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| Stoccolma guardata dall'alto |
La scelta è stata anche suggerita dalla circostanza per cui da qualche mese mio nipote P. si è trasferito a lavorare a Stoccolma e dunque il viaggio è anche l’occasione per andare a salutarlo.
Scegliamo, anche per la combinazione dei voli aerei, di aggiungere una notte a Stoccolma prima di iniziare il giro in bicicletta, che è un giro ad anello che dunque ci farà ritornare nella capitale svedese.
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| Il tardo tramonto di Stoccolma a giugno |
Dall’aeroporto verso la città ci muoviamo con l’Arlanda Express, che pur essendo un po’ caro è davvero comodissimo per raggiungere il centro della città. Noi avevamo approfittato di un periodo di sconti che ci ha fatto pagare il biglietto andata e ritorno quasi la metà.
Per quanto riguarda gli alloggi abbiamo dormito in due diversi alberghi, il primo scelto da noi, il secondo scelto da Due ruote nel vento, l’agenzia cui ci siamo affidate per il viaggio in bicicletta (e che conosciamo da oltre vent’anni). L’albergo scelto da noi è uno di quelli della catena Scandic (Stoccolma ne è piena), nello specifico lo Scandic Go di Upplandsgatan. Si tratta di una struttura presidiata ma quasi interamente self service che, oltre ad essere esteticamente gradevole e in una posizione eccellente, offre tutti i servizi di cui si ha bisogno, tra cui un deposito bagagli gratuito anche dopo il check out (giusto la colazione non è eccezionale, ma basta uscire e andare in uno dei tanti panifici. Noi non abbiamo potuto perché era domenica e molti erano chiusi). L’albergo scelto invece dall’organizzazione è il Birger Jarl, che occupa un enorme palazzo di Norrmalm. Un po’ meno comodo come posizione rispetto al centro, ma comunque ottima sistemazione.
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| Una sposa indiana al municipio di Stoccolma |
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| Gli edifici medievali nella Stortoget |
Quando finisce la visita guidata, che si conclude nella Stortoget, la piazza più famosa della città, andiamo lì vicino a vedere il cambio della guardia, che raduna un gran numero di turisti e curiosi, anche perché la banda, oltre a suonare marce militari, suona sempre pezzi di musica pop, tra cui a volte ci sono anche gli ABBA.
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| Panorama di Stoccolma da Mariaberget |
Un altro bel panorama lo vediamo nella nostra sosta a Stoccolma al ritorno da Mariaberget, che sta sempre su Södermalm, una altura sul mare da cui si guarda sempre verso Gamla Stan e Norrmalm ma da un’angolazione differente.
Riguardo ai musei, che sono una delle attrattive più importanti della città, riusciamo a vedere il Fotografiska, il museo della fotografia che, dati i miei interessi, mi attirava parecchio. La struttura è bella, ma la mostra in corso più importante è quella di Martin Parr che già avevo visto a Bologna, e le altre mostre – a parte poche eccezioni – tendono al concettuale e per me risultano meno interessanti.
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| Per le strade di Stoccolma |
I nostri giri della città si concludono alla Stadsthuset, il municipio. Facciamo un giro nel cortile e ci affacciamo sul canale, dove ci sono varie coppie che stanno per o si sono appena sposate, impegnate in servizi fotografici. Tra le due opzioni, salire sulla torre o fare la visita guidata, scegliamo la seconda. Interessante senza essere entusiasmante.
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| Nelle campagne svedesi |
Prima tappa: Stockholm - Sodertalje, 63,8 km
Seconda tappa: Sodertalje- Mariefred, 47 km
Terza tappa: Mariefred – Bommersvik, 49 km
Quarta tappa: Bommersvik – Trosa, 51,30 km
Quinta tappa: Trosa – Stockholm, 8 km circa di bicicletta, poi treno
Totale: 220 km
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| Una pista ciclabile |
Superato questo primo ostacolo, si parte.
Il viaggio in bicicletta è, come sempre, un capitolo a parte, perché – come sa chi conosce questo tipo di viaggi – si trascorre la giornata a pedalare più o meno nel mezzo del nulla, tra boschi, campagne, valli, o costeggiando laghi, e di solito si arriva in un paese piccolo, e non sempre particolarmente turistico, dove noi con la bici siamo quelle strane.
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| Drottningholm |
Di solito, proprio per questo motivo scegliamo viaggi che sono classificati come facili, ma alla fine è sempre difficile rendersene pienamente conto sulla carta. In questo caso, non possiamo dire si sia trattato di un percorso difficile, però la costante leggera ondulazione del territorio svedese ha messo decisamente alla prova gambe e fiato. Soprattutto il fatto che abbiamo dovuto affrontare la tappa più lunga come prima tappa non è stata la cosa migliore, dal momento che in questi viaggi giorno dopo giorno ci si abitua al tipo di esercizio fisico. Per di più, la prima tappa – come sempre accade quando si esce da una grande città – è stata tra tutte probabilmente la meno interessante e anche il paese di arrivo, Södertälje, non era un granché tanto che la sua principale attrazione è una grande sede del colosso farmaceutico AstraZeneca (il nostro albergo si chiama Ad Astra 😉).
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| Un laghetto e una casa sul percorso |
Gli ultimi 20 km sono i più impegnativi tra saliscendi continui in mezzo a campagne e boschetti e deviazioni che sembrano allungare la strada senza senso. A un certo punto io e S. ci perdiamo pure (!), poi per fortuna sentendoci telefonicamente e rifacendo un po’ di strada indietro ci ritroviamo.
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| Castello di Gripsholm |
La seconda tappa inizia con un po’ di salite, ma poi il percorso si fa piacevole: attraversiamo boschi, campagne, piccoli paesi, laghi e laghetti e zone con belle villette. Alla fine vediamo da lontano il castello di Gripsholm ma dobbiamo quasi circumnavigare il lago (e non su una comoda e piatta pista ciclabile, ma sui saliscendi che circondano il lago) per arrivare infine alla nostra destinazione, ossia a Mariefred, un paesino ridente e pieno di gente che si affaccia sul lago Mälaren. Il nostro albergo al
Kulturpärlor è molto carino. Nel pomeriggio facciamo una passeggiata e un po’ di shopping, un giro al castello di Gripsholm che sta su una isoletta raggiungibile a piedi, e infine andiamo a cena da Han i Hörnet bistrot, un po’ caro ma molto buono.
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| Lago lungo il percorso |
Aperitivo e cena nell’edificio centrale di questo complesso alberghiero, e poi ci godiamo un tramonto davvero speciale sul lago, che veramente fa pensare al famoso film con Ford e la Hepburn Sul lago dorato.
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| Tramonto sul lago a Bommersvik |
La nostra destinazione è Trosa (in svedese Mutandina, lo scopriremo con grasse risate nel pomeriggio), dove ci prendiamo la prima e ultima pioggia del viaggio (poca a dire il vero, grazie a un albero che ci ripara).
Prima di sistemarci nel nostro albergo, lo Stadsthotell, decidiamo di andare in bici a fare il giro dell'isola che si trova davanti alla cittadina ed è collegata a essa da una strada che passa in mezzo al mare, molto bella, con tante case bellissime costruite su scogliere dalla forma tonda.
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| Trosa |
Nel nostro pomeriggio in giro per il paesino assaggiamo le buonissime brioche alla cannella e al cardamomo della Nilssons Bageri, e andiamo a curiosare ad una specie di raduno di macchine d’epoca. La cena la facciamo in una specie di pub/fast food, perché vogliamo una pausa dal cibo svedese.
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| La stazione di Vagnhärad |
Quindi facciamo in bici solo 8 km da Trosa fino alla stazione di Vagnhärad dove prendiamo un treno per Stoccolma su cui carichiamo le biciclette che riporteremo poi al nostro albergo per la riconsegna.
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Conclusioni
Anche quest’anno il nostro giro in bicicletta è stato molto soddisfacente e ci ha permesso di sfuggire per una settimanella all’estate infuocata in Italia. Questa volta, ancora più che le altre, il tempo è volato, e in un battibaleno ci siamo ritrovate sull’Arlanda Express nella direzione opposta verso l’aeroporto per tornare verso casa. La Svezia si conferma meta gradevole e rilassante: tutto è semplice, intuitivo, tendenzialmente ben organizzato. La mia conclusione è che l’Ikea costituisca una perfetta metafora del paese: un luogo gradevole, dove si sta bene, ci si sente a proprio agio, ci si muove facilmente, e che quando vai via hai voglia di ritornarci.















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