo solo in minima parte o non conosciamo affatto perché lontani da noi, ma che non smettono un attimo di accendere la curiosità e il desiderio di conoscere.
Con uno stile che spazia tra Jules Verne, Charles Dickens e tanto Gabriel García Márquez, Miguel Bonnefoy ci tiene incollati alle sue pagine, intrattenendoci certo, ma anche facendoci riflettere sul significato delle vite individuali ma anche sulle parabole dei grandi processi storici e sociali, in una comunanza di destini singoli e collettivi riscattati solo dalla forza delle storie e della narrazione.
Un libro bellissimo. Da leggere assolutamente.
Voto: 4,5/5

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